Caro Pier Paolo di Dacia Maraini

“Caro Pier Paolo” (Neri Pozza) è l’omaggio all’amico Pasolini di Dacia Maraini, scrittrice, sceneggiatrice, poetessa tra le più amate. Sotto forma di...

“Caro Pier Paolo” (Neri Pozza) è l’omaggio all’amico Pasolini di Dacia Maraini, scrittrice, sceneggiatrice, poetessa tra le più amate.

Sotto forma di lettere sincere e toccanti, l’autrice allaccia un tenero dialogo senza tempo, rievocando il legame profondo che li univa e rivelando la complessità caratteriale di un uomo che, a dispetto delle apparenze, possedeva un animo gentile con cui guardava con meraviglia l’intero universo.

Sullo sfondo di questa amicizia, nata nella seconda parte della vita e tragicamente interrotta, c’è la loro casa comune di Sabaudia, l’Africa dei loro frequenti viaggi compiuti insieme ad Alberto Moravia, compagno di vita generoso e tollerante, lo Yemen dalle molte avventure e prove di adattamento, Roma, la città in cui gli artisti amavano ritrovarsi per il puro piacere di stare insieme. Un mondo pieno di fermento, ritratto con nostalgia. La scrittrice, che con Pasolini ha condiviso quotidianità, lavoro, sogni e fragilità, offre al lettore un ritratto intimamente inedito, messo a fuoco con discrezione. Dai loro incontri privati a quelli pubblici, dalle esperienze di viaggio ai silenzi rispettosi, il libro, che contiene alcune tra le più belle poesie di Pasolini, offre una memoria commossa in cui tutto è ancora vivo e presente. 

Il ricordo di Pier Paolo è attento, come la descrizione del suo animo taciturno e irrequieto o della devozione alla madre Susanna. Nel racconto non mancano l’amicizia profonda con Elsa Morante, l’amore platonico con la Callas, la passione per il pallone, le accese discussioni su aborto e femminismo, le collaborazioni teatrali, il suo passato, le inquietudini e la morte violenta, ancora avvolta nel mistero.

Ragionatore fiducioso e confidente allegro, amante della sincerità aspra e cruda ma sempre in conflitto con sé stesso, il mondo e la vita, Pasolini mescolava umiltà e superbia, solitudine e disperazione. Dacia Maraini oggi lo immagina in corsa sulle dune di un cielo non più ostile. Manca molto, a lei e al mondo, il Poeta, che ha lasciato parole ridenti e arcane come un rebus da esplorare e risolvere. Il saluto finale dell’autrice è affidato all’immagine di una danza fatta insieme, in Congo, durante una festa di villaggio. Leggeri, i due amici si lasciano attraversare dal vento e non pensano ad altro che a volare felici.

 

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Madia Mauro

Madia Mauro

Esperta di Comunicazione, promuove eventi culturali e scrive di attualità, arte, fotografia, musica e spettacolo.  

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