Auguri a Diane Keaton

La grande attrice americana, interprete di “Provaci ancora, Sam” di Herbert Ross, “Il padrino” di Francis Ford Coppola”, “Il dormiglione”,...

Diane Keaton in "Baby Boom" di Charles Shyer

La grande attrice americana, interprete di “Provaci ancora, Sam” di Herbert Ross, “Il padrino” di Francis Ford Coppola”, “Il dormiglione”, “Amore e guerra”, “Io e Annie”, “Interiors” e “Manhattan” di Woody Allen, “In cerca di Mr. Goodbar” di Richard Brooks, “Reds” di Warren Beatty, “La tamburina” di George Roy Hill, “Baby Boom” di Charles Shyer e “Tutto può succedere” di Nancy Meyers, spegne settantacinque candeline.

Nata a Los Angeles nel 1946, Diane Hall – meglio nota con il nome d’arte Diane Keaton, da lei stessa scelto in omaggio al grande Buster Keaton -, molto legata alla caratterizzazione della donna indipendente, volubile, timida e a volte un po’ nevrotica, dotata di grande ironia e molto abile nell’alternare il registro brillante a quello drammatico, viene attratta dalla recitazione fin da giovanissima.

Già all’epoca de liceo a Los Angeles canta ed interpreta ruoli in spettacoli scolastici, ad esempio in Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams.

Si trasferisce poi a New York per frequentare un corso di recitazione presso la Neighborhood Playhouse e nel ’67, sul palcoscenico estivo di Woodstock, partecipa ad alcuni spettacoli musicali come Kiss Me Kate e The Sound of Music, che le permettono di esser notata e scelta per far parte a Broadway, del cast della prima edizione del cult Hair (1968), per la regia di Tom O’Horgan.

L’anno seguente conosce il giovane Woody Allen, con il quale recita nella sua commedia teatrale Play it Again, Sam (1969), in scena a Broadway per circa un anno e mezzo nel 1969-70.

Esordisce al cinema in un ruolo secondario in Amanti e altri estranei (1970) di Cy Howard e, due anni dopo, interpreta la fidanzata di Michael Corleone (Al Pacino) in Il Padrino (1972) di Francis Ford Coppola, con Marlon Brando, James Caan e Robert Duvall.

Nello stesso anno mostra tutto il suo talento comico tornando a recitare con Woody Allen nella versione cinematografica di Provaci ancora, Sam (1972), tratta dalla commedia teatrale omonima dello stesso W. Allen – andata in scena nel 1969-70 con gli stessi attori – e diretta da Herbert Ross.

Il sodalizio con il regista e attore newyorkese la porterà ad esser protagonista di tutti i suoi film degli anni Settanta – Il dormiglione (1973), Amore e guerra (1975), Io e Annie (1977), con cui vince l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista – Interiors (1978), Manhattan (1979), con cui ottiene una nomination all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista).

Anche in epoche successive tornerà a lavorare con Woody Allen in Radio Days (1987) ed in Misterioso omicidio a Manhattan (1993).

Nel 1981 interpreta Spara alla luna di Alan Parker e Reds (1981), di  e con Warren Beatty, basato sulla vita di John Reed, giornalista comunista americano, autore del libro I dieci giorni che sconvolsero il mondo, in cui descrive la rivoluzione d’ottobre russa. Per Reds ottiene una seconda nomination all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista.

Fra gli altri film ricordiamo Il Padrino – Parte II (1974) di Francis Ford Coppola, con Al Pacino, Robert De Niro, l’ottimo In cerca di Mr Goodbar (1977) di Richard Brooks, in cui recita con un giovane Richard Gere ad inizio carriera, La tamburina (1984) di George Roy Hill, tratto dal libro omonimo di John le Carré, Fuga d’inverno (1984) di Gillian Armstrong, Crimini del cuore (1986) di Bruce Beresford, la deliziosa commedia Baby Boom (1987) di Charles Shyer, con Sam Shepard, Diritto d’amare (1987) di Leonard Nimoy (il dottor Spock di Star Trek), con Liam Neeson, Jason Robards e Teresa Wright, Il Padrino – Parte III (1990) di F. F. Coppola, con Al Pacino, Andy Garcia e Eli Wallach, Il padre della sposa (1991) di Charles Shyer, (remake del film omonimo di Vincente Minnelli del 1950), in cui recita con Steve Martin, Il Padre della sposa II (1992), 3 donne al verde (2008) di Callie Khouri, Il buongiorno del mattino (2010) di Roger Mitchell, Darling Companion (2012) di Lawrence Kasdan.

A partire dagli anni Ottanta si dedica anche alla regia di episodi televisivi e di film come il documentaristico Paradiso (1987), e, nel ’95, Eroi di tutti i giorni che, con la sua galleria di personaggi stralunati e l’alternanza fra comicità cerebrale e venature drammatiche, sembra quasi rappresentare un riassunto della sua intera carriera.

Nel ’96, ad ulteriore conferma e dimostrazione della sua grande versatilità, alterna differenti registri di recitazione passando dal ruolo drammatico e sofferto in La stanza di Marvin (1996) di Jerry Zaks, con Meryl Streep ed un giovane Leonardo Di Caprio, all’ironica commedia brillante sul femminismo Il club delle prime mogli, di Hugh Wilson, con le coetanee Bette Midler e Goldie Hawn, e con la quale ottiene grande successo.

Nel 2000 dirige ed interpreta (insieme a Meg Ryan ed al grande Walter Matthau  al suo ultimo film) l’amara commedia Avviso di chiamata e, tre anni dopo, ottiene la sua quarta nomination all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista con Tutto può succedere (2003) di Nancy Meyers, con Jack Nicholson e Keanu Reeves, divertente commedia sui rapporti fra uomo e donna in terza età.

In epoche più recenti è apparsa in Big Wedding (2013) di Justin Zackham, Mai così vicini (2014) di Rob Reiner, Natale all’improvviso (2015) di Jessie Nelson, Book Club – Tutto può succedere (2018) di Bill Holderman, con Jane Fonda, Candice Bergen e Andy Garcia.

Attiva anche in televisione (soprattutto ad inizio carriera) Diane Keaton – giustamente considerata (insieme a Faye Dunaway, Barbra Streisand, Jacqueline Bisset, Charlotte Rampling, Susan Sarandon, Candice Bergen, Jessica Lange, Meryl Streep e Sissy Spacek) come una fra le migliori attrici americane della sua generazione) – è apparsa in alcuni episodi di telefilm quali Mistero in galleria (1970), F.B.I. (1971), Mannix (1971), nonché nei cortometraggi Men of Crisis: The Harvey Wallinger Story (1971) di Woody Allen e The Godfather: A Novel for television (1977) di Francis Ford Coppola.

Nel 2016 ha partecipato alla miniserie The Young Pope di Paolo Sorrentino.

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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