Arianna Ninchi, Rita Abela e Giulia De Luca al Tindari Festival con “Nel nome della Madre e della Figlia” di Anne-Riitta Ciccone

locandina "Nel nome della Madre e della Figlia"
foto Andrea Martelli

Debutterà in prima nazionale martedì 25 agosto 2026 alle ore 20.30  al Festival di  Tindari (ME) – giunto alla sua settantesima edizione – lo spettacolo di Anne-Riitta Ciccone Nel nome della Madre e della Figlia, regia di Anne-Riitta Ciccone ed interpretato da Arianna Ninchi, Rita Abela e Giulia De Luca. Una produzione Nutrimenti Terrestri.

Persefone, Atena, Artemide, Afrodite. Psiche. Quattro dee e una donna, in un progetto teatrale multimediale che racconta un viaggio tra archetipi femminili che portano la donna fuori dalle dicotomie classiche affibbiatele dagli stereotipi della società (moglie/amante, santa/prostituta, donna di potere/casalinga etc.)

Figure mitologiche, archetipi appunto, che, insieme, raccontano il viaggio del femminile che si sperimenta, soffre, combatte, supera prove e così acquista nuova consapevolezza, nuove competenze e cresce.

Il testo

«Non solo per via dei miei studi, classici, ma per radici personali che affondano in due culture profondamente legate al mito e al realismo magico, ci sono figure che mi hanno sempre affascinato. Poi, appunto per gli studi, ho sviluppato un forte interesse per l’animo umano e mi sono appassionata in particolare alla psicologia junghiana. Infine il mio essere una donna e l’interesse per le questioni legate al mio genere, hanno fatto sì che tutta la mia attività da autrice ruoti intorno al mondo femminile e le sue tematiche più universali.

Tutto questo è sfociato, a un certo punto della mia vita, in questo progetto. Quando ero all’Università ho letto diversi libri di Jean S. Bolen, psichiatra e psicoterapeuta junghiana che si è concentrata sulla formulazione di archetipi legati alle figure delle dee e degli dei greci, e da uno di questi libri sono nati i cinque monologhi che ho scritto, figure emblematiche legate non agli stereotipi ma agli archetipi, profondi, interiori, che condizionano la psicologia femminile e il suo sviluppo, personale e collettivo. In questi tempi in particolare, in cui si parla nuovamente in tono sempre più preoccupato di una società patriarcale che condiziona i diritti e la libertà femminile, mi sembrano utili e attuali questi monologhi che riportano il pensiero di quattro dee e infine di Psiche, la donna, umana, che riesce a superare le difficili prove inflitte da una dea, rendendo il progetto totale un importante percorso di autocritica e autoconsapevolezza» (Anne-Riitta Ciccone)

L’allestimento

«La struttura del progetto si forma quindi di cinque monologhi, che immagino realizzato da tre attrici: due interpreteranno alternativamente “le dee”: Persefone, Atena, Artemide, Afrodite, una terza attrice interpreterà Psiche, l’umana. L’idea di regia e allestimento che ho in mente prevede che intorno alle attrici vengano fatte delle videoproiezioni, video che girerò e monterò io stessa, che raddoppieranno la presenza del personaggio a momenti, a momenti vi saranno delle immagini legate all’archetipo in questione, da una parte quindi si vedranno immagini e sequenze girate appositamente con le attrici, giocando su momenti e oggetti legati agli archetipi di riferimento e per la sequenza finale, le quattro dee interagiranno con Psiche come fantasmi, le dee proiettate, Psiche “viva”. Fondamentale sarà poi il sound design su cui lavorerò in maniera specifica, dato che vorrei che la rappresentazione tutta ricrei un’esperienza multisensoriale che faccia sentire immerse e immersi dentro stimoli fortemente inconsci, fino al finale in cui tutte le dee e Psiche appariranno nella video proiezione insieme, per il finale.

