Ben Kingsley compie 80 anni

Il grande attore britannico, interprete di film quali Gandhi di Richard Attenborough, Tradimenti di David Hugh Jones, L’isola di Pascali di James Dearden, Bugsy di Barry Levinson, Schindler’s List e A.I. Intelligenza artificiale di...

Ben Kingsley
Ben Kingsley in "Silas Marner: The Weaver of Raveloe" di Giles Foster

Il grande attore britannico, interprete di film quali Gandhi di Richard Attenborough, Tradimenti di David Hugh Jones, L’isola di Pascali di James Dearden, Bugsy di Barry Levinson, Schindler’s List e A.I. Intelligenza artificiale di Steven Spielberg, Oliver Twist di Roman Polanski e molti altri, compie ottant’anni.

Nato nello Yorkshire – in Inghilterra – nel 1943, Krishna Pandit Bhanji – meglio noto come Ben Kingsley -, studia al Pendetlon College e si avvicina giovanissimo al teatro debuttando all’Aldwych Theatre, per poi entrare a far parte della Royal Shakespeare Company con la quale, dalla fine degli anni Sessanta e poi per i quindici anni successivi, sarà interprete prevalentemente shakespeariano. Nello stesso periodo lavorerà anche in film e serie tv.

Esordisce al cinema in un ruolo secondario all’inizio degli anni Settanta in Gli ultimi sei minuti (1972) di Michael Tuchner, per poi tornare, per circa un decennio, sul palcoscenico e in televisione.

Il suo vero esordio cinematografico avviene all’inizio degli anni Ottanta, quando è superlativo protagonista di Gandhi (1982) di Richard Attenborough, con cui vince un meritatissimo Oscar come Miglior Attore Protagonista. Uno di quei casi in cui, anche al di là della bravura dell’attore, la fusione fra personaggio e interprete è tale che lo spettatore/spettatrice, pensando al personaggio, automaticamente pensa anche al suo interprete (come avviene nel caso di Vincent Van Gogh/Kirk Douglas in Brama di vivere di Vincente Minnelli, Onassis/Anthony Quinn in Il magnate greco di Jack Lee Thompson, Nelson Mandela/Morgan Freeman in Invictus di Clint Eastwood, Daniel Day-Lewis/Abramo Lincoln in Lincoln di Steven Spielberg).

Seguono numerosi ruoli cinematografici e televisivi, che dimostrano abbondantemente l’inesauribile talento di uno fra i più grandi attori della sua generazione. Fra le pellicole più significative Tradimenti (1983) di David Hugh Jones, L’isola di Pascali (1988) di James Dearden, in cui offre una prova di grande magnetismo nel ruolo di un inascoltato informatore dell’impero ottomano alla vigilia della guerra, la commedia gialla Senza indizio (1988) di Thom Eberhardt, Bugsy (1991) di Barry Levinson, con Annette Bening.

Negli anni Novanta due fra le sue migliori performances, ovverosia il contabile Stern in Schindler’s List (1993) di Steven Spielberg, con Liam Neeson e Ralph Fiennes, e il misterioso dottor Miranda in La morte e la fanciulla (1995), tratto dal dramma teatrale omonimo di Ariel Dorfman e diretto da Roman Polanski, in cui esprime perfettamente l’ambiguità di un personaggio che oscilla fra vittimismo e spietatezza.

Molto significative anche le sue apparizioni in A.I. Intelligenza artificiale (2001) di S. Spielberg, Il trionfo dell’amore (2001) di Clare Peploe, Oliver Twist (2005), tratto dal romanzo omonimo di Charles Dickens e diretto da Roman Polanski, in cui, con barba rossa e semisdentato, interpreta il vecchio usuraio Fagin, e nel ruolo di un gangster in Slevin – Patto criminale (2006) di Paul McGuigan.

Fra gli altri film ricordiamo Tartaruga ti amerò (1985) di John Irvin, Harem (1985) di Arthur Joffé, Maurice (1987) di James Ivory, Testimony (1988) e The Children (1990) di Tony Palmer, Slipstream (1989) di Steven Lisberger, Una vita scellerata (1990), Quinto macaco (1990) di Eric Rochat, I signori della truffa (1992) di Phil Alden Robinson, con Robert Redford e Sidney Poitier, Dave – Presidente per un giorno (1993) di Ivan Reitman, In cerca di Bobby Fischer (1993) di Steven Zaillian, Specie mortale (1995) di Roger Donaldson, La dodicesima notte (1996) di Trevor Dunn, The Assignment – L’incarico (1997) di Christian Duguay, Fotografando i fantasmi (1997) di Nick Willing, The Confession (1998) di David Hugh Jones, Da che pianeta vieni? (2000) di Mike Nichols, Regole d’onore (2000) di William Friedkin, La casa stregata (2002) di William Sachs, Tuck Everlasting – Vivere per sempre (2002) di Jay Russell, La casa di sabbia e nebbia (2003) di Vadim Perelman, con cui ottiene una nomination all’Oscar come Miglior Attore non Protagonista, Thunderbirds (2004) di Jonathan Frakes, Il risveglio del tuono (2005) di Peter Hyams, L’ultima legione (2007) di Doug Lefler, Transsiberian (2008) di Brad Anderson, Fifty Dead Men Walking (2008) di Kari Skogland, Shutter Island (2010) e Hugo Cabret (2011) di Martin Scorsese, Il dittatore (2012) di Larry Charles, Walking With the Enemy (2013) di Mark Schmidt, Medicus (2013) di Phillip Stoltz, War Story (2014) di Mark Jackson, Exodus – dei e re (2014) di Ridley Scott, e il cortometraggio All Hell he King (2014) di Louis Esposito.

In epoche più recenti è apparso in film come The Walk (2015) di Robert Zemeckis, Autobahn – Fuori controllo (2016) di Eran Creevy, Il tenente ottomano (2017) di Joseph Ruben, War Machine (2017) di David Michod, Giochi di potere (2018) di Per Fly, Shang-Ci – La leggenda dei dieci anelli (2021) di Destin Daniel Cretton, ispirato al personaggio omonimo dei fumetti Marvel Comics, Dalìland (2022) di Mary Harron , ispirato alla vita di Salvator Dalì, Jules (2023) di Marc Turtletaub, e nei cortometraggi La meravigliosa storia di Sugar (2023) e Veleno (2023) di Wes Anderson, con Ralph Fiennes.

Molto attivo anche in televisione, a partire da fine degli anni Sessanta/inizio Settanta appare in numerosi film tv – A Misfortune (1973) di Ken Loach, Antonio e Cleopatra (1974) di Jon Scoffield,  Thank You, Comrades (1978) e The War That Never Ends (1991) di Jack Gold, Le allegre comari di Windsor (1982) di David Hugh Jones,  Kean (1982) di Raymund FitzSimons, Camille (1984) di Desmond Davis, Silas Marner: the Weaver of Raveloe (1985) di Giles Foster, Il treno di Lenin (1988) di Damiano Damiani, Murderers Among Us: the Simon Wiesenthal Story (1989) di Brian Gibson, Giuseppe (1995) e Mosè (1995) di Roger Young, Weaponof Mass Distraction (1997) di Stephen Surjik, La bottega degli orrori di Sweeney Todd (1997) di John Schlesinger, Delitto e castigo (1998) di Joseph Sargent, Alice nel paese delle meraviglie (1998) di Nick Willing, Mrs. Harris (2005) di Phyllis Nagy – ed in alcuni episodi di serie e miniserie.

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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