Sabato 3 ottobre 2026 una conferenza per ricordare il grande fotografo e pittore italiano nel centenario della sua nascita.
In occasione del centenario della nascita di Carlo Riccardi (1926-2022) sabato 3 ottobre alle ore 11.00 presso la Sala Conferenze del WeGil – largo Ascianghi, 5 – si terrà una conferenza dedicata alla figura ed all’opera di uno fra i protagonisti della fotografia e dell’arte italiana del Novecento.
Fotografo, pittore, artista e instancabile testimone della Storia italiana, Carlo Riccardi ha raccontato attraverso il Suo obiettivo oltre settant’anni di vita del nostro Paese: dalla Roma del dopoguerra alla Dolce Vita, dal cinema alla politica, dal mondo dello spettacolo al lavoro e alle grandi trasformazioni sociali e culturali.
A condurre l’evento sarà Lorella Di Biase, giornalista e autrice del programma Uno Mattina, la quale porterà anche la propria testimonianza sull’opera e sulla figura di Carlo Riccardi.
La prima parte dell’incontro sarà dedicata al Carlo Riccardi fotografo, attraverso testimonianze. ricordi e riflessioni sul suo straordinario percorso professionale e sull’Archivio Riccardi, che conserva milioni di negativi originali realizzati a partire dal secondo dopoguerra.
Interverranno Simona Renata Baldassarre (Assessore alla Cultura della Regione Lazio), Diego Mormorio, Laura Delli Colli, Graziano Marraffa (critico e storico della fotografia: giornalista e presidente della Fondazione Cinema per Roma; presidente dell’Archivio del Cinema Italiano)
Porteranno inoltre la loro testimonianza colleghi, amici e professionisti che hanno condiviso con Carlo Riccardi momenti importanti del Suo lungo percorso, fra cui Rino Barillari, Maurizio Piccirilli, Elio Vergati, assieme a molti altri.
Fotografia
Un breve filmato ripercorrerà quindi l’attività fotografica di Carlo Riccardi
La pittura e la “Quinta Dimensione”
Un breve filmato ripercorrerà quindi l’attività pittorica di Carlo Riccardi, dagli esordi alle esperienze connesse alla “Quinta Dimensione”, fino alle celebri Maxitele, alle grandi opere realizzate nelle piazze e nei luoghi storici italiani e alle opere dedicate alla pace, alla cultura ed all’incontro fra i popoli,
A parlare dell’artista e del suo percorso pittorico saranno: Costantino D’Orazio (Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura), Claudio Strinati (presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici del Ministero della Cultura), Vittorio Esposito (critico), Massimo Papi (dermatologo, artista e creatore di DermArt), Aldo Reali (A.D. Sport Network).
La giornata sarà quindi un’occasione per ricordare non soltanto il grande fotografo che ha immortalato personaggi e momenti fondamentali della storia italiana, ma anche l’artista che ha saputo trasformare la pittura in un’esperienza collettiva.
II centenario di Carlo Riccardi vuole essere soprattutto un momento di memoria e di incontro fra generazioni di artisti, fotografi, giornalisti. studiosi ed operatori della cultura. per mantenere viva l’eredità di un uomo che ha dedicato la propria Vita all’arte e all’Italia.
Carlo Riccardi – 100 anni di fotografia, arte e storia
Carlo Riccardi nasce ad Olevano Romano il 3 ottobre 1926. Nel 2026 ricorre il centenario della sua nascita: cento anni di vita attraversati dalla fotografia, dalla pittura e dalla cultura italiana, con uno sguardo sempre rivolto alla società e ai suoi protagonisti.
E’ stato uno dei grandi testimoni della Roma del Novecento ed il fotografo che più di altri ha saputo raccontare la stagione della “Dolce Vita”, quando via Veneto, via Condotti, Piazza di Spagna ed i grandi alberghi della capitale divennero il palcoscenico internazionale di attori, artisti, intellettuali, politici, sovrani e personaggi dello spettacolo.
Terzo di otto figli, nel 1932 si trasferisce con la famiglia a Roma. Ancora giovanissimo lavora come ritoccatore in uno studio di foto-pittura. La sua passione per la fotografia nasce all’inizio degli anni Quaranta, anche grazie all’incontro con Saro Mirabella. amico e conterraneo del pittore Renato Guttuso. E’ in quell’ambiente artistico che Riccardi comincia a realizzare i suoi primi scatti.
Il 26 giugno 1944, a soli diciotto anni, diventa fotografo dei militari americani presso il Rest Center del Foro Italico. E’ proprio in questo periodo che conosce Federico Fellini; fra i due nasce un rapporto di amicizia destinato a durare nel tempo. L’incontro con Fellini apre a Riccardi le porte di un mondo fatto di cinema, cultura, arte e spettacolo, del quale il fotografo diventerà presto un protagonista. E’ l’inizio di una lunga carriera professionale che lo porterà a documentare la trasformazione dell’Italia dalla fine della guerra alla Repubblica, dal neorealismo al boom economico, fino alla grande stagione cinematografica internazionale che farà di Roma una fra le capitali mondiali dello spettacolo.
