15 anni senza Paul Newman

Quindici anni fa moriva a Westport – nel Connecticut – il grande attore americano, interprete di Lassù qualcuno mi ama...

Paul Newman (con Robert Redford) in "Butch Cassidy" di George Roy Hill

Quindici anni fa moriva a Westport – nel Connecticut – il grande attore americano, interprete di Lassù qualcuno mi ama di Robert Wise, Furia selvaggia di Arthur Penn, Lo spaccone di Robert Rossen, Detective’s story di Jack Smight, Nick mano fredda di Stuart Rosenberg, Hombre di Martin Ritt, Butch Cassidy e La stangata, di George Roy Hill, L’uomo dai sette capestri di John Huston, Buffalo Bill e gli indiani di Robert Altman, Diritto di cronaca di Sydney Pollack, Il verdetto di Sidney Lumet Il colore dei soldi di Martin Scorsese, Mr. & Mrs Bridge di James Ivory e Era mio padre di Sam Mendes.

«Sono stato un cattivo pugile, un deludente giocatore di football americano, di tennis, di badminton, un pessimo sciatore. Non ho mai avuto il dono della grazia nello sport. Poi un giorno mi son detto: “Sta’ a vedere che invece sono un decente pilota”» (Paul Newman in Mario Donnini, Le Mans: 24 ore di corsa, 90 anni di storia, Giorgio Nada Editore, 2013)

Nato a Shaker Heights – in Ohio – nel gennaio 1925, dopo alcune esperienze teatrali universitarie ed un periodo di studi all’Actor’s Studio di New York, debutta a Broadway all’inizio degli anni Cinquanta, per poi esordire al cinema con il modesto Il calice d’argento (1954) di Victor Saville, affermandosi due anni dopo con l’intenso Lassù qualcuno mi ama (1956) di Robert Wise.

In televisione si fa notare in The Left-Handed Gun (1957) di Arthur Penn – che l’anno seguente verrà portato al cinema con Furia selvaggia (1958), anch’esso diretto da A. Penn ed interpretato da Newma –  e in una versione musicale de La piccola città (1957).

Nel ’58 sposa l’attrice Joanne Woodward (classe 1930), conosciuta sul set de La lunga estate calda di Martin Ritt insieme alla quale reciterà a teatro in Baby Want a Kiss (1965) ed al cinema in vari film, fra cui Missili in giardino (1959) di Leo McCarey, Dalla terrazza (1960) di Mark Robson, Indianapolis pista infernale (1969) di James Goldstone, Un uomo, oggi (1970) e Detective Harper: acqua alla gola (1976) di Stuart Rosenberg.

Fra gli altri film ricordiamo Quattro donne aspettano (1957) di Robert Wise, La gatta sul tetto che scotta (1958) di Richard Brooks, tratto dal dramma teatrale omonimo di Tennessee Williams ed interpretato da Elizabeth Taylor e Burl Ives, I segreti di Philadelphia (1959) di Vincent Sherman, Exodus (1960) di Otto Preminger, con Eva Marie Saint e Lee J. Cobb, il celebre Lo spaccone (1961) di Robert Rossen, con Jackie Gleason e George C. Scott, Paris Blues (1961) di Martin Ritt, con Joanne Woodward e Sidney Poitier, La dolce ala della giovinezza (1962) di Richard Brooks, con Geraldine Page e Shirley Knight, Le avventure di un giovane (1962), Hud il selvaggio (1963) e L’oltraggio (1964) di Martin Ritt, Intrigo a Stoccolma (1963) di Mark Robson, con Elke Sommer e Diane Baker, La signora e i suoi mariti (1964) di Jack Lee Thompson, con Shirley MacLaine e Robert Mitchum, Lady L (1965) di Peter Ustinov, Detective’s Story (1966) di Jack Smight, con Lauren Bacall, Shelley Winters, Julie Harris e Robert Webber, Il sipario strappato (1966) di Alfred Hitchcock, con Julie Andrews, Nick mano fredda (1967) di Stuart Rosenberg, con George Kennedy (Oscar come Miglior Attore non Protagonista), Hombre (1967) di M. Ritt, tratto dal racconto omonimo di Elmore Leonard ed interpretato da Diane Cilento, Richard Boone, Barbara Bach e Friedrich March -, Butch Cassidy (1969) di George Roy Hill, con Robert Redford e Katharine Ross – considerato (insieme a Ucciderò Willy Kid di Abraham Polonksy, Un uomo chiamato cavallo di Elliott Silverstein, Piccolo grande uomo di Arthur Penn, Soldato blu di Ralph Nelson, Uomo bianco… va col tuo Dio! di Richard C. Sarafian e Corvo rosso… non avrai il mio scalpo! di Sydney Pollack) come uno fra i migliori western della cosiddetta New Hollywood di fine anni Sessanta/inizio Settanta -,  L’uomo dai sette capestri (1972) di John Huston, con Jacqueline Bisset, Per una manciata di soldi (1972) di S. Rosenberg, con Lee Marvin, La stangata (1973) di G. Roy Rill, con Robert Redford e Robert Shaw, L’agente speciale MacIntosh (1973) di J. Huston, il catastrofico L’inferno di cristallo (1974) di John Guillermin e Irvin Allen, con Steve McQueen, Faye Dunaway e William Holden, Buffalo Bill e gli indiani (1976) di Robert Altman, con Burt Lancaster e Will Sampson, Colpo secco (1977) di  S. Rosenberg, Quintet (1979) di R. Altman, con Vittorio Gassman, Bibi Andersonn e Fernando Rey, il modesto catastrofico Ormai non c’è più scampo (1980) di James Goldstone, con Jacqueline Bisset e William Holden.

