Diario elettorale di Mario Migliucci al Teatro Spazio 18B

Debutta giovedì 2 marzo 2023 al Teatro Spazio 18B – via Rosa Raimondi Garibaldi, 18/b, in zona Garbatella/ via Cristoforo...

Debutta giovedì 2 marzo 2023 al Teatro Spazio 18B – via Rosa Raimondi Garibaldi, 18/b, in zona Garbatella/ via Cristoforo Colombo – “Diario elettorale”, scritto, diretto e interpretato da Mario Migliucci.

Lo spettacolo inaugura la seconda parte della stagione 2022/23 del Teatro Spazio 18B.

Un incontro al seggio, due giovani scrutatori al servizio della democrazia, lui e Lei, ore   e ore dietro a un banco, scambiandosi giusto qualche parola. Poi tutto finisce, in attesa  della prossima chiamata alle urne: un referendum, le elezioni politiche, un ballottaggio, ogni voto potrebbe essere l’occasione giusta per rivedere Lei. In mezzo scorre la vita; scritta, raccontata, immaginata.  Legati da un filo invisibile, lanciato da lui senza che Lei, l’eletta, nemmeno lo sappia.

Diario elettorale è un progetto di scrittura che ha visto succedersi più fasi di creazione e sedimentazione. La prima tappa risale, circa un decennio addietro, alla stesura quotidiana  di un diario sotto forma epistolare, con destinataria una ragazza conosciuta nelle vesti di scrutatore nel corso delle  operazioni di voto. Una ragazza mai più vista e sentita, a cui  un   ipotetico giorno far arrivare in qualche modo i messaggi a lei destinati.

«In questa prima fase che ancora non prevedeva un’evoluzione teatrale il dichiarato modello di riferimento è stato il romanzo Che tu sia per me il coltello di David Grossman, autore a me particolarmente caro in quanto legato al mio debutto teatrale professionistico, avvenuto nel 1998 con Il giardino d’infanzia di Riki, sua unica opera teatrale», annota Mario Migliucci.

«Del romanzo di Grossman mi ha conquistato la creazione di un universo parallelo, un mondo fuori del mondo, che del mondo però inevitabilmente si nutre, che rende possibile una comunicazione autentica tra due esseri umani. Un uomo vede una donna,     se ne innamora, o meglio, sente un legame invisibile, le scrive, e conseguentemente si scrive, con la comprensione totale di colui che ama, con la spietatezza della lama di un coltello. Le prime pagine del mio diario epistolare le ho scritte prima ancora di finire di leggere quelle del romanzo di Grossman. Quello era il modello, la materia da lavorare ovviamente era la mia, il caso singolare a cui adattarlo era il mio. E così per un po’ mi    sono scritto, scrivendo alla mia musa, Donatella, la ragazza del seggio. Poi mi sono fermato, pensando di poter ricominciare da un momento all’altro, sarebbe bastato scrivere di nuovo quel nome, Donatella, in cima a una pagina del mio blocco-diario. Ma non è successo. Quindi, più recentemente, mi sono riletto e trascritto, parola per parola, da blocco a nuovo documento word. Ho sentito la brace scoppiettare ancora sotto la cenere del tempo raccontato e trascorso e ho pensato fosse arrivato il momento. Il momento di far arrivare a Donatella le parole a lei destinate. E ho capito che il mio ufficio postale di riferimento non poteva essere che il teatro. E allora sono ripartito da tre domande.

Cosa mi ha spinto un giorno a cominciare a scriverle? Cosa mi ha spinto, una volta compiuti diciotto anni, a cominciare a collezionare con cura i miei certificati elettorali?

