Addio a Philippe Leroy

È morto a Roma a novantatré anni il grande attore francese, interprete di Il buco di Jacques Becker, Leoni al...

Philippe Leroy
Philippe Leroy in "La vita di Leonardo da Vinci" di Renato Castellani

È morto a Roma a novantatré anni il grande attore francese, interprete di Il buco di Jacques Becker, Leoni al sole di Vittorio Caprioli, Una donna sposata di Jean-Luc Godard, Sette uomini d’oro di Marco Vicario, Senza sapere niente di lei e Il gatto di Luigi Comencini, Il portiere di notte e Al di là del bene e del male di Liliana Cavani, Nikita di Luc Besson, Vajont e Piazza delle cinque lune di Renzo Martinelli.

Nato a Parigi nell’ottobre 1930, Philippe Leroy-Beaulieu – meglio noto come Philippe Leroy -, dopo aver combattuto in Indocina negli anni Cinquanta, esordisce al cinema nel ruolo del detenuto che tenta l’evasione in Il buco (1960) di Jacques Becker (alla sua ultima regia).

Asciutto, “guascone” se occorre, e più sobrio in ruoli meno irruenti, dà vita a figure incisive sia sui toni leggeri – come in Leoni al sole (1961) di Vittorio Caprioli, ispirato al romanzo, Ferito a morte di Raffaele La Capria, Premio Strega 1961, – e Sette uomini d’oro (1965) di Marco Vicario, sia su quelli drammatici – Senza sapere niente di lei (1969) di Luigi Comencini.

Molto apprezzato sia in Francia sia in Italia, viene diretto anche da Jean-Luc Godard – Una donna sposata (1964), uno fra i suoi ruoli più impegnativi – Liliana Cavani – Il portiere di notte (1974) e Al di là del bene e del male (1977) – e da Luigi Magni – State buoni se potete (1983).

Fra i numerosi film interpretati nel corso di oltre cinquant’anni di carriera, ricordiamo Piena luce sull’assassino (1961) di Georges Franju, con Pierre Brasseur e Jean-Louis Trintignant, I briganti italiani (1961) e Delitto quasi perfetto (1966) di Mario Camerini, Senilità (1962) di Mauro Bolognini, tratto dal romanzo omonimo di Italo Svevo, 55 giorni a Pechino (1963) di Nicholas Ray, ispirato alla Battaglia di Pechino del 1900 durante la ribellione dei Boxer, Il terrorista (1963) di Gianfranco De Bosio, con Gian Maria Volonté, Frenesia dell’estate (1964) di Luigi Zampa – episodio di Amore in tre dimensioni -, con Amedeo Nazzari e Vittorio Gassman, Le voci bianche (1964) di Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa, Il grande colpo dei sette uomini d’oro (1966) di Marco Vicario, La mandragola (1965) di Alberto Lattuada – tratto dall’opera teatrale omonima di Niccolò Machiavelli -, con Rosanna Schiaffino e Romolo Valli, Lo scandalo (1966) di Anna Gobbi,  L’occhio selvaggio (1967) di Paolo Cavara,  La sua giornata di gloria (1969) di Edoardo Bruno, Roma bene (1971) di Carlo Lizzani, Stanza 17-17 palazzo delle tasse, ufficio imposte (1971) di Michele Lupo, Milano calibro 9 (1972) di Fernando Di Leo,  La mano nera (1973) di Antonio Racioppi,  Libera, amore mio! (1975) di M. Bolognini, con Claudia Cardinale, La linea del fiume (1976) di Aldo Scavarda,  Il gatto (1977) di Luigi Comencini, con Mariangela Melato e Ugo Tognazzi,  Sono stato un agente Cia (1978) di Romolo Guerrieri, Il tango della gelosia (1981) di Steno, con Monica Vitti, Interno berlinese (1985) di Liliana Cavani, Un uomo, una donna oggi (1986) di Claude Lelouch, con Jean-Louis Trintignant e Anouk Aimée – modesto sequel di Un uomo, una donna (1966), anch’esso diretto da C. Lelouch – Don Bosco (1988) di Leandro Castellani, con Ben Gazzara, Hiver 54, l’abbé Pierre (1989) di Denis Amar, con Claudia Cardinale, Nikita (1990) di Luc Besson,  L’Autrichienne (1990) di Pierre Granier-Deferre, Io e il re (1995) di Lucio Gaudino, con Laura Morante e Franco Nero, Amare per sempre (1996) di Richard Attenborough, ispirato alla biografia di Ernest Hemingway, Vajont – La diga del disonore (2001) e Piazza delle cinque lune (2003) di Renzo Martinelli,  La rabbia (2008) di Louis Nero, Il sangue dei vinti (2008) di Michele Soavi, ispirato al libro omonimo di Giampaolo Pansa, La strada di Paolo (2011) di Salvatore Nocita.

Attivo anche in età avanzata, in epoche più recenti è apparso in Questione di karma (2017) di Edoardo Falcone, Chi salverà le rose? (2017) di Cesare Furesi – spin-off di Regalo di Natale (1986) di Pupi Avati -, Una gita a Roma (2017) di Karin Proia, Hotel Gagarin (2018) di Simone Spada, La notte è piccola per noi (2019) di Gianfrancesco Lazotti.

Vanta anche un’intensa attività televisiva, che si intensifica ulteriormente a partire dagli anni Novanta e che lo vede interprete di film tv – Le rouge et le noir (1961), La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! (1977) di Sergio Sollima,  Il corsaro (1985) di Franco Giraldi, Due vite, un destino (1992) di Romolo Guerrieri, Aquila rossa (1994) di Jim Goddard, Mosé (1995) di Roger Young, Nessuno escluso (1997) di Massimo Spano, Ritornare a volare (1998) di Ruggero Miti, Don Gnocchi – L’angelo dei bimbi (2004) di Cinzia TH Torrini, San Pietro (2005) di Giulio Base – e di alcuni episodi di serie e miniserie  – La vita di Leonardo da Vinci (1971) di Renato Castellani, di cui è protagonista, Il giovane Garibaldi (1974) Sandokan  (1976) di Sergio Sollima, con Kabir Bedi, I racconti fantastici di Edgar Allan Poe (1978) di Daniele D’Anza,  …e la vita continua (1994) di Dino Risi,  Il generale (1987), di Luigi Magni, Due assi per un turbo (1984-87), L’isola del tesoro (1987) di Antonio Margheriti,  Non siamo angeli (1997) di Ruggero Deodato, con Bud Spencer e Philip Michael Thomas,  Il Comandante Florent (1998), in cui interpreta il padre della protagonista (Corinne Touzet), Elisa di Rivombrosa (2003-04), L’ispettore Coliandro (2009), Don Matteo (2009).

Nel 2018 ha partecipato a una puntata del programma documentaristico di Alberto Angela Meraviglie – La penisola dei tesori.

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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