Cuba e la sua posizione nelle liste degli Stati Uniti: una questione controversa

Negli ultimi giorni si è acceso un intenso dibattito riguardo alla posizione di Cuba nelle liste degli Stati Uniti relative...

Cuba è stata esclusa dalla lista degli stati che non hanno collaborato pienamente nella lotta al terrorismo
Foto Luciano Del Castillo

Negli ultimi giorni si è acceso un intenso dibattito riguardo alla posizione di Cuba nelle liste degli Stati Uniti relative al terrorismo. Per la prima volta nel 2023, Cuba è stata esclusa dalla lista degli stati che non hanno collaborato pienamente nella lotta al terrorismo. Tuttavia, il ministero degli esteri cubano chiede che il nome di Cuba venga rimosso anche dalla lista dei “paesi canaglia”, che impedisce lo sviluppo economico del paese e intimorisce i suoi partner internazionali.

Secondo i media statunitensi, il Segretario di Stato Antony Blinken ha inviato al Congresso un rapporto che elenca quattro paesi presumibilmente non cooperanti con gli sforzi antiterrorismo degli Stati Uniti nel 2023: Iran, Corea del Nord, Siria e Venezuela. A differenza degli anni precedenti, Cuba non è più inclusa nella lista dei paesi che non cooperano pienamente.

Malgrado questo, il Dipartimento di Stato mantiene ancora Cuba nella lista degli stati che sponsorizzano il terrorismo. Il ministero degli Esteri cubano Bruno Rodríguez considera questa lista unilaterale e infondata, accusando gli Stati Uniti di utilizzare queste designazioni come pretesto per adottare misure economiche coercitive contro Stati sovrani, inclusa Cuba.

Gli Stati Uniti hanno appena ammesso quello che tutti sanno: che Cuba collabora pienamente alla lotta contro il terrorismo“, ha scritto su X il ministro Rodríguez. “Ogni manipolazione politica della questione deve finire e deve finire la nostra inclusione arbitraria e ingiusta nella lista dei paesi che sponsorizzano il terrorismo“, ha aggiunto.

Cuba quindi sostiene di essere una vittima del terrorismo, non un suo sponsor, e denunciando gravi danni economici causati dalle sanzioni e dall’effetto intimidatorio della lista nera, chiede agli Stati Uniti di correggere questa “norma ingiusta” che limita le attività economiche dell’isola.

Gli esperti sono divisi sulle motivazioni degli Stati Uniti e sulla validità delle liste. Alcuni ritengono che queste decisioni siano politicamente motivate, mentre altri credono che riflettano una valutazione oggettiva della cooperazione antiterrorismo.

Il dibattito pubblico su questo tema è complesso e coinvolge aspetti politici, economici e legali. La situazione continua a evolversi e sarà interessante osservare come si svilupperà nei prossimi mesi.

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Redazione Agrpress

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