Contro gli imperi

Copertina libro Contro gli imperi di Vittorio Emanuele Parsi Bompiani

Il libro dal titolo “Contro gli imperi: il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale” di Vittorio Emanuele Parsi, edito da Bompiani, è un saggio, divulgativo e perspicace, che analizza il ritorno della logica imperiale nello scacchiere politico internazionale.

Gli Stati Uniti di Trump, dopo quasi un secolo di pace, ci hanno improvvisamente catapultato nell’incubo della guerra, come scelta possibile e reale del prossimo futuro. Affiancati da Russia e Cina, si stanno lentamente spartendo la cartina geografica di un nuovo ordine mondiale che vede l’Europa sempre più schiacciata tra queste forze, spinte da scelte basate su logiche di guerra che sembravano ormai monito scolpito sulle pagine di pietra dei libri di storia. Ma evidentemente la storia insegna solo a chi la sa ascoltare e capire, e il mondo si ritrova così nuovamente sopraffatto da logiche imperiali, con competizioni belliche come moneta di scambio.

Vittorio Emanuele Parsi, in questo libro interessante ed acuto, ci racconta quanto sia stata dirompente questa “rottura” dell’equilibrio liberale internazionale tra paesi che avevano contribuito, di fatto, a costruirla e a mantenerla per così tanto tempo.

E per farlo, ricorre alla teoria del bilanciamento degli interessi, utilizzando come metafora, il “modello di Schweller”, dove la superpotenza americana ha dismesso i panni del leone che veglia sulla pace della foresta per tornare a vestire quelli del lupo affamato in un mondo, però, popolato di altri lupi e sciacalli pronti a tutto pur di vincere e mantenere il potere.

Il modello di Schweller è una teoria delle relazioni internazionali sviluppato da Randall Schweller negli anni ’90, che integra il neorealismo con gli interessi interni degli Stati.

Il modello prende le mosse dalla classificazione degli attori dello scenario internazionale in quattro tipologie metaforiche, in base alla loro propensione a mantenere e/o modificare il proprio potere. Quindi abbiamo i Leoni, ossia le grandi potenze di mantenimento dello “status quo” che hanno molto da perdere e sono disposte a pagare alti costi per proteggere l’ordine internazionale esistente. I lupi, invece, sono le grandi potenze revisioniste che cercano attivamente di cambiare le regole del sistema a proprio vantaggio per espandere i propri possedimenti. Gli sciacalli sono quegli Stati opportunisti che si alleano con i leoni o con i revisionisti, a seconda della situazione, e non lo fanno per ideologia, ma per accaparrarsi vantaggi di riflesso, per merito degli altri e delle loro conquiste. L’ultima tipologia sono gli agnelli, che raggruppano quegli Stati più semplici, pacifici, che credono nei principi democratici e che qualcuno definirebbe deboli, quegli Stati che cercano solo la sopravvivenza, ma che, non potendo difendersi da soli, finiscono spesso per essere facili prede o dover accettare le decisioni delle potenze con artiglieria pesante.

La crisi contemporanea sembra essere legata a doppio filo agli equilibri geopolitici e all’idea stessa di cittadinanza democratica, dove la figura del capo/leader, con le sue decisioni, va a sovrastare tutto il resto.

Vittorio Emanuele Parsi con questo libro dà però una speranza per chi crede ancora nella democrazia, e intende difendere la libertà faticosamente e coraggiosamente ereditata dai nostri nonni e genitori, e lo fa con uno sguardo scevro da tifoserie politiche e rigidità ideologiche. Serve coraggio, onestà, e la capacità di essere allo stesso tempo sì pacifici, ma non inermi. Serve una strategia nuova, dove non c’è spazio per la nostalgia e dove forza, fierezza, pluralismo e una rinnovata coscienza del limite del potere e della grandezza della capacità di cooperare, fanno da carburante per il rispetto del tempo e il mantenimento dello spazio felice della nostra libertà.

Scambiare Leoni per Agnelli è un errore che non possiamo evidentemente più permetterci, ma come afferma Parsi nel libro: “Se non sapremo essere ambiziosi, responsabili e coraggiosi, semplicemente scompariremo come donne e uomini liberi. Adesso tocca a noi”.

Picture of Paolo Grossi

Paolo Grossi

Sociologo e PhD, si interessa di agricoltura, sindacato, management e marketing.

Dalla Home

×