Auguri a Shirley MacLaine

La grande attrice americana, interprete di “La congiura degli innocenti” di Alfred Hitchcock, “Il giro del mondo in ottanta giorni”...

Shirley MacLaine in "L'appartamento" di Billy Wilder

La grande attrice americana, interprete di “La congiura degli innocenti” di Alfred Hitchcock, “Il giro del mondo in ottanta giorni” di Michael Anderson, “Qualcuno verrà” di Vincente Minnelli, “L’appartamento” e “Irma al dolce” di Billy Wilder, “Quelle due” di William Wyler, “Gli avvoltoi hanno fame” di Don Siegel, “Voglia di tenerezza” di James L. Brooks, “Madame Sousatzka” di John Schlesinger, “Fiori d’acciaio” di Herbert Ross, e “Cartoline dall’inferno” di Mike Nichols, spegne ottantacinque candeline.

Nata a Richmond – in Virginia – nel 1934, sorella maggiore di Warren Beatty – Splendore nell’erba (1961) di Elia Kazan, La primavera romana della signora Stone (1961) di José Quintero, Gangster Story (1967) di Arthur Penn, I compari (1971) di Robert Altman, Shampoo (1975) di Hal Ashby, Il paradiso può attendere (1978), Reds (1981) e Dick Tracy (1990), da lui stesso diretti – , Shirley MacLaine comincia come ballerina nel 1949 e esordisce al cinema all’età di ventuno anni fra i protagonisti di La congiura degli innocenti (1955) di Alfred Hitchcock, in cui recita con John Forsythe, Edmund Gwenn e Mildred Natwick.

Alta, fisico dinoccolato, volto sbarazzino, caschetto di capelli rossi e modi irrequieti, si ritaglia personaggi anticonformisti che si adattano perfettamente alla commedia demenziale – Artisti e modelle (1955) di Frank Tashlin, con Jerry Lewis, Dean Martin e Dorothy Malone – e sofisticata – Tutte le ragazze lo sanno (1959) di Charles Walters -, ma anche sentimentale – l’ingenua ragazza di Qualcuno verrà (1959) di Vincente Minnelli, con Frank Sinatra – ed esistenziale – l’insegnante calunniata di Quelle due (1961) di William Wyler, remake di La calunnia (1936) diretto dallo stesso W. Wyler.

Negli anni Sessanta i suoi due ruoli più noti sono senz’altro quelli in cui viene diretta da Billy Wilder: esuberanti ma nello stesso tempo fragili figure femminili alle prese – sotto la rassicurante superfice della commedia – con i drammatici compromessi della vita, più dolente nel ruolo dell’amante del suo capo in L’appartamento (1960), in cui recita con Jack Lemmon, Fred MacMurray e Jack Krushen e con cui ottiene una nomination all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista; più spensierata in quello della prostituta di Irma la dolce (1963), in cui recita nuovamente con J. Lemmon.

All’indiavolata performance nel musical Sweet Charity, una ragazza che voleva essere amata (1969) di Bob Fosse, una sorta di remake non ufficiale di Le notti di Cabiria (1957) di Federico Fellini, segue un periodo di circa un decennio in cui dirada notevolmente le sue apparizioni dedicandosi ad altre attività (la politica con i democratici e vari reportages per la televisione), prima di tornare al cinema a fine anni Settanta/inizio Ottanta, vincendo anche l’Oscar come Miglior Attrice non Protagonista con il ruolo dell’eccentrica madre di Debra Winger in Voglia di tenerezza (1983) di James L. Brooks, in cui recita anche con Jack Nicholson (Oscar come Miglior Attore non Protagonista).

Il suo interesse per lo spiritualismo e la metempsicosi provoca una certa discontinuità alla sua carriera d’attrice, proseguita privilegiando personaggi bizzarri e collerici spesso in isolamento dal mondo – l’insegnante di pianoforte di Madame Sousatzka (1988) di John Schlesinger, con cui vince la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia -, anche in film corali femminili – Fiori d’acciaio (1989) di Herbert Ross, con una giovane Julia Roberts al suo secondo film – o in ottimi duetti – Cartoline dall’inferno (1990) di Mike Nichols, con Meryl Streep, e La vedova americana (1992) di B. Kidron, con Marcello Mastroianni.

