Al Teatro Le Salette Arianna Ninchi in “Suora Mamma e Suora Babbo” di Francesco Suriano

Debutterà martedì 16 gennaio 2024 alle ore 20.30, al Teatro Le Salette a Roma – vicolo del Campanile, 14 -,...

Arianna Ninchi
Arianna Ninchi in "Suora Mamma e Suora Babbo" (foto Guido Laudani)

Debutterà martedì 16 gennaio 2024 alle ore 20.30, al Teatro Le Salette a Roma – vicolo del Campanile, 14 -, nella settimana del dialogo interreligioso, lo spettacolo di Francesco Suriano Suora Mamma e Suora Babbo, storia della vita di Susanna Silberstein Trevisani in Ceccherini, regia di F. Suriano ed interpretato da Arianna Ninchi.

Suora Mamma e Suora Babbo è la storia della vita di Susanna Silberstein Trevisani in Ceccherini. Susanna Silberstein muore a Roma nell’aprile 2020, durante il lockdown rigido di marzo/aprile/maggio di quell’anno. Il testo è stato scritto per ricordar la vita di colei che è stata una sopravvissuta dell’Olocausto e perché la casualità degli eventi ha fatto sì che, dopo settantasette anni, anche Susanna non abbia avuto la possibilità di avere un funerale, così come i suoi genitori, sua sorella Elena, suo Fratello Riccardo, i suoi nonni, i suoi zii, tutti perseguitati ed uccisi per il fatto di essere ebrei.

La “Suora Mamma” e la “Suora Babbo” del titolo sono le due suore francescane che per tre anni hanno accolto e cresciuto Susanna nei suoi primi anni di vita, in un convento di Firenze, dove era stata nascosta dai suoi genitori, nella speranza che almeno lei si salvasse, come poi è avvenuto. Successivamente Susanna è stata accolta da un’altra donna, Libera Trevisani, la sua madre adottiva, e da Marcella Treves, la “zia”. M. Treves, in realtà, era una grande amica di Libera Trevisani, e soprattutto rappresentante della Delasem di Firenze, l’associazione ebraica che si occupò delle adozioni dei bambini riusciti a sopravvivere al terribile eccidio da parte dei nazifascisti.

La storia percorre settantaquattro anni e racconta la vita di Susanna Silberstein – questo il cognome dei suoi genitori -, che solo dopo molti anni scoprì di non esistere più, della madre adottiva Libera e di suo marito, Pier Vittorio Ceccherini, il quale, dopo la nascita dei suoi due figli Tullio e Francesca, l’ha aiutata in tale lungo e doloroso percorso alla scoperta di quella vita che aveva praticamente dimenticato e soprattutto messo da parte.

Suora Mamma e Suora Babbo racconta di come decine di donne (Libera, Edith, Marcella, Elena, Lea, Cornelia, Leonida, Madre Superiora, Suora Mamma, Suora Babbo, Angelica, Francesca…) sono riuscite ad aiutare Susanna: «Io ho avuto solo donne che mi hanno difeso, donato affetto, letizia, supportato, cullato, amato, gioito». Il titolo Suora Mamma e Suora Babbo in qualche modo evoca anche la frase di Papa Francesco «La consacrata è madre, deve essere madre e non zitella» (frase di Papa Bergoglio del 2013, in un’udienza delle suore dell’Unione internazionale delle superiore generali). Quando Susanna Silberstein andò per la prima volta in Israele, a Gerusalemme nello Yard Vashem, lesse una frase che divenne per lei un insegnamento: «Non sarai morto invano se i figli dei tuoi figli si ricorderanno di te».

Lo spettacolo è una specie di monologo in cui la protagonista interpreta non solo Susanna, ma anche gli altri personaggi narrati creando a volte dei veri e propri dialoghi. Talvolta è il musicista a dar voce ad alcuni personaggi, così come le immagini e le voci off.

