Cisl, deposta proposta di legge per favorire la partecipazione dei lavoratori nei Cda delle aziende

La scorsa settimana la Cisl ha posto il “primo pilastro” per costruire la partecipazione dei lavoratori nelle imprese, depositando presso...

La scorsa settimana la Cisl ha posto il “primo pilastro” per costruire la partecipazione dei lavoratori nelle imprese, depositando presso la Cancelleria della Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “La partecipazione al lavoro” per favorire e regolamentare la rappresentanza dei dipendenti nei Consigli di amministrazione o di sorveglianza delle imprese, la partecipazione economica ed azionaria alle aziende, i diritti di informazione e la co-decisione.

“Il tempo è maturo per far evolvere il rapporto tra impresa e lavoro”, ha dichiarato il Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra all’uscita dal Palazzo di Giustizia, sostenendo “relazioni industriali partecipative”.

Tutte forme che la proposta di legge non impone, fatto salvo l’ingresso di un rappresentante dei lavoratori nel Cda delle partecipate pubbliche, ma affida completamente alla libera contrattazione tra le parti sociali.

Inoltre, sono previsti consistenti benefici fiscali per le aziende e i dipendenti che aderiscono ai piani di azionariato e ai voting trust. Un modo, per il sindacato, di far avanzare insieme sviluppo economico e progresso sociale.

Nelle prossime settimane comincerà anche la raccolta di firme su tutto il territorio nazionale, ne servono almeno 50mila perché il testo approdi in Parlamento, con l’obiettivo di far discutere in Parlamento una proposta che darebbe “piena applicazione all’articolo 46 della Costituzione, che sancisce il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende”, promuovendo la democrazia economica e la partecipazione gestionale ed organizzativa dei dipendenti nelle imprese.

“Un nuovo modello di partecipazione dei lavoratori – spiega la Cisl – nelle imprese, puntando a dare piena attuazione”, che riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende, raggiungendo anche altri obiettivi, come i salari più alti e una maggiore produttività.

Il sindacato, infatti, ritiene che la sfida della partecipazione è fondamentale e incrocia tutte le priorità odierne del mercato del lavoro: “la via maestra per salari più alti, maggiore valore aggiunto e produttività, difesa occupazionale, buone flessibilità condivise e contrasto alle delocalizzazioni, maggiore sostenibilità sociale”.

Secondo Luigi Sbarra è proprio la partecipazione dei lavoratori lo strumento attraverso cui innalzare i livelli qualitativi e quantitativi di formazione, migliorando anche i livelli di salute e la sicurezza nelle aziende ed assicurando una maggiore vigilanza sul rispetto delle leggi e delle regole.

La Cisl conta di avviare nel frattempo anche un serie di incontri con le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, per illustrare i contenuti dei 9 capitoli e 22 articoli della proposta di legge, dove vengono citati almeno 40 esempi di gruppi grandi e medi, da Luxottica a Piaggio a Leroy Merlin, ma anche i modelli tedeschi, in cui si sono registrate esperienze di partecipazione di successo, con modalità diverse e contrattate tra sindacati e imprenditori. L’obiettivo della Cisl è quello di estendere questi modelli e farli diventare la base delle relazioni sindacali.

Intanto, giovedì scorso il segretario generale ha presentato il testo alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha apprezzato l’iniziativa parlando di “operazione intelligente che qualifica il ruolo delle parti sociali”. E’ già in agenda anche un incontro con la segretaria del Pd, Elly Schlein.

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Maria Antonietta Conso

Maria Antonietta Conso

Classe 1996, giornalista pubblicista esperta in comunicazione e marketing e appassionata di temi sindacali.

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