20 anni senza Rod Steiger

Vent’anni fa moriva il grande attore americano, interprete di film quali “Fronte del porto” di Elia Kazan, “Il grande coltello”...

Rod Steiger con Marlon Brando in "Fronte del porto" di Elia Kazan

Vent’anni fa moriva il grande attore americano, interprete di film quali “Fronte del porto” di Elia Kazan, “Il grande coltello” di Robert Aldrich, “Corte marziale” di Otto Preminger, “Il colosso d’argilla” di Mark Robson, “Vento di terre lontane” di Delmer Daves, “La tortura della freccia” di Rod Steiger, “Al Capone” di Richard Wilson, “Le mani sulla città” e “Lucky Luciano” di Francesco Rosi, “L’uomo del banco dei pegni” di Sidney Lumet, “La calda notte dell’ispettore Tibbs” di Norman Jewison,  “Giù la testa” di Sergio Leone, “Mussolini ultimo atto” di Carlo Lizzani, “I protagonisti” di Robert Altman, e molti altri.

Nato a Westhampton – nello Stato di New York – nell’aprile 1925, arruolatosi in Marina durante la Seconda guerra mondiale, nel ’46 si avvicina al mondo dello spettacolo come attore di teatro.

Il successo ottenuto sia a teatro sia in televisione favorisce il suo esordio cinematografico – in un ruolo secondario in Teresa (1951) di Fred Zinnemann – e, nel giro di pochi anni, si impone come eccellente comprimario drammatico.

Fisico piuttosto massiccio e volto segnato, dà vita a numerosi personaggi tormentati, nevrotici ed a volte negativi, che interpreta con rigorosa professionalità affidandosi al metodo Stanislavskij dell’Actor’s Studio.

È passato alla storia del cinema come fratello di Marlon Brando in Fronte del Porto (1954) di Elia Kazan – con Eva Marie Saint, Karl Malden, Lee J. Cobb e Martin Balsam -, suo secondo film e con cui ottiene una nomination all’Oscar come Miglior Attore non Protagonista, avido produttore in Il grande coltello (1955) di Robert Aldrich, con Jack Palance, gangster senza scrupoli in Il colosso d’argilla (1956) di Mark Robson, con Humphrey Bogart (al suo ultimo film) e Al Capone (1959) di Richard Fleischer, speculatore edilizio nel drammatico Le mani sulla città (1963) di Francesco Rosi, ebreo vittima della violenza nazista e poi divenuto usuraio nell’intenso L’uomo del banco dei pegni (1965) di Sidney Lumet, con cui ottiene una nomination all’Oscar come Miglior Attore Protagonista, sceriffo razzista ed impulsivo in La calda notte dell’ispettore Tibbs (1967) di Norman Jewison, con Sidney Poitier, e con cui vince l’Oscar come Miglior Attore Protagonista, dittatore di fronte alla sconfitta nello storico Mussolini ultimo atto (1974) di Carlo Lizzani, rabbino padre del giovane protagonista nel suggestivo Chosen (1982) di Jeremy Paul Kagan.

Fra gli altri film ricordiamo Corte marziale (1955) di Otto Preminger, con Gary Cooper, Oklahoma! (1955) di Fred Zinnemann, Ritorno dall’eternità (1956) e Furia infernale (1957) di John Farrow, Vento di terre lontane (1956) di Delmer Daves, con Glenn Ford, Felicia Farr, Valerie French, Ernest Borgnine e Charles Bronson, Al di là del ponte (1957) di Ken Annakin, La tortura della freccia (1957) di Samuel Fuller, Lama alla gola (1958) di Andrew L. Stone, I sette ladri (1960) di Henry Hathaway, Il marchio (1961) di Guy Green, Il mondo nella mia tasca (1962) di Alvin Rakoff, Il giorno più lungo (1962) di K. Annakin e Andrew Marton, La notte delle jene (1962) di Philip Leacock, Tre passi dalla sedia elettrica (1962) di Millard Kaufman, Il caro estinto (1965) di Tony Richardson, Il dottor Zivago (1965) di David Lean, tratto dal libro omonimo di Boris Pasternak ed interpretato da Omar Sharif e Julie Christie, Non si maltrattano così le signore (1968) e L’uomo illustrato (1969) di Jack Smight, Il sergente (1968) di John Flynn, In 2 sì, in 3 no (1969) di Peter Hall, Waterloo (1970) di Sergej Bondatchuk, Una vampata di vergogna (1971) di Mark Robson, La terra si tinse di rosso (1973) di Richard C. Sarafian, Il giorno più lungo di Scotland Yard (1975) di Don Sharp, Gli innocenti dalle mani sporche (1975) di Claude Chabrol, W. C. Fields and me (1976) e A spasso col rapinatore (1989) di Arthur Hiller, F.I.S.T. (1978) di Norman Jewison, con Sylvester Stallone, Amityville Horror (1979) e Tiro incrociato (1979) di Stuart Rosenberg, Killer (1979) di Allan A. Buckhantz, Breakthrough, specchio per le allodole (1979) di Andrew V. McLagen, Jack London Story (1980) di Peter Carter, Lucky Star (1980) di Max Fisher, Il mistero di Wolf Lake (1980) di Burt Kennedy, Branco selvaggio (1980) di Lamont Johnson, con Burt Lancaster, Il leone del deserto (1981) di Mustafa Akkad, La montagna incantata (1982) di Hans W. Geibendörfer, tratto dal libro omonimo di Thomas Mann.

