Alberi monumentali: in Italia sono 4.267, il 50% nei piccoli Comuni

Presentato il Rapporto 2024 promosso dalla Fondazione Symbola in collaborazione con Masaf, Coldiretti, Fai-Cisl e AMI Alberi Monumentali d’Italia Sono...

Alberi monumentali

Presentato il Rapporto 2024 promosso dalla Fondazione Symbola in collaborazione con Masaf, Coldiretti, Fai-Cisl e AMI Alberi Monumentali d’Italia

Sono 4.287 gli alberi monumentali d’Italia, e quasi la metà, 2.107, si trovano in 962 piccoli Comuni. I comuni italiani con almeno un albero monumentale sono 1.548. Il primato spetta al Friuli-Venezia Giulia, con 454 monumenti verdi, di cui 209 nei piccoli comuni. A scattare la foto di questo inestimabile patrimonio ambientale e paesaggistico è il rapporto “Piccoli Comuni e Alberi Monumentali d’Italia 2024” promosso dalla Fondazione Symbola in collaborazione con il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Coldiretti, Fai-Cisl e AMI Alberi Monumentali d’Italia.

Il rapporto è stato presentato a Roma da Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola, Ettore Prandini, Presidente nazionale Coldiretti, Andrea Rispoli, Generale di Corpo d’Armata, Comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (CUFA), Onofrio Rota, Segretario generale Fai-Cisl e Alessandra Stefani, Direttore generale dell’Economia Montana e delle Foreste del Masaf.

La collana che ha come focus i piccoli comuni, così come definiti dalla legge Realacci n.158 del 2017, nelle due edizioni precedenti si è occupata di prodotti tipici e di itinerari storico culturali, e oggi si arricchisce di un nuovo volume dedicato a questa ricchezza: “Un patrimonio – ha ricordato Realacci – che il Presidente Ciampi definì un presidio di civiltà, parte integrante e costitutiva della nostra identità, e che va custodito e valorizzato: il rapporto va in questa direzione, raccontando la relazione intima tra boschi, alberi, territori, comunità, legami profondi e radicati nei secoli che oggi, nel pieno della transizione verde, trovano nuova linfa e protagonismo per costruire insieme un futuro più a misura d’uomo”.

Il censimento svolto mette in risalto anche il ruolo di tutto il settore primario. “L’agricoltura – ha detto Prandini – è diventata sempre più centrale nella protezione dell’ambiente, assicurando una costante manutenzione del territorio e una salvaguardia del paesaggio, sia in termini di tutela dal dissesto idrogeologico che di difesa delle sue bellezze e della sua biodiversità, di cui gli alberi monumentali rappresentano senza dubbio un patrimonio inestimabile, anche in chiave turistica”. Un ruolo, quello dell’agricoltura, riconosciuto dalla Legge di Orientamento, che è stato ora rafforzato dalla nuova figura dell’agricoltore “custode”. “Oltre alla conservazione e valorizzazione delle produzioni locali, dall’allevamento di razze animali alla coltivazione di varietà vegetali, le aziende agricole – ha spiegato Prandini – sono diventate interlocutore qualificato delle pubbliche amministrazioni per la gestione del territorio, a partire proprio dalla difesa di formazioni vegetali e arboree monumentali”.

“Questa pubblicazione – ha detto il Segretario generale della Fai-Cisl Onofrio Rota – è in sintonia con la nostra campagna ‘Fai bella l’Italia’ per promuovere il nostro patrimonio agroambientale valorizzando il lavoro delle tute verdi: bisogna capire che oggi il lavoro agroalimentare e ambientale è una leva determinante per creare nuova e buona occupazione, prendendoci cura del nostro patrimonio boschivo e paesaggistico, con tutta una serie di settori che si tengono fra loro e fanno la vera ricchezza distintiva del nostro Paese. La stessa attenzione riservata dal Presidente Mattarella al settore agroalimentare in occasione del Primo Maggio è un gran bel segnale che ci impegna tutti a valorizzare di più le professioni che connettono agricoltura, industria alimentare, tutela ambientale, prevenzione del dissesto idrogeologico. Possiamo dire – ha aggiunto il sindacalista – che con il lavoro forestale diamo gambe all’articolo 9 della Costituzione che ora riconosce anche la tutela di ambiente, biodiversità ed ecosistemi nell’interesse delle future generazioni, a maggior ragione dobbiamo valorizzare il settore qualificando le professioni con formazione, tutele, diritti e adeguato reddito”.

“In questa sfida – ha concluso il leader della Fai-Cisl – il sindacato può e deve fare tanto, soprattutto la nostra categoria, a cominciare da contrattazione, tavoli istituzionali, campagne sociali”. Tra i fenomeni negativi denunciati dalla Federazione agroalimentare cislina, anche il fatto che solo nel 2022 la nostra agricoltura ha perso 4500 ettari coltivati a causa del consumo di suolo, e che i boschi sono cresciuti per abbandono delle aree rurali e spopolamento delle montagne, non certo grazie a politiche di rimboschimento: serve dunque un’inversione di tendenza.

Sono oltre 250 le specie di alberi monumentali censiti nel rapporto. Larici, platani, abeti, gelsi, faggi, pioppi, sequoie, pini, cerri, lecci, ma anche frassini, aceri, cipressi, ulivi e molti altri. Un monitoraggio che sarà aggiornato dal Masaf ma che andrà implementato con il contributo di tutti: ricercatori ed esperti, cittadini, associazioni locali.

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Rossano Colagrossi

Rossano Colagrossi

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