Che cosa, con il passare del tempo, ha fatto perdere di senso ad entrambe le decisioni? I certificati ho smesso di conservarli, perché sostituiti dalla tessera elettorale. Ma avrei    continuato a farlo, se ancora esistessero? Li rivestirei ancora di qualche particolare importanza? Oppure, uscito dal seggio (perché a votare continuo ad andarci), appallottolerei quel foglio per gettarlo nel più vicino cassonetto per il riciclo della carta? Ah, benedetto senso civico… Ah, benedette illusioni… Ho ritenuto che i due elementi, privato e politico, andassero intrecciati. Mi è piaciuto pensare che il luogo dell’incontro con Donatella, la mia eletta immaginaria, un seggio elettorale, non fosse poi così casuale. Entra dunque in gioco il secondo modello di riferimento, La giornata di uno scrutatore     di Italo Calvino, illuminante esempio di corto circuito tra vicenda personale e contesto generale, limpido racconto di sentimenti e considerazioni di un servitore della democrazia rappresentativa. Decisivo incontro infine si è rivelato, come nelle mie intenzioni, quello con Mariaclara   Verdelli, Laura Benvenga, Giulia Anita Bari e Javier Salnisky e le musiche da loro eseguite, nelle diverse versioni dello spettacolo finora presentate. Come in un seggio elettorale, ognuno al suo posto, ci si divide compiti e strumenti, al servizio di questa nostra storia».

 

Mario Migliucci,  attore e autore, debutta come attore in teatro nel 1998 in Il Giardino d’Infanzia di Riki    di  David Grossman, con la regia di Stefano Viali. Dal 2004 lavora con la Compagnia Locomoctavia in Giorno d’Estate di Slawomir Mrožek e Hamlet. di W. Shakespeare, con la regia di Daniele Fior. Nel 2007 debutta al Teatro dell’Orologio di Roma Doktoro Esperanto, monologo da lui scritto ed interpretato, da allora in scena anche nella versione in esperanto. Nel 2011 porta in scena per la prima volta Primo Sguardo,    di i cui è autore e interprete. Nel 2012 lavora all’adattamento teatrale del romanzo La ragazza e il professore di Jean-Claude Carrière, realizzando lo spettacolo Bussando alla   porta di Einstein, regia di Giles Smith. Dal 2015 è in scena con il suo testo Diario Elettorale. Nel 2018 è attore per la compagnia Afrodita in Il bambino sogna di Hanoch Levin, regia di Claudia della Seta e Stefano Viali. Nel 2019 è in scena con I miei soldi, regia di Adriano Saleri, di cui realizza l’adattamento teatrale dal romanzo Mon chèque di Jean-Claude Carrière. Partecipa come attore e autore alle produzioni di Teatro Forum Amore ti odio, L’interferenza, Lupi nella Rete (finalista   RomaFringeFestival 2021 – sezione TUBE) per Il Teatro Invisibile. Ha recentemente lavorato nel documentario cinematografico per Rai3 D’Annunzio, l’uomo che inventò sé stesso (2021) di Stefano Viali e Francesca Pirani e La stranezza (2022) di Roberto Andò.

 

Giulia Anita Bari, violinista e operatrice umanitaria, ha studiato violino presso il Conservatorio di Musica di Venezia e Relazioni Internazionali all’Università di Padova e Firenze. Suona in varie  formazioni  spaziando dal mondo classico al folk. Attualmente è parte del progetto Canti Antichi della cantante albanese Elsa Lila e coordinatrice dei progetti sul campo di Terra!Onlus, fra cui l’Orchestra dei Braccianti.

Javier Salnisky nasce a Buenos Aires e comincia i suoi studi musicali presso il Conservatorio Nazionale di Musica “Julian Aguirre”. Suona regolarmente in varie formazioni a Buenos Aires, fra le quali il Sexteto Arrabal e il Cuarteto “El Viaje”, partecipando a programmi radiofonici e televisivi. Nel 2001 viaggia in Italia, dove suona in duo con il  chitarrista Juan Ruggeri e come bandoneonista invitato dal Trio Corrientes de Tango. Suona in diverse milonghe, teatri, locali in Italia, Francia e Germania. Ha al suo attivo  importanti collaborazioni con i chitarristi Federico Ferrandina e Roberto Pugliese, il pianista Fabrizio Pieroni, la cantante Ana Karina Rossi. Nel 2011 avvia la collaborazione con la pianista Gabriella Artale creando un Quartetto di Tango di musica tradizionale.

 

Diario elettorale di Mario Migliucci – regia: M. Migliucci; interprete: M. Migliucci; musica: Giulia Anita Bari, Javier Salnisky; disegno luci: Dario Aggioli; contributo realizzazione video: Gianluca D’Apuzzo,  Karma Gava – rimarrà in scena al Teatro Spazio 18B fino a domenica 5 marzo 2023 (orario: da giovedì 2 a sabato 4 marzo, ore 20.30; domenica 5, ore 18.00).

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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