Addio a Franco Di Mare: il ricordo di un grande giornalista e uomo di coraggio

Franco Di Mare, giornalista e inviato di guerra, si è spento all’età di 68 anni dopo una battaglia contro un...

Franco Di Mare
Franco Di Mare - Foto Maurizio Riccardi © AGR

Franco Di Mare, giornalista e inviato di guerra, si è spento all’età di 68 anni dopo una battaglia contro un mesotelioma, un tumore particolarmente aggressivo. La sua famiglia ha annunciato la triste notizia con una nota che lo ha descritto come circondato dall’affetto dei suoi cari.

Nato a Napoli nel 1955, Di Mare ha dedicato gran parte della sua carriera alla Rai, diventando un volto noto grazie alla sua passione e professionalità nel raccontare storie di guerra e conflitti in tutto il mondo. Il suo impegno sul campo, soprattutto nei Balcani durante i tragici eventi degli anni ’90, ha lasciato un segno indelebile nel panorama giornalistico italiano.

Di Mare ha anche affrontato il tema della sua malattia con coraggio, svelando pubblicamente di essere affetto da mesotelioma e collegando la sua diagnosi all’esposizione a materiali cancerogeni come l’amianto e l’uranio impoverito. Questo ha portato alla luce le tragiche conseguenze che i conflitti armati possono avere anche dopo la fine delle ostilità.

La sua carriera è stata caratterizzata da una vasta gamma di esperienze giornalistiche, dalla copertura di colpi di stato in America Latina alle inchieste sulla criminalità organizzata in Italia e all’estero. Autore del bestseller “Non chiedere perché”, ha condiviso la sua esperienza di adozione di una bambina durante la guerra in Bosnia, un gesto di umanità che ha ispirato molte persone.

La Rai ha espresso profondo dolore per la perdita di Di Mare, riconoscendo il suo contributo significativo al giornalismo e alla società. Il suo collega Toni Capuozzo ha ricordato Di Mare come un uomo elegante nei modi e coraggioso nel suo lavoro, lasciando un vuoto nel cuore di coloro che lo conoscevano e ammiravano.

Franco Di Mare rimarrà nella memoria di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui, un esempio di integrità, passione e dedizione al giornalismo. Il suo lascito vivrà attraverso le storie che ha raccontato e l’impatto che ha avuto sul mondo che lo circondava.

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Redazione Agrpress

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