20 anni senza Charles Bronson

Vent’anni fa moriva il grande attore americano, interprete di “I magnifici sette” e “La grande fuga”, di John Sturges, “Quella...

Carles Bronson in "C'era una volta il West" di Sergio Leone

Vent’anni fa moriva il grande attore americano, interprete di “I magnifici sette” e “La grande fuga”, di John Sturges, “Quella sporca dozzina” di Robert Aldrich, “C’era una volta il West” di Sergio Leone, “I cannoni di San Sebastian” di Henri Verneuil, “L’uomo venuto dalla pioggia” di René Clément, “Il giustiziere della notte” di Michael Winner, “Sfida a White Buffalo” di Jack Lee Thompson, “Caccia selvaggia” di Peter Hunt e “Lupo solitario” di Sean Penn.

Nato a Erhenfeld – in Pennsylvania – nel novembre 1921, Charles Buchinsky – meglio noto come Charles Bronson, suo nome d’arte dal 1956 -, figlio di immigrati lituani da ragazzo lavora come minatore e dal ’42 al ’45 combatte in aviazione durante la Seconda guerra mondiale.

Dopo numerosi ruoli secondari – Il comandante Johnny (1951), con Gary Cooper, Omertà (1951) di John Sturges, Luci sull’asfalto (1951) di Robert Parrish, Duello nella foresta (1952)  di Joseph M. Newman, con Richard Widmark, Lui e lei (1952) di George Cukor, con Katharine Hepburn e Spencer Tracy, I miei sei forzati (1952)  di Hugo Fregonese, Corriere diplomatico (1952)  di Henry Hathaway, con Tyrone Power, Uragano su Yalù (1952) di Lesley Selander, Paradiso notturno (1952) di Harmon Jones, La maschera di cera (1953) di André De Toth, con Vincent Price, Il pagliaccio (1953) di Robert Z. Leonard, Immersione rapida (1953) di Lew Landers, Polizia militare (1953) di George Marshall, Pioggia (1953) di Curtis Bernhardt, La città è spenta (1954) di A. De Toth, L’assedio di fuoco (1954) di A. De Toth, con Randolph Scott, Rullo di tamburi (1954) di Delmer Daves, con Alan Ladd, L’ultimo apache (1954) di Robert Aldrich, con Burt Lancaster, Vera Cruz (1954)  di R. Aldrich, con G. Cooper e B. Lancaster, Un pugno di criminali (1955) di Howard W. Koch, Ombre gialle (1955) di Harmon Jones, Vento di terre lontane (1956) di D. Daves, con Glenn Ford, Rod Steiger e Ernest Borgnine, La tortura della freccia (1957) di Samuel Fuller, con R. Steiger -, nel ’58 ottiene le sue prime parti da protagonista in La legge del mitra di Roger Corman, Solo contro i gangsters e La vera storia di Lucky Welsh, di Gene Fowler Jr, e Quando l’inferno si scatena di Kenneth G. Crane.

Dopo Sacro e profano (1959) di John Sturges, con Frank Sinatra, si afferma in I magnifici sette (1960) di J. Sturges, interpretato anche da Yul Brynner, Eli Wallach, Steve McQueen, James Coburn, Brad Dexter, Robert Vaughn e Horst Bucholtz.

Negli anni Sessanta interpreta grandi film “di squadra” come La grande fuga (1963) di John Sturges, con Steve McQueen, James Coburn e Richard Attenborough e Quella sporca dozzina (1967) di Robert Aldrich, con Lee Marvin, John Cassavetes, Jim Brown, Donald Sutherland, Clint Walker, Telly Savalas, Ernest Borgnine, Robert Webber, Robert Ryan, Richard Jaeckel e George Kennedy.

Nel ’68 raggiunge l’apice della sua carriera con il capolavoro C’era una volta il West di Sergio Leone, in cui è superlativo nel ruolo del misterioso Armonica, “uomo venuta dal nulla” per inseguire caparbiamente l’assassino di suo fratello, ed in cui recita con Claudia Cardinale, Henry Fonda e Jason Robards.

Il cliché del vendicatore verrà portato agli estremi in Il giustiziere della notte (1974) di Michael Winner, che avrà altri quattro sequela (nel 1982, 1985, 1987 e 1995, uno più brutto/indifendibile dell’altro) ed in Professione giustiziere (1983) di Jack Lee Thompson, film che lo faranno diventare uno fra gli attore più amati dal pubblico americano (soprattutto da quello repubblicano), ma che nello stesso tempo gli impediranno – eccezion fatta per pochi casi – di esprimere versatilità nelle sue performances.

