A Rescaldina arriva il “pranzo sospeso”

L'Osteria sociale La Tela L'Osteria sociale La Tela @Gabriele Guida
  A Rescaldina, presso l’Osteria sociale La Tela, è possibile lasciare una quota per un pranzo o una cena che, tramite i Servizi sociali del Comune, sarà destinata a quanti ne hanno bisogno.

Richiamando la più famosa tradizione partenopea del “caffè sospeso”, il Comune di Rescaldina ha lanciato questa iniziativa per dare vita ad un progetto di aiuto dove è la comunità che viene chiamata a prendersi carico, in modo solidaristico, di difficoltà sociali, creando però una rete sociale. Infatti, i tre punti cardine del “pranzo sospeso” sono l’integrazione nel tessuto del paese delle persone in difficoltà; mettere in circolo risorse comunitarie ed economiche nuove; ma soprattutto “Introdurre un approccio di protagonismo nella cura delle persone con difficoltà sociale ed economica, evitando l’adozione di una modalità meramente assistenziale”.

All’iniziativa hanno risposto cinque esercizi commerciali: due macellerie (Guzzetti ed Eredi Vismara), due ristoranti (Trattoria da Vira e osteria La Tela) e un negozio di abbigliamento (Hobby&Moda), ed in un mese sono stati raccolti 200€.

L’iniziativa, che era già stata proposta in altri comuni, soprattutto del nord Italia, come quello di Lecco, qui sembra avere un imprinting più continuativo e sostrutturato.

L’Osteria sociale La Tela, è un luogo incantevole, dove si mangia eccezionalmente e si possono trascorrere piacevoli serate anche grazie ai tanti eventi organizzati, come le serate musicali. La Tela ha, inoltre, una specifica particolarità, è un bene confiscato alla ‘ndrangheta. Un tempo conosciuto come “Re Nove”, il locale è stato confiscato alla famiglia 'ndranghetista di Giuseppe Antonio Medici nel 2011, affidato al Comune di Rescaldina è stato dato in gestione alla cooperativa Arcadia, ed oggi è il primo esempio in Italia di locale confiscato alla criminalità rinato nel mondo della ristorazione. Utilizza principalmente prodotti provenienti dalla filiera equo solidale, a km 0 e da agricoltura biologica, ed offre opportunità di lavoro a persone svantaggiate.

Le sale del ristorante sono dedicate al sindacalista Pino Sauna, a Barbara Rizzo ed i suoi Giuseppe e Salvatore Asta, e al sindaco di Pollica Angelo Vassallo, tutti vittime della criminalità organizzata.

Il nome del ristorante prende spunto da due idee, la prima era quella di rendere omaggio a Rescaldina che è un paese storicamente di tessitori, la seconda invece da un concetto ben chiaro che Giovanni Arzuffi, portavoce della cooperativa Arcadia e responsabile del locale, esprime chiaramente ai microfoni di OkRadio “la tela è composta da tanti fili che presi singolarmente si possono anche rompere, mentre invece tutti insieme diventano una cosa molto robusta”.

 

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