Def, sindacati pronti alla mobilitazione

Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri del Def, il documento di economia e finanza, che prevede un ulteriore taglio del...

Foto G. Currado © AGR
Bombardieri, Landini e Sbarra

Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri del Def, il documento di economia e finanza, che prevede un ulteriore taglio del cuneo fiscale di 3 miliardi per i lavoratori dipendenti con redditi medio bassi, la reazione contraria dei sindacati è stata immediata.

I sindacati contestano la scelta del Governo, perché insufficiente, e si dicono pronti alla mobilitazione in programma a partire dal mese di maggio. Benché i tre miliardi per il taglio del cuneo fiscale vadano nella direzione auspicata, Cgil, Cisl e Uil considerano la dimensione della misura insufficiente a compensare la riduzione del potere d’acquisto dei lavoratori causata dall’inflazione e dal mancato rinnovo di gran parte dei contratti collettivi.

Il più duro è stato Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, che ha dichiarato: “per una riduzione di due punti del cuneo contributivo, ottenuta con il governo Draghi, sono serviti quattro miliardi e mezzo, quindi mi chiedo con tre miliardi cosa vogliono fare?”, sottolineando come la richiesta dei sindacati era “una riduzione di 5 punti, che vuol dire avere almeno un aumento di 100 euro medi al mese. Mi sembra che quelle risorse non siano sufficienti per risolvere l’emergenza salariale. C’è bisogno – ha proseguito Landini – di risposte ai problemi. I giovani non possono continuare a essere precari sfruttati o al nero. Per questo noi scendiamo in piazza, per dare voce a chi non ce l’ha. E se le risposte arriveranno siamo pronti a fare la nostra parte; se non avvengono per quel che ci riguarda maggio non sarà che l’inizio della mobilitazione. Vogliamo essere ascoltati e rispettati”.

Secondo le prime simulazioni, invece, i fondi stanziati dal governo consentiranno un aumento della busta paga mensile tra i 30 e i 40 euro per i redditi annui compresi fra i 25mila e i 35mila euro già nel periodo maggio-dicembre 2023. Il Governo si appresta, infatti, a varare un decreto che potrebbe arrivare già entro la fine del mese, al termine dell’iter parlamentare del Def.

I toni di Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, sono meno duri ma anche per lui il Def non supera l’esame: “ci sembra un Documento troppo difensivo, così si rischia di non agganciare la sfida della ripartenza. Per questo ci mobiliteremo nelle prossime settimane in modo intransigente, costruttivo e responsabile avanzando proposte concrete. Il Governo ascolti la voce del mondo del lavoro”.

Sulla scia della mobilitazione è anche la Uil, il segretario generale Pierpaolo Bombardieri, ha affermato infatti che “al momento restano confermate le ragioni della nostra mobilitazione”.

Dal fronte delle categorie a intervenire è Carlo Sangalli di Confcommercio per ricordare che l’obiettivo è “una crescita sostenibile, capace di ricondurre il debito verso un livello prudente”, aggiungendo che servono “coesione politica e collaborazione tra le istituzioni. Si tratta, in altri termini, di fare tesoro da quanto sta emergendo dal cantiere di lavoro del nostro Pnrr”.

Il timore delle opposizioni è che la riforma del fisco finirà, invece, per alimentarsi di tagli orizzontali alla spesa pubblica. Il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, ha giudicato il Def “senza prospettiva e insufficiente, fatto di tagli e di scarsi investimenti, con un orizzonte di bassissima crescita”.

Secondo il senatore M5S, Stefano Patuanelli, “l’85% delle misure contenute nella Legge di Bilancio del governo Meloni è inattuata” per mancanza dei decreti attuativi e in 35 casi sono scaduti i termini per emanarli, “bloccando di fatto circa 2,5 miliardi di euro”. In sostanza, “la stessa cifra che stanno propagando come riduzione del cuneo fiscale l’hanno immobilizzata loro, non riuscendo a gestire la loro stessa legge di bilancio”.

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Maria Antonietta Conso

Maria Antonietta Conso

Classe 1996, giornalista pubblicista esperta in comunicazione e marketing e appassionata di temi sindacali.

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