Non vi sarà quindi scenografia ma solo oggetti di scena, le videoproiezioni faranno da sfondo, a volte interagiranno con l’attrice in scena al momento. Soprattutto nel finale, dato che tre attrici interpreteranno cinque ruoli, le «quattro dee» saranno in scena in videoproiezione insieme a Psiche, l’umana. L’ampiezza della videoproiezione sarà modulata a seconda della grandezza dello spazio teatrale a disposizione, così come la scheda tecnica che prevede due diverse soluzioni per l’esterno e per l’interno» (Anne-Riitta Ciccone)

La videoinstallazione

«Al progetto è legata un’idea di videoinstallazione: dato che gireremo tutti e cinque i monologhi (e momenti di movimento coreografico pensati per le videoproiezioni in scena) l’idea è di girare i contributi audiovisivi con ottima fotografia e suono, per poterli anche proiettare in schermi verticali posizionati in una sorta di ideale pantheon, ci saranno dei coni sonori su ogni dea e l’umana, di montaggio

saranno creati dei “mantra” a loop, considerando che l’idea è avere lo schermo verticale a figura intera, grandezza umana, con le attrici inserite in un limbo dalla misura di una nicchia, come fossero “statue vive”, nello stile di alcune opere di videoarte di Bill Viola. Ogni dea e l’umana saranno descritte accanto alla loro “nicchia”, all’uscita le visitatrici e visitatori potranno lasciare un ex voto alla dea o a Psiche. Nel primo allestimento il suono generale mandato dagli altoparlanti centrali sarà solo musica, alla seconda installazione ci saranno delle voci che sussurrano le “preghiere” lasciate man mano dai visitatori» (Anne-Riitta Ciccone)

Un progetto più ampio: il documentario

Durante le prove, l’allestimento e la tournée dello spettacolo, verranno fatte delle riprese che faranno parte del documentario In viaggio con le Dee sempre a regia di Anne-Riitta Ciccone, in cui si costruirà fra interviste e incursioni in realtà affini, si parlerà dell’archetipo femminile, della sua evoluzione (o involuzione) nella società contemporanea.

L’autrice e regista

Anne-Riitta Ciccone, regista e sceneggiatrice, nata a Helsinki da madre finlandese e padre siciliano, vive a Roma. Laureata in Filosofia, durante gli anni di studio ha portato avanti anche una lunga e paziente gavetta in Teatro e Cinema, continuando ad approfondire la sua preparazione nella scrittura e nelle tecniche di ripresa. Ha vinto il Premio Solinas nel 1996 per il Miglior Soggetto ed ha avuto la menzione speciale e poi vinto il Premio IDI Autori Nuovi nel 1995 con Amarsi da pazze (messo in scena dalla compagnia Il carro dell’Orsa e in tournée per due anni) e nel 1997 con Fate Cattive (messo in scena dal Centro Europeo di drammaturgia con la regia di Walter Manfrè); nel 1996 il suo testo 23:20 è stato presentato al Taormina Arte con la regia di Carlo Quartucci. 

Per il teatro, nel corso degli anni, ha scritto e co-scritto vari testi, sia in Italia sia all’estero (il testo O povo tem sempre razão, di cui è coautrice, ha debuttato a Lisbona nel 2022). Ha tradotto e adattato – nonché, per richiesta del Teatro Nazionale di Helsinki, ne ha curato la regia in Italia – il pluripremiato Kaaos di Mika Myllyaho. 

Come regista cinematografica ha esordito con il suo primo lungometraggio Le Sciamane (2000), seguito da L’amore di Màrja (2003), vincitore del Globo d’Oro come Film Rivelazione nel 2004; Il prossimo tuo (2009), presentato al Festival del Cinema di Roma. 

Dal 2010 si è specializzata anche nel 3D, realizzando il primo cortometraggio italiano in 3D, Victims, presentato al Festival del Cinema di Roma e selezionato al Premio europeo Meliès d’Or per il Miglior Cortometraggio Fantasy. 