Dopo un altro periodo di minor attività, nel 2005 torna al cinema con varie commedie (Vita da strega di Nora Ephron, con Nicole Kidman, Vizi di famiglia di Rom Reine, In Her Shoes – Se fossi in lei di Curtis Hanson, con Cameron Diaz) in cui interpreta ruoli di frizzanti ed anticonformiste signore settantenni.

Fra gli altri film ricordiamo Il giro del mondo in ottanta giorni (1956) di Michael Anderson, tratto dal romanzo omonimo di Jules Verne ed interpretato anche da David Niven, Cantinflas e Robert Newton, La legge del più forte (1958) di George Marshall, con Glenn Ford e Leslie Nielsen,  Il prezzo del successo (1959) e Una notte movimentata (1961) di Joseph Anthony, Can-Can (1960) di Walter Lang, La ragazza del quartiere (1962) di Robert Wise, con Robert Mitchum, La mia geisha (1962) di Jack Cardiff, La signora e i suoi mariti (1964) di Jack Lee Thompson, Una Rolls-Royce gialla (1964) di Anthony Asquith, A braccia aperte (1965) di J. Lee Thompson, Gambit – Grande furto al Semiramis (1966) di Ronald Neame, con Michael Caine, Sette volte donna (1967) di Vittorio De Sica, La ruota di scorta della signora Blossom (1968) di Joseph McGrath, Gli avvoltoi hanno fame (1970) di Don Siegel, con Clint Eastwood, Desperate Characters (1971) di Frank D. Gilroy, Legame di sangue (1972) di Waris Hussein, Due vite, una svolta (1977) di Herbert Ross, Oltre il giardino (1979) di Hal Ashby, con Peter Sellers (al suo penultimo film), Quattro passi sul lenzuolo (1980) di Jack Smight, La corsa più pazza d’America 2 (1984) di Hal Needham, Aspettando la luce (1990) di Christopher Monger, Prossima fermata: Paradiso (1991) di Albert Brooks, con Meryl Streep, Ricordando Hemingway (1993) di Randa Haines, con Richard Harris e Robert Duvall, Cara, insopportabile Tess (1994) di Hugh Wilson, Scambio di identità (1996) di Richard Benjamin, Conflitti del cuore (1996) di Robert Harling, A Smile Like Yours (1997) di Keith Samples, L’uomo dei miei sogni (2003) di Marleen Gorris, Closing the Ring (2007) di Richard Attenborough.

Attiva anche in età avanzata, ha recitato in film come Appuntamento con l’amore (2010) di Garry Marshall, Bernie (2011) di Richard Linklater, I sogni segreti di Walter Mitty (2013) di Ben Stiller, Elsa & Fred (2014) di Michael Radford, con Christopher Plummer, Wild Oats (2016) di Andy Tennant, Adorabile nemica (2017) di Mark Pellington.

Fa anche due esperienze dietro alla macchina da presa, dirigendo il documentario The Other Half of the Sky: A China Memoir (1975) ed il film Bruno (2000).

In televisione è apparsa in film tv – A tempo di Valzer (1995) di Ernest Thompson, These Old Broads (2001) di Matthew Diamond, La battaglia di Mary Kay (2002) di Ed Gernon -, ed in alcuni episodi di serie e miniserie – Il mondo di Shirley (1971-72, diciassette episodi), Tra il buio e la luce (1987), Giovanna d’Arco (1998), Coco Chanel (2008), Downtown Abbey (2012-13) – Glee (2014).

Ha partecipato ai documentari Premier Khrushcev in the USA (1959), The Car That Became a Star (1965), Year of the Woman, Want To Be Beautiful (1981), A Century of Cinema (1994), The Celluloid Closet (1995), Get Bruce (1998), Broadway: The Golden Age: By The Legends Who Were There (2003), Broadway: Beyond the Golden Age (2007).

,
Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

Dalla Home