Auguri a Caterina Caselli

La cantante e produttrice discografica emiliana, nota per canzoni come “Nessuno mi può giudicare”, “Perdono”, “Insieme a te non ci...

Foto di Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Caterina Caselli

La cantante e produttrice discografica emiliana, nota per canzoni come “Nessuno mi può giudicare”, “Perdono”, “Insieme a te non ci sto più” ed altre, spegne settantacinque candeline.

Nata a Sassuolo (MO) nel 1946, dopo la partecipazione al Festival di Castrocaro (nel ’63, nella rassegna “Voci Nuove”), pubblica il suo primo singolo l’anno seguente (Ti telefono tutte le sere), ma entra nella storia della musica leggera italiana con brani come Nessuno mi può giudicare (1966), che contribuisce alla diffusione della musica beat in Italia, Perdono (1966), Sole spento (1967), Insieme a te non ci sto più (1968).

In quegli anni viene soprannominata “Casco d’oro”, per via della pettinatura dei suoi capelli biondi.

Fra il ’66 ed il ’68 interpreta alcuni film di canzone (i cosiddetti “musicarelli” dell’epoca) costruiti su misura per lei e per le sue canzoni di successo: Nessuno mi può giudicare (1966) e Perdono (1966) di Ettore Maria Fizzarotti, Quando dico che ti amo (1967) di Giorgio Bianchi, Una ragazza tutta d’oro (1967) di Mariano Laurenti, Io non protesto, io amo (1967) di Ferdinando Baldi, con un giovane Mario Girotti (in uno fra gli ultimi film in cui viene accreditato con il suo vero nome – di lì a breve diventerà Terence Hill), L’immensità (la ragazza del Paip’s) (1967) di Oscar De Fina, Play-Boy (1967) di Enzo Battaglia, Il professor Matusa e i suoi hippies (1968) di Luigi De Maria.

A partire dall’inizio degli anni Settanta abbandona la carriera di cantante e si dedica a quella di produttrice discografica e di talent scout, lanciando, nel corso degli anni, artisti del calibro di Malika Ayane, Andrea Bocelli, Giovanni Caccamo, Elisa, i Gazosa, Filippa Giordano, Raphael Gualazzi (vincitore del Festival di Sanremo del 2011), i Negramaro, Giuni Russo, gli Avion Travel, Geraldina Trovato).

Nel ’90 partecipa per l’ultima volta al Festival di Sanremo con Bisognerebbe non pensare che a te, bissata da Miriam Makeba. Alla canzone farà seguito un album in cui, oltre al brano sanremese e ad altri due inediti, troviamo anche alcune rivisitazioni di vecchi successi.

Nel ’97 interpreta il ruolo della zia del protagonista (Valerio Mastandrea) nella commedia Tutti giù per terra di Davide Ferrario.

Nel 2006, nello stesso anno dell’uscita del film Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi, esce un cd singolo con una nuova versione di Insieme a te non ci sto più intitolata Arrivederci amore, ciao e che vince il David di Donatello come Miglior Canzone Originale. Nello stesso cd troviamo anche la versione strumentale e due canzoni tratte dall’Ip Amada mia (1990): Come mi vuoi e Amada mia, entrambe di Paolo Conte.

Nel 2009, insieme ad altri cinquantasei artisti italiani riuniti nel progetto “Artisti Uniti per l’Abruzzo”, partecipa all’incisione del brano Domani 21.04.2009, a sostegno dell’Abruzzo colpito dal terremoto del 6 aprile di quell’anno. Nel giugno 2012 è tornata in scena come cantante per il Concerto per l’Emilia, che si è tenuto a Bologna per le popolazioni emiliane colpite dal terremoto di maggio, cantando anche la celebre Insieme a te non ci sto più.

Francesca Gianna

Francesca Gianna

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