Anthony Hopkins compie 85 anni

Il grande attore gallese, interprete di film quali “The Elephant Man” di David Lynch, “Il silenzio degli innocenti” di Jonathan...

Anthony Hopkins in "La maschera di Zorro" di Martin Campbell

Il grande attore gallese, interprete di film quali “The Elephant Man” di David Lynch, “Il silenzio degli innocenti” di Jonathan Demme, “Casa Howard” e “Quel che resta del giorno” di James Ivory, “Amistad” di Steven Spielberg, “La maschera di Zorro” di Martin Campbell, “Il caso Thomas Crawford” di G. Hoblit, “Hitchcock” di Sacha Gervasi e molti altri, compie ottantacinque anni.

Nato a Port Talbot – in Galles – nel 1937, si forma al Cardiff College of Drama e si unisce al National Theatre del grande Laurence Olivier (1907-1989), dove completa la sua formazione da attore teatrale classico.

Fatto meno noto su A. Hopkins è che sia anche un valido musicista e compositore; ha infatti studiato pianoforte fin da bambino ed avrebbe voluto frequentare conservatorio, scegliendo poi, invece, la recitazione. Negli corso degli anni ha continuato comunque a studiare Chopin e Bach, ed a comporre brani musicali, fra i quali la colonna sonora del film Slipstream (2007)

Lavora molto in televisione e, dopo il suo esordio cinematografico in Il bus bianco (1967) di Lindsay Anderson – considerato all’unanimità, insieme a Tony Richardson e Karel Reisz, come il miglior regista del cosiddetto Free Cinema Inglese degli anni Sessanta – e in Il leone d’inverno (1968) di Anthony Harvey, con Katharine Hepburn e Peter O’Toole, accetta offerte di scarso rischio come trasposizioni di opere teatrali – Amleto (1969) di Tony Richardson, Casa di bambola (1973) di Patrick Garland – o grosse produzioni come Charlot (1992) di Richard Attenborough.

Non rifiuta scommesse come The Elephant Man (1980) di David Lynch, drammatica vicenda incentrata sul dolore e sulla dignità umana.

Dopo una lunga carriera – sia teatrale sia cinematografica – ottiene vasta popolarità presso il grande pubblico con l’agghiacciante Il silenzio degli innocenti (1991) di Jonathan Demme, in cui interpreta il pluriomicida e cannibale psichiatra Hannibal Lecter e con cui vince un Oscar come Miglior Attore Protagonista. La sua performance si fissa nell’immaginario collettivo a tal punto da renderlo indispensabile anche un decennio dopo per Hannibal (2001) di Ridley Scott, il controverso sequel. L’espressione calma e compassata, l’aspetto distinto ed aristocratico e la voce pacata sono tratti che lo contraddistingono e che rendono ancor più spaventosi i suoi improvvisi scatti di nervi da pazzo furioso.

Tali contrasti hanno sovente attenuato la perfezione filologica come nei film – entrambi diretti da James Ivory – Casa Howard (1992), con Emma Thompson, Vanessa Redgrave, Helena Bonham Carter, e Quel che resta del giorno (1993), con E. Thompson, James Fox, Christopher Reeves e Hugh Grant, e con cui ottiene una nomination all’Oscar come Miglior Attore non Protagonista.

Nonostante abbia ottenuto la cittadinanza americana, Anthony Hopkins è orgoglioso delle proprie origini britanniche e ciò appare chiaro soprattutto nelle sue due esperienze dietro alla macchia da presa: Dylan Thomas: Return Journey (1990), dedicato al noto poeta gallese, e August (1996) una variante di Zio Vanja di Anton Cechov che si svolge nel nord del Galles. Cambia del tutto registro nel già citato Slipstream – Nella mente oscura di H. (2007), messinscena delle turbe psichiche di uno sceneggiatore che a poco a poco si vede travolto dai personaggi nati dalla sua stessa penna.

Da attore interpreta anche il professor Coleman Sirk in La macchia umana (2003) di Robert Benton, tratto dal libro omonimo di Philip Roth ed in cui recita con Nicole Kidman, ed un logorroico Tolomeo in Alexander (2004) di Oliver Stone, con Colin Farrell e Angelina Jolie.

