C’era una Volta in America: Il capolavoro di Sergio Leone celebrato nel tempo

Il 17 febbraio 1984 segna l’esordio a New York del capolavoro di Sergio Leone, “C’era una volta in America”. La...

C’era una volta in America Credit: © Eagle Pictures
C’era una volta in America Credit: © Eagle Pictures

Il 17 febbraio 1984 segna l’esordio a New York del capolavoro di Sergio Leone, “C’era una volta in America”. La pellicola, un affresco della storia americana dal 1922 al 1968, con la straordinaria interpretazione di Robert De Niro, ha attraversato diverse fasi prima di conquistare il successo.

Nonostante la reazione inizialmente negativa del pubblico americano alla versione non definitiva, con un montaggio asimmetrico e non cronologico, la pellicola ha saputo emergere come un’icona della cinematografia italiana. Il distributore americano suggerì tagli drastici, ma il regista Leone mantenne la sua visione integra, contribuendo a forgiare un film che affascina ancora oggi.

Le dichiarazioni di Leone riflettono la sua volontà di esplorare il cinema come forma d’arte e autoriflessione. La trama intrecciata, l’approccio non convenzionale e la profondità tematica hanno reso il film un’opera che va oltre la semplice narrazione, esplorando memoria, solitudine, morte e il fluire del tempo.

Nonostante le sfide iniziali, “C’era una volta in America” è oggi considerato uno dei migliori film nella storia del cinema. Dopo una gestazione di oltre un decennio, il risultato ha consolidato il film come parte essenziale della trilogia del tempo di Leone, affiancando “C’era una volta il West” e “Giù la testa”.

Il cast stellare, con Robert De Niro al centro, ha contribuito a rendere il film un classico senza tempo. La sua complessità narrativa, la scelta del cast e l’attenzione ai dettagli lo rendono una pietra miliare nel panorama cinematografico mondiale, dimostrando che il successo può arrivare anche quando meno lo si aspetta.

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Giovanni Currado

Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl. Giornalista e fotografo, autore di diversi reportage in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi

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