Ha poi realizzato il primo film lungometraggio in live action 3D al mondo diretto da una donna, I’M endless like the space, selezionato come Evento Speciale nel corso delle Giornate degli Autori del Festival di Venezia 2017. “I’M infinita come lo spazio è anche un romanzo (edito in Italia dalla casa editrice Il Foglio Letterario) da lei scritto come spin-off del film e che è stato selezionato al Premio Strega 2017; per il film ha anche vinto il Premio Miglior Regia al Festival di Spoleto 2017. 

Ha scritto varie sceneggiature per altri registi e collaborato alla scrittura del documentario Rua do Prior, 41, del marito Lorenzo d’Amico de Carvalho, anch’egli autore e regista, e con il quale ha scritto anche il film Gli Anni Belli (2022), regia di L. d’Amico De Carvalho, 

Nel 2022 Anne-Riitta Ciccone gira il film Gli immortali, da lei anche scritto, presentato alla Festa del Cinema di Roma nell’ottobre 2023 (sezione Freestyle) uscito in sala con Vision il 20 giugno 2024, ed attualmente disponibile sulle piattaforme Sky Cinema e Amazon. Anne-Riitta Ciccone ottiene una Menzione speciale film di qualità ai Nastri d’Argento 2025.

Le attrici

Arianna Ninchi, attrice di teatro, cinema e televisione, si forma al DAMS di Bologna e debutta al Teatro Di Leo con Le stanze di Penelope di Anna Redi, regista con la quale continua a collaborare nel tempo. Nel corso della sua carriera è stata diretta da importanti registi della scena teatrale italiana – fra i quali suo padre Arnaldo Ninchi, Piero Maccarinelli, Antonio Calenda, Ennio Coltorti, Gianfranco Calligarich, Anna Redi, Monica Nappo, Francesco Suriano – interpretando ruoli classici e contemporanei. Al cinema ed in televisione ha lavorato con registi quali Francesco Falaschi, Gianfranco Pannone, Daniele Misischia, Filippo Bologna, Leonardo Pieraccioni, Stefano Mordini ed Elisa Amoruso. Nel dicembre 2024 le è stato assegnato il Premio Franco Cuomo per il Teatro. 

«Arianna Ninchi è un’attrice molto dotata ed è l’ultima erede di una grande dinastia del teatro italiano. Lavorare con attrici che mettono la propria sensibilità al servizio della narrazione è fondamentale, perché è così che il personaggio diventa vero» (Gianni Guardigli)

Rita Abela già da bambina considerava il teatro come il solo luogo in cui si sentisse pienamente a suo agio. Per questo decide molto presto che anche da grande avrebbe fatto l’attrice. Dopo molti anni di esperienza sui palcoscenici in tournée in tutta Italia accanto a nomi prestigiosi – fra i quali Leo Gullotta, per la regia di Fabio Grossi, ma anche spettacoli diretti da Walter Pagliaro, Livia Gionfrida, Filippo Luna, Roberto Andò, Cinzia Maccagnano, Giuseppe Di Pasquale, Moni Ovadia, Carmelo Rifici, Gigi Palla, Pietro Carriglio, Alessandro Idonea, Roberto Laganà, Walter Manfrè, Tatiana Alescio, Khristoff Zanussi, Irene Papas – approda nel magico mondo dei set. 

La sua prima esperienza di fronte alla macchina da presa è con Pupi Avati nel 2015. Dopo sette anni Avati la richiamerà per affidarle un ruolo nel film Dante, interpretato da Alessandro Sperduti.  

Nel frattempo alterna le tournée con altri lavori per la tv e per il cinema: Il Cacciatore, diretto da Davide Marengo, Il mio corpo vi seppellirà, con la regia di Giovanni La Pàrola (vincitore dell’OFF 2021) e ancora film diretti da Pasquale Scimeca e Saverio Costanzo. 

