20 anni senza Walter Matthau

Vent’anni fa moriva il grande attore americano, interprete di “Un volto nella folla” di Elia Kazan, “Solo sotto le stelle”...

Walter Matthau in "Il colpo della metropolitana" di Joseph Sargent

Vent’anni fa moriva il grande attore americano, interprete di “Un volto nella folla” di Elia Kazan, “Solo sotto le stelle” di David Miller, “Sciarada” di Stanley Donen, “A prova di errore” di Sidney Lumet, “Mirage” di Edward Dmytryk, “Non per soldi, ma per denaro”, “Prima pagina”, e “Buddy Buddy” di Billy Wilder, “La strana coppia” di Gene Saks, “Appartamento al Plaza” di Arthur Miller, “Chi ucciderà Charlie Varrick?” di Don Siegel, “L’ispettore Martin ha teso la trappola” di Stuart Rosenberg, “Il colpo della metropolitana” di Joseph Sargent, “California Suite” di Herbert Ross, “Due sotto di divano” ee  “Una notte con vostro onore” di Ronald Neame, “Quel giardino di aranci fatti in casa” di Herbert Ross, “Come ti ammazzo un killer” di Michael Ritchie e “Pirati” di Roman Polanski.

Nato a New York nell’ottobre 1920 (ergo nel 2020 viene ricordato non solo in occasione del ventesimo anniversario della morte, ma anche per il centenario della sua nascita), Walter Matusanskavaskij – meglio noto con il nome d’arte di Walter Matthau -, figlio di russi emigrati negli Stati Uniti, esordisce al cinema in un ruolo secondario (negativo) in Il kentuckiano (1955) – conosciuto anche con il titolo Il vagabondo delle frontiere – di e con Burt Lancaster, e dopo qualche altro film – Il cacciatore di indiani (1955) di André De Toth, con Kirk Douglas, Dietro lo specchio (1956) di Nicholas Ray, con James Mason, Un volto nella folla (1957) di Elia Kazan, I bassifondi del porto (1957) di Arnold Laven, La via del mare (1958) di Michael Curtiz, Gli evasi del terrore (1958) di Harry Keller, Il sentiero della rapina (1958) di Jesse Hibbs, È sbarcato un marinaio (1959) di Norman Taurog), dirige ed interpreta Gangster Story (1960), che rimarrà la sua unica esperienza dietro alla macchina da presa.

All’inizio degli anni Sessanta comincia ad affermarsi come uno fra gli interpreti più versatili della scena hollywoodiana dell’epoca. Il suo volto particolare, la recitazione sorniona e beffarda e la grandissima abilità nel controllare i tempi attoriali e nell’utilizzare – padroneggiandoli perfettamente – differenti registri recitativi fanno di Matthau un vero fuoriclasse.

Dopo altri ruoli secondari (drammatici o negativi, ma sempre molto incisivi) – Solo sotto le stelle (1962) di David Miller, in cui recita nuovamente con Kirk Douglas, Sciarada (1963) di Stanley Donen, con Cary Grant, Audrey Hepburn, James Coburn e George Kennedy, A prova di errore (1964) di Sidney Lumet, con Henry Fonda, Mirage (1965) di Edward Dmytryk, con Gregory Peck e Diane Baker, incontra il grande Billy Wilder, il quale lo dirige in Non per soldi, ma per denaro (1966), in cui recita per la prima volta con Jack Lemmon e con cui vince un meritatissimo Oscar come Miglior Attore non Protagonista.

Nei trent’anni successivi, i due attori lavoreranno ancora insieme in altri sette film, dando vita ad una fra le più infallibili coppie comiche dell’intera Storia del cinema: La strana coppia (1968) di Gene Saks, tratto dalla celebre commedia teatrale omonima di Neil Simon, Prima pagina (1974) di B. Wilder, con una giovane Susan Sarandon e considerato – insieme a Quarto potere di Orson Welles, L’asso nella manica di B. Wilder, L’ultima minaccia di Richard Brooks, il già citato Un volto nella folla di E. Kazan, Quinto potere di Sidney Lumet, Tutti gli uomini del Presidente di Alan J. Pakula, Sindrome cinese di James Bridges, Diritto di cronaca di Sydney Pollack, Sotto tiro di Roger Spottiswoode e Dentro la notizia di James L. Brooks – come uno fra i migliori film americani sul giornalismo mai realizzati, Buddy Buddy (1981), anch’esso diretto da B. Wilder, Due irresistibili brontoloni (1993) di Daniel Petrie, That’s Amore – Due improbabili seduttori (1995) di Howard Deutch, con Sophia Loren, Gli impenitenti (1997) di Martha Coolidge, il modesto La strana coppia 2 (1998) di H. Deutch.