Negli anni Settanta e Ottanta viene diretto varie volte da Michael Winner – oltre che nel già citato Il giustiziere della notte, anche in Chato (1972), con Jack Palance, Professione assassino (1972) e L’assassino di pietra (1973) – e da Jack Lee Thompson – oltre al già citato Professione giustiziere, anche in Candidato all’obitorio (1976), nel western Sfida a White Buffalo (1977), tratto dal libro di Richard Sale Il bisonte bianco (1975) ed interpretato anche da Will Sampson, Jack Warden, Kim Novak e Clint Walker, Caboblanco (1980), con Dominique Sanda e Jason Robards, Dieci minuti a mezzanotte (1983), La legge di Murphy (1986), Messaggio di morte (1988), Soggetti proibiti (1989).   

Fra gli altri film ricordiamo I trecento di Fort Canby (1961) di Joseph M. Newman, Il ranch della violenza (1962) di Arthur Hiller, Pugno proibito (1962) di Phil Karlson, I quattro del Texas (1963) di Robert Aldrich, Il californiano (1964) di Boris Sagal, La battaglia dei giganti (1965) di Ken Annakin, con Henry Fonda e Robert Shaw, Questa ragazza è di tutti (1966) di Sydney Pollack (alla sua seconda regia), con Robert Redford e Nathalie Wood, I cannoni di San Sebastian (1968) di Henri Verneuil, Viva! Viva Villa! (1968) di Buzz Kulik, con Robert Mitchum, Due sporche carogne – Tecnica di una rapina (1968) di Jean Vautrin, L’uomo venuto dalla pioggia (1970) di René Clément, Città violenta (1970) di Sergio Sollima, L’uomo dalle due ombre (1971) di Terence Young, con Liv Ullman e James Mason, Sole rosso (1971), di T. Young, con Ursula Andress, Toshiro Mifune e Alain Delon, Joe Valachi… I segreti di cosa nostra (1972) di T. Young, Valdez il mezzosangue (1973) di John Sturges e Duilio Coletti, A muso duro (1974) di Richard Fleischer, Dieci secondi per fuggire (1975) di Tom Gries, Io non credo a nessuno (1975), di T. Gries, con Jill Ireland, Ed Lauter, Richard Crenna e Ben Johnson, L’eroe della strada (1975) di Walter Hill, con James Coburn, Da mezzogiorno alle tre (1975) di Frank D. Gilroy, con Jill Ireland I leoni della guerra (1976) di Irvin Kershner, Telefon (1977) di Don Siegel, Tiro incrociato (1979) di Stuart Rosenberg, Caccia selvaggia (1980) di Peter Hunt, con Lee Marvin e Angie Dickinson, Lupo solitario (1991) di Sean Penn (al suo esordio alla regia).

Attivo anche in televisione, è apparso in vari film tv – Il solitario del West (1972), Quel dannato pugno di uomini (1978) di Charles S. Dubin e Samuel Fuller, L’esecuzione, una storia vera (1986) di John MacKenzie, Yes Virginia, There Is Santa Claus (1991) di Charles Jarrott, Di padre in figlia (1993), La nave fantasma (1993) di Michael Anderson, Un poliziotto scomodo (1993) di Rod Holcomb, Sospetti in famiglia (1995) di Ted Kotcheff, che avrà due sequel (nel 1997 e 1998, diretti rispettivamente da David Greene e Sheldon Larry) – ed in alcuni episodi di serie e miniserie – Crusader (1955-56), Alfred Hitchcock Presents (1956 e 1962), Gunsmoke (1956 e 1958), Have Gun – Will Travel (1957 e 1963), Man With a camera (1958-60, ventotto episodi), Yancy Derringer (1959), Hennessey (1960-61), Ai confini della realtà (1961), The New Breed (1961), Avventure in paradiso (1961), Empire (1962-63, tredici episodi), Bonanza (1964), Il virginiano (1965 e 1967), La grande vallata (1965), Gli uomini della prateria (1965).

Nel 2001 si ritira a vita privata – anche a causa di vari problemi di salute -, due anni prima della sua scomparsa.

Nel luglio 2023 è uscito il libro di Massimo Moscati Charles Bronson. Il duro di Hollywood (Shatter, collana “Cinema”), la prima biografia dedicata all’attore ad uscire in Europa.

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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