Attore completo, magnetico e molto versatile, con il carisma da divo e la misura da professionista, in età più matura interpreta personaggi ancor più “rifiniti”, come il poliziotto di Bronx, 41 distretto di polizia (1981) di Daniel Petrie, il malinconico figlio di un gangster vittima dello “sciacallaggio” della stampa in Diritto di cronaca (1981) di Sydney Pollack, con Sally Field, Bob Balaban e Melinda Dillon e considerato – insieme a Quarto potere di Orson Welles, L’asso nella manica di Billy Wilder, L’ultima minaccia di Richard Brooks, Un volto nella folla di Elia Kazan, Prima pagina di B. Wilder, Quinto potere di Sidney Lumet, Tutti gli uomini del Presidente di Alan J. Pakula, Sotto tiro di Roger Spottiswoode e Broadcast News – Dentro la notizia di James L. Brooks –  come uno fra i migliori film americani sul giornalismo mai realizzati, o l’avvocato alcolizzato in Il verdetto (1982) di Sidney Lumet, tratto dal libro omonimo di Barry Reed ed interpretato anche da Charlotte Rampling, James Mason e Jack Warden e considerato – insieme al superlativo La parola ai giurati, di S. Lumet, Testimone d’accusa di Billy Wilder, Anatomia di un omicidio di Otto Preminger, Vincitori e vinti di Stanley Kramer ed al bellissimo Il buio oltre la siepe di Robert Mulligan) come uno fra i grandi Courtroom drama americani.

Nel 1987 vince un meritato Oscar come Miglior Attore Protagonista per Il colore dei soldi (1986)di M9 rtin Scorsese, in cui fa rivivere, venticinque anni dopo il già citato Lo spaccone, il campione di biliardo Eddie Felson, qui invecchiato ma sempre caparbio e tosto da battere.

Dopo L’ombra di mille soli (1989) di Roland Joffé e Scandalo Blaze (1989) di Ron Shelton, recita nuovamente con Joanne Woodward in Mr & Mrs Bridge (1990) di James Ivory, in cui viene tratteggiata una coppia di coniugi dell’America del tempo che fu.

A partire dagli anni Novanta dirada notevolmente le sue apparizioni – Mister Hula Hoop (1994), di Joel e Ethan Coen, La vita a modo mio (1994) e Twilight (1998) di  Robert Benton, Le parole che non ti ho detto (1998) di Luis Mandoki, con Robin Wright e Kevin Kostner, Per amore dei soldi (2000) di Marek Kanievska –  e nel 2003 ottiene una Nomination all’Oscar come Miglior Attore non Protagonista per la sua superlativa performance del vecchio gangster irlandese “padre professionale” di Tom Hanks in Era mio padre (2002) di Sam Mendes, suo ultimo film.

Fa anche alcune esperienze dietro alla macchina da presa, dirigendo La prima volta di Jennifer (1968), Sfida senza paura (1971) e Gli effetti dei raggi gamma sui fiori di Matilda (1972), rivelando in tutti e tre acuta sensibilità e spirito di osservazione. Meno riusciti saranno invece i successivi Harry & Son (1984) e Lo zoo di vetro (1987), tratto dall’opera teatrale omonima di Tennessee Williams.

Nel 2004, si ritira a vita privata, circa quattro anni prima della sua scomparsa

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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