Concertone del Primo Maggio, protestano i fotografi: “Nel giorno del lavoro ci impediscono di lavorare”

Il Concertone del Primo Maggio, tradizionale appuntamento musicale che celebra la Festa dei Lavoratori organizzato da CGIL, CISL e UIL,...

Concertone del Primo Maggio - Foto Maurizio Riccardi © AGR

Il Concertone del Primo Maggio, tradizionale appuntamento musicale che celebra la Festa dei Lavoratori organizzato da CGIL, CISL e UIL, quest’anno ha sollevato nuove polemiche riguardo alla presenza dei fotografi editoriali. Da qualche edizione infatti il concerto ha escluso i fotoreporter professionisti, provocando proteste da parte della categoria.

Secondo la nota stampa dell’associazione Fotoreporter Professionisti Associati (FPA) “è deplorevole che, in un evento che celebra il lavoro, i professionisti della comunicazione siano stati esclusi dall’esercizio della loro professione. Questo è particolarmente sconcertante considerando il significato della manifestazione sul diritto al lavoro che ha come evento più importante il concerto stesso.”

Le richieste di accredito alla società organizzatrice dell’evento sono rimaste senza risposta, come denunciato dalla FPA. In risposta a questa protesta, la società che di fatto gestisce la comunicazione del Concertone, ha dichiarato che l’esclusione dei fotografi è stata una decisione “necessaria” a causa delle limitazioni del progetto di quest’anno che impedivano di includere una postazione per i fotografi.

Tuttavia FPA ha espresso scetticismo riguardo alla mancanza di spazio al Circo Massimo, che offre oltre 85.000 metri quadrati, mettendo in evidenza che questa esclusione è un segnale di discriminazione nei confronti della professione del fotoreporter, particolarmente deludente in un evento dedicato alla difesa del lavoro.

I fotoreporter svolgono un ruolo cruciale nella documentazione e diffusione degli eventi, dai grandi ai piccoli, portando le storie e le immagini sui media cartacei e online. Buona parte di questi “lavoratori dell’informazione” sono professionisti indipendenti, freelance, che investono soldi, tempo, energie per raccontare quotidianamente il nostro mondo, quello che ci succede attorno, ciò che altrimenti non potremmo vedere.

I fotoreporter rappresentano in qualche modo i nostri occhi su eventi lontani, drammatici, pericolosi, ma spesso anche piacevoli, come può essere un concerto tanto atteso da migliaia di persone ogni anno. E per raccontare queste storie attraverso le fotografie si passa spesso per iter burocratici, a volte necessari, che se superati permettono a tutti di godere di quell’istante e al professionista di continuare a fare un lavoro meraviglioso.

Tuttavia, la professione è messa costantemente alla prova da difficoltà economiche, aumento dei costi delle attrezzature, da concorrenza amatoriale a fini editoriali e, ora, dalla mancanza di considerazione per la loro presenza ai grandi eventi.

Questa esclusione dei fotoreporter professionisti dal Concertone del Primo Maggio solleva interrogativi fondamentali sul rispetto dei diritti dei lavoratori, in particolare di quelli legati alla comunicazione e all’informazione. In una giornata che dovrebbe celebrare il lavoro in tutte le sue forme, lascia perplessi che coloro che raccontano le storie attraverso le immagini si vedano negare l’accesso a un evento così importante. Invece di spegnere le voci di chi dà luce agli eventi, ci si aspetta che vanga accolto ovunque il loro contributo, garantendo così una celebrazione più inclusiva e autentica anche della Festa dei Lavoratori.

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Giovanni Currado

Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl. Giornalista e fotografo, autore di diversi reportage in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi

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