Dai salari alle pensioni, sindacati già pronti alla mobilitazione

In assenza di risposte dal nuovo governo sulla crisi che morde, i sindacati sono già pronti di nuovo a mobilitarsi....

Foto Giovanni Currado © AGR
Pierpaolo Bombardieri, Maurizio Landini e Luigi Sbarra

In assenza di risposte dal nuovo governo sulla crisi che morde, i sindacati sono già pronti di nuovo a mobilitarsi. Lo dice il leader della Cgil, Maurizio Landini, che intanto chiede di “allungare di molto le scadenze delle bollette per le famiglie”. Le imprese per il momento sono più caute, ma anche il loro elenco di richieste si allunga.

Il nuovo governo ancora non c’è, ma le parti sociali sembrano aver rinunciato già in partenza ai 100 giorni di tregua riservati ai neo eletti. La crisi avanza e i tempi per il decreto Aiuti, la manovra e il mettere in sicurezza l’Italia, sono sempre più stretti.

Lo ha fatto capire sabato scorso l’assemblea di Coldiretti alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha subito rassicurato: “non faremo da soli, coinvolgeremo i corpi intermedi”.

Dovrà essere così con i costruttori dell’Ance, i quali chiedono di allungare di sei mesi i tempi del Superbonus, rallentato dalla stretta sulla cessione dei crediti; con Confedilizia, aperta a ragionare sul riordino dei bonus edilizi, in cambio di una proroga per un tempo lungo e di non toccare il catasto e, infine, con tutte le associazioni del commercio e degli esercenti che attendono aiuti, moratorie sui tavolini all’esterno e l’Iva più leggera per rilanciare gli acquisti.

A loro, molto presto, si aggiungerà anche Confindustria alle prese con i super costi energetici delle aziende manifatturiere, trovatesi in concorrenza con la Germania che aiuta le sue con una manovra da 200 miliardi. Il Presidente degli industriali, Carlo Bonomi, infatti tornerà presto a chiedere 16 miliardi di taglio del cuneo fiscale, già negato da Draghi per quell’entità. Meloni, intanto, l’ha promesso, senza mai spiegarne l’ampiezza.

Dopo il silenzio pre-elettorale, ora i sindacati sono pronti a riprendersi la voce: darà il via la Cgil che, sabato 8 ottobre, sarà in corteo a Roma da piazza Esedra a piazza del Popolo per chiedere salari più alti e tasse più basse per chi non ce la fa; lo stop alla precarietà e agli stipendi da fame e una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro.

“Non faremo un’opposizione pregiudiziale al nuovo governo – dice il Segretario della Cgil, Maurizio Landini a Mezz’ora in più su Raitre –. Ci confronteremo nel merito, faremo le nostre proposte su ogni tema. Ma senza risposte, sarà di nuovo mobilitazione”. Proprio come successe un anno fa, a dicembre, quando fu sciopero generale contro la riforma fiscale di Draghi, assieme alla Uil.

“C’è un problema di come alzare i salari, la risposta non può essere la flat tax – afferma Landini -. L’emergenza non è cambiare la Costituzione, ma ricostruire l’unità sociale. Il 40% degli italiani – equivalenti a 17 milioni – non ha votato, al Sud uno su due: è allarme democratico”.

Domenica 9 ottobre le porte della sede nazionale della Cgil a Roma saranno aperte: “è l’anniversario dell’assalto squadrista e fascista di un anno fa, rimetteremo i quadri tolti, riapriremo le Camere del Lavoro come luogo di confronto contro le diseguaglianze”.

La settimana dopo sarà il turno della Uil che si ritroverà a Bologna, dal 13 al 15 ottobre, per il Congresso nazionale che dovrebbe riconfermare alla guida Pierpaolo Bombardieri.

A seguire, poi, Cgil, Cisl e Uil si troveranno insieme di nuovo in piazza il 22 ottobre per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, mentre, il 29 ottobre per la sanità pubblica.

Il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra, ha già chiesto al governo che verrà di “abolire lo scalone Fornero a fine anno”. L’autunno è appena iniziato.

, , , , , , ,
Maria Antonietta Conso

Maria Antonietta Conso

Classe 1996, giornalista pubblicista esperta in comunicazione e marketing e appassionata di temi sindacali.

Dalla Home