Con il cortometraggio Big di Daniele Pini, vincitore del premio del pubblico OFF 2022, ha collezionato un discreto numero di premi come Migliore Attrice, fra cui il “Cortinametraggio”. 

Nel 2024 ha interpretato con gioia un bellissimo ruolo nel film Flaminia, opera prima di Michela Giraud, e l’anno seguente ha fatto parte del prestigioso cast de Gli occhi degli altri, per la regia di Andrea De Sica (Festa del Cinema di Roma 2025). 

Nel maggio 2026 è nuovamente sul set per il corto Convivente con vincolo di adozione, diretto da Francesca Giuffrida. 

E’ presente anche nella seconda stagione della serie tv Vanina (regia di Davide Marengo e Riccardo Mosca) e nel tv-movie Meglio non sapere, regia di Andrea Porporati, che uscirà nel 2027.

Giulia De Luca, attrice, drammaturga e regista messinese residente a Roma, dopo la laurea in Turismo Culturale ed in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, si forma presso la scuola Fondamenta Teatro e Teatri di Roma ed approfondisce la propria ricerca attraverso workshop con artisti e maestri della scena contemporanea, fra i quali/le quali Massimiliano Civica, Danio Manfredini, Alessandro Serra, Javier Cava, Giancarlo Sepe, Serena Sinigaglia, Mariella Celia, Lino Musella, Niccolò Fettarappa e Nicola Borghesi.

Dal 2011 lavora professionalmente in teatro, prendendo parte a spettacoli e tournée nazionali ed internazionali. Fra i suoi lavori ricordiamo Miss Marple: giochi di prestigio di Pierpaolo Sepe, Molto rumore per nulla di Giampiero Cicciò, Isole di Ricardo Puccetti, Ruins/Souvenirs di Valerio Leoni, presentato al Grotowski Institute e Baalhaus, realizzato con Vali Theatre Lab per l’Odin Teatret di Holstebro. Il suo percorso attraversa generi e linguaggi differenti, dalla commedia alla tragedia contemporanea, dal teatro di strada alla performance site-specific.

Parallelamente sviluppa un percorso come drammaturga e regista. Nel 2025 cura drammaturgia e regia di quattro spettacoli musicali per la rassegna “Parole e Musica” dell’E.A.R. Teatro Vittorio Emanuele di Messina. 

Fra i suoi lavori più recenti come attrice ricordiamo Pagliuzze, monologo di Alessia Cristofanilli, e produzioni realizzate con Nutrimenti Terrestri, E.A.R. Teatro Vittorio Emanuele ed altre realtà della scena contemporanea.

Ha inoltre lavorato nel cinema e nell’audiovisivo, partecipando al lungometraggio Ogni maledetto Fantacalcio, prodotto da QMI per Netflix, nonché a cortometraggi, fiction e spot pubblicitari. 

Come insegnante ha lavorato anche con L’Arte nel Cuore, realtà romana impegnata nella formazione artistica di persone con disabilità. Insegna dizione e conduce laboratori di teatro per adolescenti e adulti. 

Nel nome della Madre e della Figlia di Anne-Riitta Ciccone – regia: Anne-Riitta Ciccone; interpreti: Arianna Ninchi, Rita Abela, Giulia De Luca; costumi: Cinzia Preitano; musiche e sound design: D-KAI; produzione: Nutrimenti Terrestri – sarà in scena in prima nazionale al Tindari Festival (direzione artistica: Mario Incudine) martedì 25 agosto 2026.

Due sere dopo, giovedì 27 agosto alle ore 21.00, sarà in scena a Messina – ingresso libero fino ad esaurimento posti – presso Monte di Pietà (via XXIV Maggio).

https://anneriittaciccone.com

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Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi ed articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, convegni, presentazioni, fiere librarie, vernissages

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