L’attrice protagonista è Arianna Ninchi, nipote e figlia d’arte. E’ stata diretta, fra gli altri, da Arnaldo Ninchi, Antonio Calenda, Ennio Coltorti. In scena con lei il violinista Haim Fabrizio Cipriani. Rabbino, violinista, direttore dell’ensemble “Il Falcone”, membro de “Il Giardino Armonico”.

Le immagini video sono brevi filmati con materiale di repertorio e scene costruite appositamente da Francesco Cordio e Francesco Di Trapani. Gli oggetti di scena e le immagini digitali sono di Rosalba Balsamo.

Francesco Suriano, drammaturgo e regista di teatro e cinema, ha scritto più di dieci commedie – rappresentate nei maggiori teatri e festival italiani – fra cui Un Tè per due regine (2020, testo di Suriano, Casini, Prati, regia di F. Suriano); L’uomo che cammina nudo (2019, adattamento e regia F. Suriano e C. Di Giovanni, con Mauro Racanati); Io volevo diventare Caterina di Russia (testo di Suriano e Prati, regia di F. Suriano, con Marilù Prati); Vita da cittadino (2015, testo e regia F. Suriano, con Fabrizio Parenti); Chi non ha non è (2015, testo e regia F. Suriano, con Caterina Pontrandolfo); Elegia per due sconosciuti (2014, del progetto “Ritratto di una capitale”, testo di F. Suriano, regia di Fabrizio Arcuri, con Leo Gullotta); Peer u stortu (2013, testo e regia F. Suriano, con Emilia Brandi, Manolo Muoio, Francesco Aiello, Jo Lattari, Francesca Ritrovato); La brocca rotta a Ferramonti (2011, testo di F. Suriano, regia di Renato Nicolini e F. Suriano, con Marilù Prati, Francesco Aiello e il laboratorio Mediterranea); Perché il cane si mangia le ossa (2010, testo e regia di F. Suriano, con Emilia Brandi e Carlo Marrapodi); la trilogia di Roccu cominciata nel 2001 con Roccu u stortu di F. Suriano (segnalato al Premio Riccione 1999. Trasmesso da RaiDue e da RadioTre. Menzione speciale nel Premio Internazionale Teatro No’hma Giuria Spettatori 2016), regia e con Fulvio Cauteruccio; L’Arrobbafumu (2004, testo e regia F. Suriano, con Peppino Mazzotta e Mirko Onofrio). Ha collaborato con RadioTre Rai. Per il cinema ha scritto il mediometraggio Oreste a Tor Bella Monaca (1993), regia di Karolos Zonars (film vincitore del Gabbiano d’Oro a Bellaria), e Sud, side stori (2000), regia di Roberta Torre; i docufilm Enigma di un tempo rubato (2020) di Francesco Cordio e Misteriosamente inventato (2021), regia di F. Cordio. Ha scritto e diretto il documentario Partenze e il film Il pugile e la ballerina (2008), nomination Ciak d’Oro come Miglior Opera Prima, nomination Festival delle Cerase come Miglior Film Rivelazione 2009.

Arianna Ninchi, figlia e nipote d’arte, segue presto le orme di famiglia. Studia recitazione presso il DAMS di Bologna e nel 2000 debutta al Teatro di Leo con lo spettacolo di teatro-danza Le stanze di Penelope di Anna Redi, coreografa e coach con la quale nel corso degli anni continua a collaborare. A teatro viene diretta, fra gli altri, da Arnaldo Ninchi, suo padre, e da Piero Maccarinelli, Antonio Calenda, Ennio Coltorti, Luca Archibugi, Gianfranco Galligarich, Monica Nappo. Ha recitato in tv nella miniserie Chiara e Francesco di Fabrizio Costa. Al cinema ha lavorato per Francesco Falaschi, Gianfranco Pannone, Daniele Misischia, Filippo Bologna, Leonardo Pieraccioni, Stefano Mordini. In collaborazione con la Cineteca Nazionale ha curato le rassegne “Un vizio di famiglia: i Ninchi e il cinema” e “Ave Ninchi, la più amata dagli italiani”. Ha preso parte ai progetti teatrali internazionali Migrazioni, della Fondazione Axel Munthe, e Cos’hai sognato stanotte?, del drammaturgo francese Lancelot Hamelin, in collaborazione con Villa Medici e Short Theatre Festival 2019. Ha adattato e tradotto per il teatro, e pubblicato testi sulla tradizione attoriale della sua famiglia. Nel 2021, per Ponte alle Grazie (Milano), ha curato, insieme a Silvia Siravo, l’antologia al femminile Musa e getta. Sedici scrittrici per sedici donne indimenticabili (ma a volte dimenticate).

