Con Occorsio la tristezza di “una morte utile”

A Spazio5 il libro di Eugenio, figlio del magistrato ucciso dal terrorismo nero, e le analisi di Piero Luigi Vigna....

vigna-ippolito-occorsioA Spazio5 il libro di Eugenio, figlio del magistrato ucciso dal terrorismo nero, e le analisi di Piero Luigi Vigna.

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A Spazio5 il libro di Eugenio, figlio del magistrato ucciso dal terrorismo nero, e le analisi di Piero Luigi Vigna.

In una sala che straripa di gente, salta agli occhi soprattutto la vicinanza in prima fila di Agnese Moro e Susanna Occorsio. Due donne che, nonostante la differenza di età, oggi sembrano uguali: a entrambe è toccata la tristissima sorte di avere il padre morto ammazzato dal terrorismo.

Ma in questa occasione non potevano mancare: sulle poltrone di Spazio5 a presentare per la prima volta il suo libro c’è Eugenio Occorsio, figlio del magistrato ucciso dal terrorismo nero nel 1976, Piero Luigi Vigna, magistrato, in un dialogo condotto dal giornalista e scrittore Roberto Ippolito. “Non dimenticare, non odiare. Storia di mio padre e di tuo nonno” è un romanzo, in forma epistolare, che Eugenio dedica al figlio, che in un angolo lo sta ad ascoltare, perché “le giovani generazioni non possono essere a conoscenza di ciò che ha passato questo paese nella sua storia recente”.

Nessuna pagina trasuda vendetta, anzi è un invito a “non odiare l’avversario, piuttosto avviare un confronto dialettico per costruire un futuro migliore”. Con questo libro, spiega l’autore, si è voluto dare un contributo alla “coesione nazionale”, è un invito “ad abbassare i toni della polemica” e a non dimenticare, appunto. Tutto grazie a una ricostruzione minuziosa dei fatti successi allora, compiuta grazie all’”archivio miniera” del padre. Una ricostruzione che cerca di restituire, come spiega Occorsio, “il clima” di quel periodo, perché si sappia qualcosa in più degli anni di piombo.

Occorsio tira un sospiro di sollievo nel dire che, aldilà di alcuni fenomeni isolati, “il terrorismo in Italia è finito grazie all’impegno dei magistrati e delle leggi”. Non a caso al suo fianco siede Piero Luigi Vigna, magistrato che allora indagò sull’assassinio di Vittorio.

Se la morte di Occorsio ha permesso di dire al figlio delle cose tanto importanti, sostiene Vigna, allora la sua morte è stata “utile”. Un modo originale per ringraziare l’autore di avere scritto un testo in cui più volte si ribadisce la volontà di “non odiare”.

A Vigna si deve la carrellata di ricordi che fanno materializzare eventi e personaggi che non ci sono più, ma che appartengono a un passato comune, e un apprezzamento al nuovo assetto legislativo dei servizi segreti, sicuramente “migliore” e più adatto a combattere ogni forma di Stato nello Stato.

“La magistratura è lo Stato” e non, come spesso si è cercato di far credere, una “componente diversa” e distaccata: a dare il senso della serata e poi, intervenendo dalla prima fila, Luca Palamara, presidente della Associazione Nazionale Magistrati.

Un modo semplice e diretto per ricordare il lavoro di tutti quei magistrati che, spesso in solitudine, lavorano per una “coesione collettiva”.

 

G. Currado

Foto Agrpress ©

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Giovanni Currado

Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl. Giornalista e fotografo, autore di diversi reportage in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi

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