“È giusto ringraziare”: presentato il volume che raccoglie i messaggi delle Giornate del Ringraziamento dal ’74 ad oggi

È stato presentato a Vercelli dalla Fai-Cisl, in occasione della 73ma Giornata Nazionale del Ringraziamento, il volume “È giusto ringraziare”,che...

Da sinistra Claudio Risso, Onofrio Rota, Vincenzo Conso, Rocco Pezzimenti
Da sinistra Claudio Risso, Onofrio Rota, Vincenzo Conso, Rocco Pezzimenti

È stato presentato a Vercelli dalla Fai-Cisl, in occasione della 73ma Giornata Nazionale del Ringraziamento, il volume “È giusto ringraziare”,che raccoglie i messaggi ideati dalla CEI per questa ricorrenza dal 1974 ad oggi. Edito da Agrilavoro per la collana Approfondimenti, a cura di Vincenzo Conso, Presidente della Fondazione Fai-Cisl Studi e Ricerche, il libro nasce in preparazione di una importante ricorrenza: nel 2024 ricorreranno infatti cinquant’anni anni dal primo messaggio che la Chiesa italiana ha voluto inviare al mondo dell’associazionismo rurale in occasione della celebrazione della annuale Giornata del Ringraziamento nel 1974.

“Molte volte i messaggi della Giornata si sono rivelati profetici nella loro chiarezza di analisi della situazione rurale italiana e, dal 2002, sempre più spesso, la Commissione Episcopale lega il contenuto del messaggio alla contemporanea ricorrenza di anni internazionali legati a temi specifici a cura delle Nazioni Unite, come la montagna, l’acqua, il suolo, i legumi”, ha detto Conso, ricordando che “quest’anno il tema del messaggio richiama allo stile cooperativo come modello d’impresa nel quale la comunità è un bene per tutti, ma anche al tema dell’acqua, essenziale per la sicurezza alimentare, essendo mezzo di produzione e componente indispensabile per l’agricoltura”.

All’evento hanno portato i saluti Elena Ugazio, Segretaria Generale della Cisl Piemonte Orientale, che ha ricordato la nascita della prima sede Cisl proprio in questa provincia e Luca Caretti, Segretario Generale della Cisl Piemonte, che ha sottolineato l’impegno del sindacato per la transizione ecologica e la valorizzazione del lavoro e delle vocazioni territoriali agroalimentari.

Mons. Marco Arnolfo ha posto l’accento sul cambio di paradigma necessario nell’ambito produttivo e lavorativo, dove al posto del dominio dell’uomo sulla terra si costruisca una cooperazione volta all’armonia con l’ambiente, all’atteggiamento contemplativo, alla fraternità: “In questo territorio – ha detto l’Arcivescovo – non mancano ad esempio eccellenze e innovazioni, anche con un’agricoltura 5.0 a monitoraggio satellitare, ma è importante che le nuove tecnologie non siano al servizio di produzioni intensive che impattano negativamente sull’ambiente”.

Il prof. Rocco Pezzimenti, docente alla Lumsa, ha sottolineato come i messaggi raccolti nel volume richiamino l’importanza della “terra come umiltà e umanità” e consentano di “attraversare un’epoca di cambiamento”. Centrale nella ricorrenza è la cultura del ringraziare come senso di gratitudine, purtroppo sempre meno esercitato anche nelle relazioni umane: “Ringraziare è sinonimo di gratis, è una pratica da fare a perdere, senza tornaconto, come per la generosità e la carità. Come affermò Papa Giovanni Paolo II nell’Angelus dell’11 novembre 1978 – ha ricordato Pezzimenti, alludendo al significato del titolo del volume – è giusto ringraziare Dio, è giusto ringraziare sempre, ma lo è in particolare al termine di un’annata agricola nella quale si è potuto sperimentare ancora una volta la bontà di Dio nell’abbondanza dei frutti della terra”. Tra i vari messaggi, spiccano per il docente quelli dedicati alle trasformazioni audaci e innovatrici (1979), all’uso intelligente delle risorse (1985), alla generosità (1989), alla solidarietà (1992), fino ad arrivare a quello del 2023 incentrato sulla cooperazione ma anche all’acqua: “L’attività agricola – ha detto Pezzimenti – è la nostra storia: contadini, allevatori, pescatori, sono i primi mestieri in assoluto che hanno garantito sopravvivenza al genere umano e ancora oggi rappresentano settori essenziali con lavoratori operosi, che vanno tutelati e ben rappresentati anche per consentire loro di trasmettere alle nuove generazioni conoscenze e valori dei propri mestieri”.

Mentre Claudio Risso, Presidente di Terra Viva, ha evidenziato come il testo, raccogliendo i messaggi della Giornata del Ringraziamento, interroga ciascuno sulle proprie azioni e il proprio approccio davanti alle sfide dell’agroalimentare: “Chi esercita ruoli di responsabilità nel mondo agricolo non può limitarsi a una visione puramente valoriale ma deve saper incarnare concretamente questi valori per cambiare le cose, ad esempio nel verso di una filiera più equa, arrestando l’abbandono delle aree interne, sostenendo i giovani. Siamo orgogliosi di aver presentato per la prima volta Terra Viva proprio in una Giornata del Ringraziamento, ad Altamura, mentre in quelle successive abbiamo lanciato le nostre campagne ‘Coltiva il Gusto’ e ‘Buono Giusto Equo’: questa ricorrenza rappresenta dunque per noi un percorso di coerenza sia valoriale che in termini di buone pratiche su tutto il territorio”.

Ha concluso l’incontro Onofrio Rota, Segretario Generale Fai-Cisl, che ha ricordato l’adesione della Federazione al Manifesto di Assisi per una concreta realizzazione dell’ecologia integrale promossa da Papa Francesco con l’Enciclica Laudato Sii: “Mai come oggi abbiamo avuto bisogno di un sindacato come quello pensato e fondato da Giulio Pastore, mettendo al centro la persona e guardando ai lavoratori e lavoratrici della terra in un’ottica di giustizia sociale, solidarietà, bene comune”, ha detto Rota. “Oggi – ha aggiunto il leader della Fai – questi valori si declinano nelle tante sfide per la sicurezza alimentare e l’accesso al cibo per tutti, la tutela del suolo che invece continuiamo a consumare con nuova cementificazione selvaggia, l’emancipazione di lavoratori che sono considerati essenziali eppure rimangono fragili in diverse filiere in termini di reddito, opportunità e sicurezza sociale, ma penso anche al modo errato in cui il nostro Paese pretende di gestire i fenomeni migratori e a come stanno riemergendo i fenomeni di razzismo e antisemitismo: valori estranei alla nostra cultura e ai nostri modelli di riferimento fondati sull’accoglienza, la solidarietà, l’inclusione, il rispetto, l’emancipazione delle fasce più deboli”.

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Rossano Colagrossi

Rossano Colagrossi

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