Anche senza il collega ed amico, Matthau ottiene numerosi successi, soprattutto comici – Fiore di cactus (1969) di Gene Saks, con Ingrid Bergman e un’esordiente Goldie Hawn, Hello Dolly (1969) di Gene Kelly, con Barbra Streisand, Appartamento al Plaza (1971) di Arthur Miller, È ricca, la sposo e l’ammazzo (1971) di Elaine May, I ragazzi irresistibili (1975) di Herbert Ross, E io mi gioco la bambina (1980) di Walter Bernstein, con Julie Andrews e Tony Curtis, Due sotto il divano (1980) di Ronald Neame, con Glenda Jackson, Una notte con vostro onore (1981) di R. Neame, con Jill Clayburg, Quel giardino di aranci fatti in casa (1982) di Herbert Ross, tratto dalla commedia teatrale omonima di Neil Simon, Come ti ammazzo un killer (1982) di Michael Ritchie, con un giovane Robin Williams -, ma mostra anche il suo lato più ombroso ed il suo talento recitativo completo negli ottimi thriller Chi ucciderà Charlie Varrick? (1973) di Don Siegel, in cui interpreta uno scaltro malvivente in fuga dai killers, L’ispettore Martin ha teso la trappola (1973), tratto dal libro Il poliziotto che ride (il quarto fra i dieci libri gialli degli svedesi Maj Sjowall e Per Wahloo), e Il colpo della metropolitana (1974) di Joseph Sargent, con Robert Shaw, Martin Balsam, Hector Elizondo e Tony Roberts.

A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta la sua carriera va in una fase di leggero declino, ma lui continua a spiccare per il suo peculiare stile interpretativo. I ruoli migliori sono in Pirati (1986) di Roman Polanski, Il piccolo diavolo (1989) di e con Roberto Benigni, ed il già citato Due irresistibili brontoloni di Daniel Petrie.

Fra gli altri film ricordiamo Noi due sconosciuti (1960) di Richard Quine, con Kim Novak e Kirk Douglas, Come ingannare mio marito (1962) di Daniel Mann, Una nave tutta matta (1964) di Joshua Logan, Ciao Charlie (1964) di Vincente Minnelli, Una guida per l’uomo sposato (1967) di Gene Kelly, Diario segreto di una moglie americana (1968) di George Axelroad, Candy e il suo pazzo mondo (1969) di Christian Marquand, Vedovo, aitante, bisognoso affetto offresi anche babysitter (1971), diretto dall’amico Jack Lemmon, Un marito per Tillie (1972) di Martin Ritt, Che botte se incontri gli “Orsi” (1975) di Michael Ritchie, Visite a domicilio (1978) di Howard Zieff, Ultimo handicap (1978) di M. Ritt, California Suite (1978) di Herbert Ross, Dinosauri a colazione (1985) di William Asher, Lo strizzacervelli (1988) di M. Ritchie, JFK – Un caso ancora aperto (1991) di Oliver Stone, il comico Dennis la minaccia (1993) di Nick Castle, Genio per amore (1994) di Fred Schepisi, Storie d’amore (1995), diretto da suo figlio Charles Matthau, Una coppia di scoppiati (1996) di Herb Gardner.

Attivo anche in televisione, è apparso in vari film tv – Eroe per un giorno (1990) di Joseph Sargent, La signora Lambert è fuggita (1991), Incidente a Baltimora (1992) e Un processo in provincia (1994) di Delbert Mann – ed in alcuni episodi di serie e miniserie – Climax! (1957), Alfred Hitchcock Presents (1958-61), Corruptors (1961 e 1962), Gli inafferrabili (1964), Profiles in Courage (1964 e 1965).

Il suo ultimo film è Avviso di chiamata (2000) di Diane Keaton, con D. Keaton medesima e Meg Ryan e uscito pochi mesi prima della sua scomparsa

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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