50 anni fa il referendum sul divorzio in Italia. Una svolta nella storia dei diritti civili

Il 12 e il 13 maggio 1974 rimarranno impressi nella memoria collettiva italiana come una pietra miliare nella storia dei...

Referendum divorzio foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Un sostenitore dell'abrogazione della legge sul divorzio durante un comizion nel 1975 - Foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi

Il 12 e il 13 maggio 1974 rimarranno impressi nella memoria collettiva italiana come una pietra miliare nella storia dei diritti civili. In quei giorni, gli italiani si trovarono a dover prendere una decisione cruciale: mantenere o abrogare la legge che aveva introdotto il divorzio in Italia nel 1970, nota come legge Fortuna-Baslini (n.898). Questo momento segnò una svolta nella società italiana, con conseguenze che si ripercuotono ancora oggi.

La legge sul divorzio, approvata nel 1970, era stata un punto di svolta dopo decenni di dibattito e resistenza. Tuttavia, la sua esistenza era stata minacciata dall’opposizione dei movimenti cattolici e di parte della classe politica, che si organizzarono per un referendum abrogativo. Questa fu la prima volta nella storia della Repubblica Italiana che il popolo venne chiamato a esprimersi direttamente su una legge già approvata dal Parlamento.

L’atmosfera era tesa, divisa tra favorevoli e contrari al mantenimento della legge sul divorzio. I due giorni di voto furono un banco di prova per la democrazia italiana, con l’87,7% degli aventi diritto che si recò alle urne. Il risultato fu chiaro e inequivocabile: il 59,3% degli italiani votò contro l’abrogazione della legge, confermando così il diritto al divorzio nel paese. Questo voto rappresentò una vittoria per i sostenitori dei diritti civili e un segnale di cambiamento profondo nella mentalità della società italiana.

Il referendum del 1974 non fu solo una decisione politica, ma un momento simbolico di emancipazione e progresso. Rappresentò la vittoria della laicità dello Stato e della volontà popolare sulla conservazione di antichi privilegi e dogmi. Questo evento segnò l’inizio di una nuova era per l’Italia, caratterizzata da una maggiore attenzione ai diritti individuali e alla parità di genere.

Oggi, a distanza di anni da quel momento storico, l’eredità del referendum del 1974 si riflette ancora nelle leggi e nelle politiche del paese. Ha aperto la strada a ulteriori riforme nel campo del diritto di famiglia e dei diritti delle donne, contribuendo a plasmare l’Italia moderna come una società più inclusiva e progressista.

L’archivio Riccardi ha raccolto alcuni scatti realizzati da Carlo Riccardi nei momenti concitati dei comizi e delle manifestazioni che anticipavano il voto, che alla fine confermò il diritto al divorzio nel nostro paese.

Il referendum del 1974 rimane dunque un punto di riferimento fondamentale nella storia politica e sociale italiana, un esempio di come il coinvolgimento diretto dei cittadini possa influenzare il corso degli eventi e promuovere il progresso democratico.

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Giovanni Currado

Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl. Giornalista e fotografo, autore di diversi reportage in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi

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