II fotografo della “Dolce Vita”
Nel 1951 Riccardi lavora per «II Giornale d’Italia» e l’anno seguente per «II Tempo», oltre che per numerosi altri quotidiani, settimanali e riviste, fra cui «Famiglia Cristiana». La sua macchina fotografica entra così nel cuore della cronaca e della vita pubblica italiana. E’ fra i protagonisti della nascita di quella particolare fotografia d’assalto che accompagnerà la Roma della “Dolce Vita”. Riccardi fotografa le celebrità nei luoghi più frequentati della capitale e costruisce. attraverso migliaia di immagini. un archivio Straordinario della società italiana. E’ amico di grandi protagonisti della cultura e dello spettacolo, fra i quali Ennio Flaiano, Federico Fellini e Totò, e condivide la stagione dei primi grandi fotoreporter con i suoi amici come Tazio Secchiaroli, Marcello Geppetti, Rino Barillari, Umberto Pizzi, Roberto Bonifazi, Paolo Pavia, Gioacchino Cantone e numerosi altri fotografi che hanno contribuito a raccontare Roma e l’Italia attraverso le immagini.
Tuttavia, Riccardi non si limita a fotografare i divi. La sua macchina fotografica racconta una società intera: la politica, la cultura, il cinema. il costume, la vita quotidiana e le trasformazioni di Roma e dell’Italia.
Negli anni Cinquanta apre la galleria “Le Scalette Rosse”, oggi Spazio5, e crea anche la rivista «Vip». La sua attività si sviluppa cosi fra fotografia. editoria. arte e promozione culturale.
L’uomo dei sette Papi
Una parte straordinaria della sua carriera è legata alla fotografia religiosa e istituzionale. Per la vastità e la continuità della sua documentazione. Riccardi è stato definito “l’uomo dei sette Papi” la sua macchina fotografica ha attraversato una lunga e storica successione pontificia, da Pio XII a Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco. Sette pontificati documentati attraverso la fotografia, dalla Roma del dopoguerra fino alla contemporaneità. Un percorso unico che ha a Riccardi di fissare sulla pellicola momenti ufficiali e privati, cerimonie, incontri e avvenimenti legati alla storia della Chiesa e dell’Italia. Le sue fotografie diventano così una testimonianza visiva di decenni di storia italiana e internazionale, attraverso le immagini dei Pontefici, delle cerimonie e degli avvenimenti che hanno segnato la vita del Paese.
La pittura
Accanto alla fotografia, Riccardi coltiva per tutta la vita una profonda passione per la pittura. Nel 1978, dopo l’elezione di Karol Wojtyla al soglio pontificio, realizza venticinque dipinti dedicati a paesaggi e città polacche. Le opere vengono esposte nella chiesa romana di San Pio V nella mostra Cattedrali a Cracovia, omaggio al Papa, inaugurata dallo stesso Giovanni Paolo II.
La sua sensibilità artistica si accompagna anche a un forte impegno sociale. Riccardi viene nominato Segretario Generale del Sindacato degli Artisti aderenti alla CISL, incarico che ricopre per circa un decennio.
Negli anni Ottanta porta la pittura fuori dagli spazi tradizionali. Nel 1986 realizza a Roma una spettacolare installazione avvolgendo con una tela lunga cento metri l’obelisco di Piazza del Popolo. L’opera, realizzata senza le necessarie autorizzazioni. viene rimossa dopo poche ore.
L’anno successivo, con il patrocinio della Regione Lazio. intraprende un originale viaggio attraverso l’Italia. Percorre circa cinquemila chilometri per “incravattare” e fasciare monumenti, paesaggi e scorci urbani con grandi tele lunghe fino a cento, duecento e trecento metri. Un progetto artistico che vuole richiamare l’attenzione sulla necessità di proteggere e conservare il patrimonio storico e artistico italiano.
Un archivio lungo settant’anni
II patrimonio più importante lasciato da Carlo Riccardi è però costituito dal suo grande archivio fotografico, una memoria visiva costruita in oltre settant’anni di attività. Attraverso le sue fotografie è possibile ripercorrere alcune delle pagine più significative della storia italiana: dalla Roma del dopoguerra alla nascita della Repubblica. dalla stagione della “Dolce Vita” al cinema internazionale. dalla politica alla cultura. dai grandi personaggi alle trasformazioni della società.
Le sue immagini hanno continuato negli anni a essere utilizzate per raccontare la storia del Paese e hanno accompagnato numerose pubblicazioni. Fra queste. nel 2014 cura personalmente il volume Sophia Loren – Se mi dice bene. dedicato alla grande attrice in occasione dei suoi ottant’anni. Seguono I tanti Pasolini (2015). Gli anni d’oro del Premio Strega (2016), II popolo della Repubblica (2017), Aldo Moro. Memoria politica democrazia (2018), Italia al Voto, Quando il web era la Strada (2019) e Vittorio Bachelet. Gli anni ’70 tra speranze e disillusioni (2020).
Cento anni, uno sguardo sulla storia
A cento anni dalla sua nascita, Carlo Riccardi rappresenta una figura singolare nel panorama culturale italiano: fotografo, pittore, editore, testimone e protagonista della vita artistica e sociale del Paese. La sua storia personale si intreccia con quella di Roma e dell’Italia del Novecento. Ha fotografato i grandi protagonisti della cultura e dello spettacolo, ma anche i cambiamenti della società: ha raccontato la “Dolce Vita”, stretto amicizia con Federico Fellini ed incontrato artisti e intellettuali, seguito sette pontificati e trasformato la fotografia in uno strumento di memoria. Il suo archivio non è soltanto una raccolta di fotografie: è una memoria collettiva dell’Italia. un patrimonio attraverso il quale rileggere settant’anni di storia. di costume e di cultura.
Carlo Riccardi è scomparso nel dicembre 2022 all’età di novantasei anni. Un secolo di vita, un secolo di immagini, una testimonianza straordinaria dell’Italia e della Roma che ha fatto la Storia.








