Chiara Gamberale: cosa accade dentro al grembo paterno

“Papà, papà. L’amore primitivo, inevitabile, ladro e santo della mia vita in quella telefonata finiva, e due voci continuavano a...

Chiara Gamberale - Il grembo paterno

“Papà, papà.

L’amore primitivo, inevitabile, ladro e santo della mia vita in quella telefonata finiva, e due voci continuavano a infilarsi fra le nostre per reclamare la sua attenzione.

Papà, papà.

E una delle due voci era femmina.”

Inizia così Il grembo paterno, piccola perla firmata dalla magistrale Chiara Gamberale, che ci conferma un’altra volta di saper fare quello che fa. Di saper scrivere quello che scrive – e anche molto di più.

Di cosa parlano le duecentoventitré pagine che compongono il romanzo? Formalmente, la storia si sviluppa intorno alla figura di Adele, donna enigmatica e per certi versi semplicissima, personaggio finemente costruito, bambina innamorata del padre e subito dopo adolescente inquieta, sempre più magra, sempre più solitaria. E di cosa parlano le duecentoventitré pagine che compongono il romanzo? Essenzialmente, è la storia di un grande amore

La parola ‘amore’ è sicuramente una tra le più ricorrenti nella storia della letteratura, e chi scrive ne è perfettamente consapevole. Allo stesso tempo, però, ciò a cui si deve pensare in questo caso non è l’amore romantico che pure intreccia la storia di Adele a quella di un medico affascinante e misterioso. Ma la realtà è più complessa di così.  Adele nasce dall’unione di un uomo e una donna, e tutto il suo tormento si risolve in questa rete: lei, un’altra lei, e un lui. Una bambina che nasce conosce la voce della madre, e subito dopo incontra il volto del padre. Ed è lì, nell’incrocio intenso di emozioni che sono come colla per i pezzi dell’identità di ognuno, che l’individuo vede per la prima volta il proprio riflesso stagliarsi nell’occhio del genitore. Anzi, dei genitori.

Ma l’amore di cui si parla nel libro – e si scopre solo alla fine, quando si mettono insieme tutti i pezzi di una storia che comincia ma che di certo non finisce – è soprattutto quello che Adele scopre nei confronti di se stessa, della persona che è diventata. Anche grazie a quel padre, forse. Anche grazie alla madre. E soprattutto grazie a quella donna che vede ogni mattina appena sveglia, passando davanti allo specchio della sua camera da letto, ansiosa di andare al lavoro oppure di correre a consolare la bambina che nel frattempo è arrivata a stravolgerle la casa e il cuore. 

Quella di Adele, dunque, è una storia di riscatto. Di percorsi. Di sentimenti forti e di prospettive nuove.

Di madri e di padri, certo.

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Chiara Cecere

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