Biennale di Venezia, Cuba porta la memoria delle cicatrici nel progetto di Roberto Diago

Padiglione Cuba alla Biennale di Venezia
foto Luciano del Castillo

Alla LXI Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia il Padiglione della Repubblica di Cuba sceglie un linguaggio duro, essenziale e profondamente umano. Con Hombres Libres / Free Men, l’artista Roberto Diago costruisce un percorso visivo che mette al centro il corpo, la memoria e il significato della libertà come conquista quotidiana.

L’esposizione, curata da Nelson Ramírez de Arellano Conde con il commissariato di Daneisy García Roque, trova spazio presso il Il Giardino Bianco – Art Space, tra i Giardini e l’Arsenale, e sarà aperta al pubblico fino a domenica 22 novembre 2026.

L’installazione si sviluppa attraverso una serie di grandi teste scultoree che sembrano emergere dallo spazio e avanzare verso chi osserva. Le opere, costruite con ferro ossidato, legno, plastica e materiali recuperati, portano sulla superficie segni, incisioni e cicatrici. Non sono dettagli decorativi, ma tracce di una storia collettiva che parla di schiavitù, diaspora africana, sopravvivenza e identità.

Diago lavora da anni proprio su questo confine tra memoria personale e memoria storica. Le sue figure non chiedono compassione: reclamano presenza. La cicatrice, nel suo lavoro, non è il simbolo della sconfitta ma la prova della resistenza. È il segno di chi è rimasto in piedi.

Il progetto cubano alla Biennale evita la dimensione spettacolare per concentrarsi su un impatto emotivo diretto. Lo spettatore entra in uno spazio dove la materia sembra trattenere dolore e dignità insieme. La superficie ruvida delle opere restituisce l’idea di una pelle che conserva tutto: violenza, storia, umiliazione, ma anche forza e orgoglio.

Nato all’Avana nel 1971, Roberto Diago è tra gli artisti cubani più riconosciuti a livello internazionale. Pittore, scultore e autore di installazioni, ha esposto in musei e istituzioni di primo piano tra Europa, Stati Uniti, Africa e Caraibi. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni internazionali, dal Museo di Belle Arti di Boston al Museo Reina Sofía.

Il Padiglione cubano arriva a Venezia con un progetto che parla certamente della storia afrodiscendente, ma anche del presente. In un tempo in cui il dibattito pubblico oscilla continuamente tra rimozione e polarizzazione, “Hombres Libres / Free Man” ricorda che la libertà non è uno slogan né una condizione permanente: è una pratica fragile, da difendere ogni giorno, anche attraverso la memoria delle proprie ferite.

L’esposizione Hombres Libres / Free Men – commissario: DaneisyGarcía Roquecuratore: Nelson Ramirez de Arellano Condeespositore: Roberto Diago è aperta al pubblico presso Il Giardino Bianco – Art Space a Venezia – via Giuseppe Garibaldi, 1814 – dallo scorso 9 maggio e fino a domenica 22 novembre 2026.

Articolo di Luciano del Castillo

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