Un fronte comune per rinnovare le relazioni industriali, far crescere i salari e fermare il dumping dei contratti pirata. CGIL, CISL e UIL hanno definito le linee guida per un nuovo Accordo quadro con le associazioni datoriali del settore privato. L’obiettivo è aggiornare l’assetto contrattuale introducendo regole omogenee sulla rappresentanza sindacale e la certificazione dei dati, potenziando la contrattazione a doppio livello (nazionale e decentrata) per rispondere alle sfide della transizione digitale ed ecologica.
Salari e assetti contrattuali: TEM e TEC
Al centro della proposta vi è la difesa del potere d’acquisto. Il sistema resta imperniato sul Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) come fonte di garanzia universale. Il testo introduce una netta distinzione tra Trattamento Economico Minimo (TEM) – indicizzato all’IPCA dell’Istat con verifiche annuali a giugno – e Trattamento Economico Complessivo (TEC), che include mensilità aggiuntive, welfare integrativo e indennità. La contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale, viene invece promossa per legare la crescita retributiva alla produttività e ai nuovi modelli organizzativi.
Certificazione della rappresentanza e stop al dumping
Per contrastare i fenomeni di concorrenza sleale, i sindacati chiedono la piena attuazione della misurazione della rappresentatività, basata sul mix tra iscritti e voti nelle elezioni delle RSU. L’accordo punta a estendere il voto anche nelle piccole imprese. Lato datoriale, si esige l’obbligo di comunicazione delle deleghe sindacali nel modello UNIEMENS dell’INPS e l’associazione stringente dei contratti ai codici ATECO per garantire la massima trasparenza negli appalti.
Formazione, sicurezza e partecipazione attiva
Le confederazioni rivendicano il diritto universale alla formazione continua, proponendo un monte ore minimo di 40 ore annue retribuite e la portabilità delle competenze. Sul fronte della salute e sicurezza, si richiede il potenziamento dei Rappresentanti dei Lavoratori (RLS e RLST), specialmente nelle filiere subappaltate. Infine, per governare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, il documento rilancia la partecipazione organizzativa e gestionale, promuovendo il coinvolgimento preventivo dei lavoratori nelle scelte strategiche aziendali.








