Agricoltura, il neoministro Lollobrigida: ‘più terra da coltivare e lotta ai falsi’

Sottrarsi al limite europeo dei terreni incolti e al capestro del Nutriscore, il sistema di etichettatura a semaforo che si...

Foto Maurizio Riccardi © AGR
Francesco Lollobrigida

Sottrarsi al limite europeo dei terreni incolti e al capestro del Nutriscore, il sistema di etichettatura a semaforo che si sta facendo strada nella Ue e che penalizzerebbe i prodotti del Made in Italy centrali nella dieta mediterranea.

Sono questi i due capisaldi su cui si basa il programma del neoministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare del Governo Meloni, Francesco Lollobrigida che ieri, entrando a Palazzo Chigi per il suo primo Consiglio dei ministri, ha riassunto così il suo obiettivo: “il prodotto italiano è di eccellenza e lo vogliamo tutelare come fanno le altre nazioni”.

Parla anche di togliere il limite ai terreni incolti con un piano chiaro strategico di coltivazione” per un milione di ettari coltivabili. Quello che ci mette a disposizione l’Europa, ad oggi 200mila ettari di terreni a riposo, non basta”.

All’Italia servono più terreni da coltivare. Per questo il Piano nazionale di coltivazione va attivato non solo per contrastare periodi di crisi ma anche da utilizzare durante i momenti fertili: “è necessaria una riforma della Pac, la Politica agricola comune – dice Lollobrigida – che si liberi dall’ideologia intrinseca del Farm to Fork, perché la sensibilità ambientale è sentita anche in Italia e il nostro Paese può dire di avere una delle agricolture da sempre più sostenibili”.

Un occhio di riguardo viene anche dato alla filiera dei consumi che corregga la corsa dei prezzi con contratti chiari, finanziati nel Pnrr, che garantiscano ai produttori un prezzo di vendita equo. “Per evitare – spiega il neoministro – che un litro di latte che già prima della crisi costava al produttore 48 centesimi e gli veniva pagato 38 centesimi si trovi alla vendita dettaglio tra l’euro e trenta e i due euro. Squilibrio esistente anche per la carne”.

“La difesa dell’agroalimentare italiano, un settore che vale oltre 500 miliardi di euro e che nel 2021 ha fatto registrare 50 miliardi di export, passa poi dalle battaglie che il governo vuole portare avanti contro il Nutriscore e l’introduzione di qualsiasi strumento di classificazione che – dichiara Lollobrigida – è pregiudizievole per i prodotti italiani. Il sistema di etichettatura a semaforo che, in sostanza, privilegia i prodotti di colore verde in base ai livelli di zuccheri, grassi e sale ogni 100 grammi, penalizza la dieta mediterranea con un’incidenza, secondo Federalimentari, fino al 50% sull’export. Per questo – prosegue – l’Italia spinge per l’etichettatura Nutrinform battery che valuta non i singoli prodotti ma la loro incidenza nella dieta”.

Queste battaglie, ovviamente, vanno di pari passo con la lotta su tutta la linea al falso parmigiano o alla falsa mozzarella e a tutti quei prodotti del cosiddetto Italian Sounding che sottraggono miliardi di euro ai produttori italiani: “il nostro obiettivo – dichiara Lollobrigida – è tutelare l’economia agricola delle aggressioni del mercato del falso rimettendo al centro il rapporto con il settore per proteggere la filiera e il concetto di cultura rurale. Nel 2022 saranno oltre il 30% le aziende che chiuderanno con un reddito negativo, mentre prima della crisi – conclude il neoministro – le aziende con queste difficoltà erano il 7%, perché i costi adesso non sono sostenibili”.

Senza contare la siccità contro la quale Lollobrigida parla di efficientamento delle risorse idriche attraverso un piano invasi; la riqualificazione ed il potenziamento delle reti idriche. Ma anche la realizzazione di nuovi e più potenti dissalatori.

Infine, parla di garanzia del reddito in agricoltura anche nei confronti del mercato dei fattori produttivi e non solo in virtù di effetti calamitosi avversi.

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Maria Antonietta Conso

Maria Antonietta Conso

Classe 1996, giornalista pubblicista esperta in comunicazione e marketing e appassionata di temi sindacali.

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