Caporalato, sciopero Fai Cisl e Uila a Latina per tutelare diritti e salute dei lavoratori

Martedì 25 giugno si è tenuto lo sciopero, indetto tramite una nota congiunta del Segretario generale della Fai Cisl Latina,...

sciopero Fai Cisl e Uila
Foto Maurizio Riccardi © AGR

Martedì 25 giugno si è tenuto lo sciopero, indetto tramite una nota congiunta del Segretario generale della Fai Cisl Latina, Islam Kotb, e del Segretario generale della Uila Uil Latina e Frosinone, Giorgio Carra, di tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore agricolo della Provincia, in concomitanza con la manifestazione proclamata da parte della comunità indiana.

«L’obiettivo – dichiarano i sindacati – è favorire la massima partecipazione non solo dei braccianti agricoli, ma di tutti coloro che vorranno partecipare all’iniziativa per unirsi a noi e al grido di dolore e alla rabbia di tutta la comunità indiana di Latina, dopo il tragico evento costato la vita a Satnam. È importante far sentire la nostra voce e quella di tutta la società civile unita a quella della comunità indiana, la più numerosa sul nostro territorio, per sottolineare ancora una volta che l’illegalità produce solo sfruttamento, violazione dei diritti umani e, come in questo caso, anche la morte. Siamo convinti, inoltre – concludono–, che sia arrivato il momento di fare appello a tutte le associazioni datoriali che rappresentano il settore agricolo provinciale per attuare insieme un netto cambio di passo contro lo sfruttamento, il caporalato, per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro e per fare in modo, una volta per tutte, che tragedie come quella di Satnam non si ripetano mai più».

Qualche giorno fa, inoltre, si è tenuta la riunione tra il Governo e le rappresentanze sindacali e datoriali, convocata al ministero del Lavoro a seguito della morte del bracciante indiano Satnam Singh, abbandonato dal datore di lavoro davanti casa in fin di vita dopo che un macchinario gli aveva amputato un braccio. 

Durante l’incontro il Segretario Generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, ha chiesto di «accelerare le misure su Ispettorato, Pnrr e incrocio dati. Se davvero vogliamo dichiarare guerra allo sfruttamento dobbiamo partire si da una politica dei prezzi più giusta ma soprattutto da una efficace emersione di chi diventa irregolare: chi vuole lavorare e non ha commesso reati non può rimanere nel limbo allo scadere del contratto, parliamo di persone cui dobbiamo riconoscere dignità e inclusione, altrimenti le ritroviamo nei tanti ghetti sparsi sul territorio».

Al termine del tavolo, Coldiretti ha affermato che «occorrono controlli rigorosi per tutelare i diritti e la salute dei lavoratori e le aziende agricole oneste rispetto al fenomeno del caporalato, che mette barbaramente a rischio la vita delle persone e alimenta irregolarità e agromafie, e serve garantire un giusto reddito potenziando lo strumento dei contratti di filiera» e ha annunciato la sua partecipazione alla manifestazione di Latina per «stroncare i fenomeni di criminalità e sostenere l’occupazione regolare».

I sindacati hanno chiesto anche di «prepararsi per tempo ad affrontare l’emergenza caldo sui luoghi di lavoro». Diverse Regioni, dalla Calabria alla Puglia, dal Lazio alla Basilicata, hanno vietato di lavorare nelle ore più calde dei giorni critici nei campi o nei cantieri. Infatti, stando a quanto emerge dal progetto di ricerca europeo per l’adattamento al cambiamento climatico Adaptheat, a cui ha partecipato la Fondazione Di Vittorio, il rischio di infortuni sul lavoro durante le ondate di calore aumenta del 17,4%.

, , , , ,
Maria Antonietta Conso

Maria Antonietta Conso

Classe 1996, giornalista pubblicista esperta in comunicazione e marketing e appassionata di temi sindacali.

Dalla Home