Assemblea Cisl, Sbarra: serve un nuovo patto sociale con chi ci sta

«Serve un nuovo patto, questa è la sfida. Questa è la visione se vogliamo aiutare questo Paese a risollevarsi dall’emergenza...

Luigi Sbarra Segretario Generale Cisl all'Assemblea Nazionale Organizzativa, Assemblea Cisl
Luigi Sbarra - Foto Maurizio Riccardi © AGR

«Serve un nuovo patto, questa è la sfida. Questa è la visione se vogliamo aiutare questo Paese a risollevarsi dall’emergenza pandemica, dell’inflazione e dell’impatto forte di due guerre. Dobbiamo costruire insieme, lavorare insieme. E la via è quella di un grande patto con chi ci sta».

Un cambio di marcia deciso è quello immaginato dal Segretario Generale, Luigi Sbarra, durante il suo discorso in apertura dell’Assemblea Nazionale Organizzativa della Confederazione, tenutasi il 5 e 6 dicembre a Roma, presso l’Auditorium Massimo.  

Il traguardo, per Sbarra, è «l’unità del Paese su obiettivi strutturali non più rinviabili», attraverso un nuovo accordo tra istituzioni, sindacati ed imprese per sciogliere quei «nodi di sistema che frenano qualità e quantità dell’occupazione, rilancio di salari e pensioni, politica dei redditi, sicurezza sul lavoro, formazione e politiche attive, nuove strategie industriali, infrastrutturali ed energetiche, investimenti e produttività, coesione e politiche sociali, nuove relazioni sociali».

Una linea che però deve fare i conti con la diversità di vedute, sempre più marcata, di Cgil e Uil. A tal proposito, il leader della Cisl ha sottolineato che con Landini e Bombardieri «ci sentiamo, ci scambiamo messaggi», ma «abbiamo valutazioni diverse», a partire da quelle sulla manovra fino ad arrivare a quelle sul salario minimo. «Non è la prima volta che in questo Paese ci sono posizioni articolate – ha ricordato – è successo nel 1984 con l’accordo di San Valentino. Ci sono state discussione molto articolate ai primi anni ’90 con i grandi accordi di concertazione. Il tema oggi è quale modello sindacale serve a questo Paese per sostenere la transizione e stare dentro il cambiamento».

La Cisl, infatti, continua a ritenere che «la via del dialogo e del confronto, che non esclude il conflitto quando serve, è quella da praticare per il bene comune. Secondo me il sindacalista non può vendere sogni, ma deve fare i conti con la realtà e nella difficile realtà di questa stagione costruire risultati e conquiste per le persone che rappresenta. E quando ci sono risultati dobbiamo dare valore alle conquiste. Il pluralismo sindacale è una grande ricchezza della democrazia politica e sociale di questo Paese».

Tuttavia, Sbarra durante l’Assemblea Cisl ha osservato che «sembrano essere tornati i tempi e le dinamiche che hanno portato alla fondazione della Cisl», a partire dal «il rifiuto categorico di sottostare a una supposta egemonia di aree sindacali movimentiste o di partiti che cercano sostegni e cinghie di trasmissione», anche perché la Cisl è un sindacato che «non si parla addosso – ha sottolineato – non si rifugia in nessuna comfort zone ideologica, politica e neanche organizzativa. Invece, sfida se stessa con il coraggio e l’ambizione di chi vuole esserci per cambiare».

Ma la sfida di Sbarra si rivolge anche al Governo, in particolare al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini dopo le sue affermazioni, al quale manda a dire che nella legge sul diritto di sciopero «non c’è nulla da cambiare, ma si può sicuramente migliorare. Siamo aperti al confronto, al dialogo. Ma nessuno pensi di mettere minimamente in discussione il diritto costituzionale allo sciopero generale. Alzeremmo veramente le barricate».

La Cisl intanto continua a crescere. Nel triennio 2020-2022 sono stati superati i 4 milioni di iscritti (+49mila attivi). Inoltre, c’è stato un aumento nelle pratiche Inas e nell’attività fiscale del Caf, che quest’anno ha superato il tetto dei 2.500.000 di modelli 730.

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Maria Antonietta Conso

Maria Antonietta Conso

Classe 1996, giornalista pubblicista esperta in comunicazione e marketing e appassionata di temi sindacali.

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