In Italia, oltre che nei già citati Le mani sulla città di F. Rosi e Mussolini ultimo atto di C. Lizzani, viene diretto da Francesco Maselli – Gli indifferenti (1964), tratto dal libro omonimo di Alberto Moravia -, Ermanno Olmi – E venne un uomo (1965) -, Sergio Leone – Giù la testa (1971), con James Coburn – di nuovo Francesco Rosi –  Lucky Luciano (1973) -, Duccio Tessari –  Gli eroi (1973) -, Franco Zeffirelli – il film tv Gesù di Nazareth (1977), con Robert Powell.

A partire dagli anni Ottanta, lavora soprattutto a teatro ed in televisione – Cook & Peary – The Race to the Pole (1983), The Glory Boys (1984), Hollywood Wives (1985), Vendetta (1986), Doppio gioco a Devil’s Ridge (1988), Delitto in paradiso (1989), Delitti al tramonto (1991), Sinatra (1992) , Lincoln (1992), Due vite, un destino (1992), Tales of the City (1993), The Critic (1994), Scelte del cuore (1995), Duplice omicidio per il Tenente Colombo (1995) di Vincent McEveety, con Peter Falk, Il commissario Scali (1996), Dalva (1996), Ez Streets (1996), Modern Vampires (1998), Chicken Soup for the Soul (1998), La maledizione dell’olandese volante (2001) di Robin P. Murray.

Al cinema appare soprattutto in ruoli secondari – A faccia nuda (1985) di Brian Forbes, La casa degli orrori – American Gothic (1988) di John Hough, Un detective…particolare (1989) di Pat O’ Connor, Il fiume delle acque magiche (1989) di Rajko Grlic, Tennessee Nights (1989) di Nicolas Gessner, Se ti piace… vai… (1989) di Guy Hamilton, La ballata del caffè triste (1990) di Simon Callow, Uomini d’onore (1990) di William Reilly, Verdetto: colpevole (1991) di Sam Irvin, I protagonisti (1992) di Robert Altman, Il vicino di casa (1993) di Rodney Gibbons, L’ultimo tatuaggio (1994) di John Reid, Tutti i giorni è domenica (1994) di Jean-Charles Tacchella, Lo specialista (1994) di Luis Llosa, The Real Thing – A Stylish Thriller (1996) di James Merendino, Mars Attack! (1996) di Tim Burton, Shiloh, un cucciolo per amico (1996) di Dale Rosenbloom, Animals (1997) di Michael Di Jiacomo, The Kid (1997)  di John Hamilton, Incognito (1997) di John Badham, Un problema d’onore (1997) di Ken Olin, Viaggio senza ritorno (1997) di Kiefer Sutherland, Alexandria Hotel (1998) di Andrea Barzini e James Merendino, End of Days – Giorni contati (1998) di Peter Hyams, Crazy in Alabama (1998) di Antonio Banderas, Hurricane – Il grido dell’innocenza (1998) di Norman Jewison, con Denzel Washington, Cypress Edge (2000) di Serge Rodnunsky, Body and Soul (2000) di Sam Henry Cass.

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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