Fabrizio Haim Cipriani, allievo di M. Trabucco per il violino e di E. Gatti per il repertorio antico, è stato membro di prestigiose formazioni (Europa Galante, Les Musiciens du Louvre, il Seminario Musicale, Les Arts Florissants) e si è prodotto in migliaia di concerti come solista o camerista in tutto il mondo. ha effettuato centinaia di registrazioni discografiche (Deutche Grammophon, Decca, EMI, Astrée, Cantus, Stradivarius, Dynamic), molte delle quali hanno ricevuto riconoscimenti della critica internazionale. Membro stabile de “Il Giardino Armonico”, collabora, fra gli altri, con Ensemble come Europa Galante, Les Musiciens du Prince, Café Zimmermann, e l’Ensemble Chiaroscuro di cui è membro fondatore. F. H. Cipriani fa parte della ristretta cerchia di violinisti che si sono prodotti sul celebre “Cannone”, il violino Guarneri appartenuto a N. Paganini. Ha tenuto masterclass sul repertorio preromantico in varie sedi in Italia ed in Francia. E’ anche rabbino. Attivo a livello internazionale come docente e conferenziere nel campo della teologia ebraica e della letteratura biblica e talmudica. In tale veste ha pubblicato vari saggi.

Rosalba Balsamo, designer, artista, scenografa per il teatro e il cinema, è laureata al Suor Orsola Benincasa di Napoli. A Roma è stata assistente dell’artista Nunzio. Con i suoi gioielli ha esposto in tutti i più importanti Musei di Design del mondo. Come scenografa ha lavorato con Francesco Suriano, Stefano Incerti, Pappi Corsicato. E’ stata selezionata per l’ADI Design Index 2021 con il gioiello AroundTheSound (earcuff e cover per gli AirPods della Apple).

Francesca Ceccherini Silberstein è professoressa associata di Microbiologia e Microbiologia clinica, responsabile della cattedra di Virologia, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Roma Tor Vergata, e Direttore scientifico e vicepresidente della Fondazione VIRONET C (Fondazione Italiana per gli Studi di Resistenza ai Farmaci anti HCV). E’ autrice di oltre cinquecento articoli scientifici e presentazioni per congressi.

Suora Mamma e Suora Babbo di Francesco Suriano – regia: F. Suriano; interprete: Arianna Ninchi; violonista: Haim Fabrizio Cipriani; inserti video e voci off: Ottilia Anselmi, Giordana Tagliacozzo, Lucilla Franchetti, Giacomo Ceccherini Silberstein, Tommaso Ceccherini Silberstein; oggetti di scena/immagini digitali: Rosalba Balsamo: Ufficio Stampa: Lucilla Franchetti; consulenza storica: Francesca Ceccherini Silberstein, Miriam Lea Reuveni, Pier Vittorio Ceccherini, Raffaella Di Castro, Beatrice Pizzichetti -, spettacolo che debuttò presso la Stanza della Musica a Roma – via dei Greci – il 3 luglio 2022 e che è tornato in scena presso la Sala Pitigliani – via dell’Arco de’ Tolomei, 1 – il 27 febbraio 2023, rimarrà in scena al Teatro Le Salette fino a venerdì 19 gennaio 2024 (orario: da martedì 16 a venerdì 19 gennaio, ore 20.30).

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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