Aldo Moro, 45 anni da via Caetani

“Lei deve comunicare alla famiglia che troveranno il corpo dell’onorevole Aldo Moro in via Caetani. Lì c’è una R4 rossa....

Foto M. Piccirilli

“Lei deve comunicare alla famiglia che troveranno il corpo dell’onorevole Aldo Moro in via Caetani. Lì c’è una R4 rossa. I primi numeri di targa sono N5”.

Il 9 maggio 1978, con una telefonata passata alla storia il brigatista rosso Valerio Morucci annunciava così l’omicidio di Aldo Moro.

Il cadavere di Moro fu ritrovato adagiato nel bagagliaio della R4 rossa usata dai brigatisti per l’ultimo viaggio del presidente. La macchina era parcheggiata in via Caetani, a metà strada tra Piazza del Gesù, dove si trovava la sede della Democrazia, e via delle Botteghe Oscure, dov’era il quartier generale del Pci.
Aveva il vestito grigio a righe e la cravatta che indossava il giorno del suo rapimento in via Fani, il 16 marzo 1978, dove morirono crivellati dai proiettili i cinque uomini della sua scorta.

Quel giorno ad attendere l’apertura del cofano dell’auto ci sono tre fotografi: Maurizio Piccirilli, Gianni Giansanti, Rolando Fava e Valerio Leccese un operatore della tv privata romana GBR. I fotoreporter documentano quello che tutti temono da settimane: il ritrovamento della salma dell’Onorevole. L’immagine avrebbe segnato un’epoca: un corpo ripiegato nel cofano di una Renault 4, con la testa reclinata e la mano poggiata, come se dormisse.

L’archivio Fotografico Riccardi nel 2018 ha realizzato una mostra fotografica per ricordare lo statista a quarant’anni dalla morte.

La mostra fotografica ripercorre la vita politica del presidente della Dc ucciso dalle Brigate rosse attraverso le foto di Carlo Riccardi, decano dei fotoreporter romani che venuto a mancare novantaseienne nel dicembre del 2022.
Il racconto fotografico è arricchito dalle immagini di Maurizio Riccardi, figlio di Carlo, e dello stesso Maurizio Piccirilli autore delle foto del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani. Con i tre importanti fotografi ha collaborato Giovanni Currado, giornalista e fotografo che ha coordinato la ricerca iconografica, il restauro delle immagini e raccolta di impressioni, commenti e contributi da parte di personaggi del mondo politico, culturale e giornalistico che completeranno il catalogo della mostra.

“Nel 1978 sono bastate due Polaroid a cancellare la vita di un personaggio non di secondo piano, come Aldo Moro, il quale, con l’aiuto dei media – ha dichiarato Giovanni Currado nel corso delle varie tappe che hanno portato la mostra in numerose città italiane– ha subìto così un secondo omicidio.”

“Poter visionare centinaia di fotografie che ritraggono Moro – continua Currado –nel corso del suo impegno politico e in molti casi analizzarne i particolari per via del restauro, ha fatto crescere la consapevolezza che la riscoperta di Aldo Moro, ovvero la riscoperta della sua vitalità, attraverso le immagini che lo vedono combattivo e sorridente, concentrato o impacciato, possa servire per ricordare l’uomo e non la vittima, per ricordare quello che era riuscito ad ottenere, mostrando alle future classi dirigenti che la soluzione a molti dei problemi passa dal semplice confronto e dal dialogo con l’avversario politico.”

Nel corso della mostra “Aldo Moro. Memoria, Politica, Democrazia” sarà distribuito anche la nuova edizione del catalogo omonimo, edito da Agr Edizioni, curato da Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, realizzato dall’Istituto Quinta Dimensione con il contributo di Intesa Sanpaolo e del MiBAC – Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali. Il volume è composto da 245 pagine che raccolgono oltre 150 fotografie, molte delle quali inedite, accompagnate da commenti e testimonianze di personaggi noti della cultura, della politica e del giornalismo italiano tra cui: Tommaso Labate, Giorgio Benvenuto, Stefano Folli, Anna Maria Furlan, Enrico Cisnetto, Andrea Purgatori, Giorgio Balzoni, Luciano Conte, Marco Damilano, Nicolò Amato, Paolo Naccarato, Vincenzo Scotti, Antonio Catricalà, Marco Bentivogli, Luigi Bisignani, Ulderico Piernoli, Pierluigi Battista, Mario Mori, Carlo De Stefano e Antonio Marini.

La mostra si completa con un video che ripercorre le strade di Roma protagoniste di quei tragici 55 giorni, commentati dai magistrati, carabinieri, poliziotti e giornalisti che vissero quei tragici eventi.

La mostra vuole quindi mettere l’accento sulla figura di Moro nella sua interezza, senza trascurare il suo sacrificio, ma per separare i suoi insegnamenti da quelle due Polaroid delle BR che purtroppo lo identificano, in modo quasi esclusivo, dai testi scolastici alle più recenti ricerche sul web.

La mostra è stata esposta a Roma, presso lo Stadio di Domiziano a Piazza Navona, a Lecce presso l’ex Convento dei Teatini, a Reggio Emilia presso l’UNIMORE, l’Università di Modena e Reggio Emilia, a Firenze presso il Consiglio regionale della Toscana e infine nuovamente a Roma presso la Camera dei Deputati, registrando in totale oltre 10.000 visitatori.

L’Archivio Fotografico Riccardi, iscritto presso la Soprintendenza Archivistica del Lazio di Roma in qualità di Patrimonio di Interesse Nazionale, è composto da oltre tre milioni di negativi originali, che ritraggono infiniti momenti più o meno noti della vita politica, sociale e di costume che hanno caratterizzato gli ultimi 70 anni di Storia italiana.

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Valentina Di Luzio

Valentina Di Luzio

Laurea con lode in Mediazione Linguistica e laurea magistrale in Traduzione specialistica.

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