Fra gli altri film ricordiamo Lo specchio delle spie (1969) di Frank Pierson, tratto dal romanzo omonimo di John le Carré,  Gli anni dell’avventura (1972) di Richard Attenborough, The Girl From Petrovka (1974) di Robert Ellis Miller, il thriller Juggernaut (1974) di Richard Lester, con Richard Harris, Omar Sharif e David Hemmings, l’horror Audrey Rose (1977) di Robert Wise, Quell’ultimo ponte (1977) e Magic – Magia (1978) di R. Attenborough, Una corsa sul prato (1978) di Brian Forbes, con Christopher Plummer,  Il Bounty (1984) di Roger Donaldson, quinta versione della storia del noto ammutinamento – le due più note sono La tragedia del Bounty (1935) di Frank Lloyd, con Clark Gable e Charles Laughton, e Gli ammutinati del Bounty (1962) di Lewis Milestone, con Marlon Brando, Trevor Howard e Richard Harris -, interpretata anche da Mel Gibson, Laurence Olivier e dai giovani Liam Neeson e Daniel Day-Lewis, 84 Charing Cross Road (1987) di David Hugh Jones, con Judy Dench e Anne Bancroft, Ore disperate (1990) di Michael Cimino – remake dell’omonimo film di Nicholas Ray del 1955 con Humphrey Bogart -, Dracula di Bram Stoker (1992) di Francis Ford Coppola, tratto dal romanzo Dracula (1897) dell’irlandese Bram Stoker ed interpretato anche da Gary Oldman e Winona Ryder, The Trial (1993) di David Hugh Jones, Viaggio in Inghilterra (1993) di R. Attenborough, con Debra Winger, Gli intrighi del potere – Nixon (1995) di Oliver Stone, che narra la carriera di Richard Nixon, e con cui ottiene una nomination all’Oscar come Miglior Attore non Protagonista – così come avverrà due anni dopo per Amistad (1997) di Steven Spielberg, con Matthew McConaughey e Morgan Freeman -, La maschera di Zorro (1998) di Martin Campbell, prodotto dalla Amblin di Steven Spielberg ed interpretato anche e da Antonio Banderas, Catherine Zeta-Jones, Stuart Wilson, Matt Letzcher, L. Q. Jones e Pedro Armendariz Jr., Vi presento Joe Black (1998) di Martin Brest, con Brad Pitt,  Proof – La prova (2005) di John Madden, ispirato all’omonima opera teatrale di David Auburn, Bobby (2006) di Emilio Estevez, Tutti gli uomini del re (2006) di Steven Zaillan, con Sean Penn, Jude Law e Kate Winslet – remake dell’omonimo film di Robert Rossen del 1949 interpretato da Broderick Crawford, John Ireland e Joanne Dru -,  La leggenda di Beowulf (2007) di Robert Zemeckis, in cui viene “computerizzato” con la “performance capture”, Il caso Thomas Crawford (2007) di Gregory Hoblit, con Rosemund Pike, Quella sera dorata (2009) di James Ivory, Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (2010) di Woody Allen, Thor (2011) di Kenneth Branagh, Hitchcock (2012) di Sacha Gervasi, con Helen Mirren e Scarlett Johansson, Thor: The Dark World (2013) di Alan Taylor.

Sul piccolo schermo appare in vari film tv – La pulce dell’orecchio (1967) di Michael Hayes, The Great Inimitable Mr Dickens (1970) di Ned Sherrin,  Lloyd George (1973), Possessions (1974) di John Irvin, , Una violenta dolce estate (1977) di Robert Butler, Raid to Entebbe (1976) di Marvin J. Chomsky, Il caso Lindbergh (1977) di Buzz Kulik, Il viaggio della Mayflower (1979) e Bunker (1981) di George Schaefer, Otello (1981) di Colin Lowrey, Il gobbo di Notre Dame (1982) di Michael Tuchner, Arco di trionfo (1984) di Waris Hussein, Delitto incrociato (1985) di David Greene, Il decimo uomo (1988) di Jack Gold, Across the Lake (1988) di Tony Maylam, Heartland (1989) di Kevin Billington, Un uomo in guerra (1991) di Sergio Toledo, La passione del potere (1992) di Tony Wharmby, Selected Exirs (1993) di Tristram Powell, Il servo di scena (2015) e King Lear (2018) di Richard Eyre – ed in serie e miniserie come Guerra e pace (1972-73),  QB VII (1974) di Tom Gries,  Un uomo sposato (1983) di Charles Jarrott e John Howard Davies,  Le signore di Hollywood (1985) di Robert Day, Io e il duce (1985) di Alberto Negrin, Great Expectations (1989) di Kevin Connor, Westworld – Dove tutto è concesso (2016-18, diciassette episodi).

Ancora molto attivo in età avanzata, in epoche più recenti ha recitato inNoah (2014) di Darren Aronofsky, Il caso Freddy Heineken (2015) di Daniel Alfredson, Conspiracy – La cospirazione (2016) di Shintaro Shimosawa, Thor: Ragnarok (2017) di Taika Waititi, I due papi, di Fernando Meirelles, con Jonathan Pryce e Renato Scarpa, con cui ottiene la sua quinta nomination all’Oscar come Miglior Attore non Protagonista, The FatherNulla è come sembra (2020) di Florian Zeller, con Olivia Colman,  Sicario – Ultimo incarico(2021) di Nick Stagliano, Armageddon Time – Il tempo dell’apocalisse, (2022) di James Gray, The Son (2022) di Florian Zeller, con Hugh Jackman e Laura Dern

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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