ForumDD pubblica il saggio di Fabrizio Barca e Caterina Manicardi “Opportunità e ostacoli di un moto giovanile. La partecipazione delle nuove generazioni come questione democratica”

cover Fabrizio Barca e Caterina Manicardi

Giovani: Forum Disuguaglianze e Diversità pubblica un saggio di Fabrizio Barca e Caterina Manicardi su opportunità e ostacoli di un moto giovanile: «Le nuove generazioni sono bloccate da ostacoli che possiamo e dobbiamo rimuovere. Il mancato cambiamento non è un destino».

Il saggio Opportunità e ostacoli di un moto giovanile. La partecipazione delle nuove generazioni come questione democratica, scritto da Fabrizio Barca e Caterina Manicardi – rispettivamente co-coordinatore e ricercatrice del Forum Disuguaglianze e Diversità – dal 30 giugno è scaricabile gratuitamente dal sito del ForumDD. Realizzato nell’ambito del progetto “A prova di futuro! Giovani e protagonismo” con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, inquadra il tema della partecipazione delle nuove generazioni come una questione di democrazia generale e avanza analisi e proposte originali.

Le persone “giovani” finiscono sovente sui giornali, dopo episodi di violenza o manifestazioni di piazza. Tuttavia, in molti casi, il racconto non si traduce in domande – come invece dovrebbe avvenire -, bensì in stereotipi: perché lasensibilità, le perturbazioni e le ingiustizie sociali e ambientali vissute dalle nuove generazioni non stanno attivando un moto duraturo di cambiamento?

Il Forum Disuguaglianze e Diversità, proseguendo l’impegno di ricerca ed azione sulla condizione delle persone giovani in Italia, avviato fin dalla sua nascita con la proposta di eredità universale a ogni diciottenne, pubblica oggi il saggioOpportunità e ostacoli di un moto giovanile. La partecipazione delle nuove generazioni come questione democratica, scritto da Fabrizio Barca e Caterina Manicardi, rispettivamente co-coordinatore e ricercatrice del ForumDD, realizzato nell’ambito del progetto “A prova di futuro! Giovani e protagonismo” con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo.

Il saggio, scaricabile gratuitamente dal sito del ForumDD, inquadra il tema della partecipazione delle fasce generazionali che vanno dall’adolescenza fino ai trentaquattro anni come una questione di democrazia generale, avvalendosi anche del confronto con la fase storica degli anni Sessanta, quando perturbazioni –  altrettanto profonde, sia pur molto diverse – delle nuove generazioni concorsero in modo significativo alla trasformazione sociale dell’Italia.

Molteplici le fonti utilizzate: la grande massa di dati disponibili sul mondo giovanile, presentati con una prospettiva nuova (da Eurobarometro su consapevolezza sociale e ambientale al Rapporto Cnel sul contributo delle persone giovani di origine straniera fino a molti altri studi di istituti di ricerca); i dati originali raccolti fra il 2023 e il 2026 dal ForumDD con l’indagine su tremila ragazzi/ragazze di età compresa fra i diciassette e i diciannove anni in ventuno scuole italiane, con rilevazioni sull’attenzione alla classe sociale ed al giudizio sul ruolo della politica (qui per conoscere l’indagine integrale); le informazioni qualitative accumulate dialogando per nove mesi con organizzazioni giovanili.

Laconclusione del saggio, sulla quale il ForumDD spera di aprire un serrato confronto, è che la mancata trasformazione delle perturbazioni giovanili in una crisi generatrice di cambiamento non sia affatto un destino. Non è frutto di inconsapevolezza sociale, ambientale e politica delle nuove generazioni e neppure di un loro radicato individualismo, come troppo spesso si argomenta. E’, piuttosto, il frutto di un cumulo di ostacoli che si aggiunge al crollo del loro peso quantitativo. La fascia 15-25 anni è passata infatti dal 15,7% della popolazione degli anni Sessanta al 10,8% di oggi. Inoltre, in confronto a quegli anni, dopo oltre mezzo secolo di cultura neoliberista, il senso comune prevalente è segnatodalla perdita di speranza nel cambiamento e dalla sfiducia nel pubblico e nelle organizzazioni, e l’incertezza delle prospettive economiche ha sigillato i margini di contrattazione tipici delle fasi espansive e peggiorato le condizioni materiali, rendendo più rischioso ogni impegno politico. Anche l’ecosistemaorganizzativo – dai movimenti alle organizzazioni di cittadinanza e del lavoro fino ai partiti – è frantumato e generalmente impermeabile alla loro voce. Si aggiunge infine il susseguirsi di politiche dell’istruzione, del lavoro, della cura, degli spazi collettivi e dell’abitare sistematicamente incapaci di corrispondere alle aspirazioni giovanili e, in modo crescente, di politiche volte a intimidire l’impegno politico.

Il tema è quindi rimuovere tali ostacoli. Il saggio riprende e prosegue proposte e riflessioni già emerse dal lavoro del ForumDD. Per le politiche, rinvia alla piattaforma di proposte concrete Ci siamo! Potere e libertà alle nuove generazioni (qui per maggiori informazioni), elaborata con ventitré organizzazioni giovanili. Per il cambiamento del senso comune, all’e-book Squarci. L’arte nella contesa per il senso comune, pubblicato con la Fondazione Feltrinelli (qui per scaricare l’e-book). Infine il saggio avanza alcune ipotesi diazione per rendere più permeabili alle nuove generazioni movimenti, organizzazioni di cittadinanza e del lavoro – che sono al centro del progetto “Aprova di futuro! Giovani e protagonismo”nell’ambito del quale è elaborato questo saggio (qui per saperne di più) – e sui partiti.

Nell’approfondire le sue tesi, il saggio si concentra anche su due focus. Il primo è una sintetica e provvisoria panoramica delle perturbazioni delle nuovegenerazioni: i limiti di letture che usano la lente della devianza o della sicurezza; sovraesposizione, allerta permanente, frammentazione e deficit dell’attenzione fin dalla prima adolescenza, uniti al rarefarsi delle relazioni fisiche (secondo dati Istat elaborati da OpenPolis gli 11-17enni che vedono amici e amiche ogni giorno è oggi del 30% contro il 70% di vent’anni fa); la consapevolezza di esser bombardati da fake news (secondo Eurobarometro il 75% dei 16-30enni dichiara di esservi stato esposto nell’ultima settimana, ma più di un quarto non è sicuro/a di riconoscerle); il difficile rapporto con il lavoro; il prolungarsi di incertezza biografica, particolarmente grave per i maschi.

Il secondo focus, attraverso la lettura attenta di un Rapporto Cnel del 2025,cambia l’ottica con cui valutare i flussi migratori giovanili. Prima di tutto, l’esodo di 18-34enni (cinquantamila ogni anno) tocca tutti i livelli di istruzione, dal momento che il 58% è senza laurea. Inoltre, anche considerando solo quest’ultima fascia, la perdita di cinquantottomila 25-34enni con laurea che hanno lasciato l’Italia fra il 2019 e il 2023 è stata più che compensata dalle sessantottomila persone migranti giovani entrate nello stesso periodo. E’ significativo, infine, il fatto che oltre un terzo di 11-19enni – sia di origine italiana sia straniera – dichiari all’Istat che vorrebbe andare all’estero. Al centro, dunque, sta l’incapacità dell’Italia dioffrire alle persone giovani – non importa di quale origine – condizioni adeguate per realizzare se stesse: emigrare, così, viene percepito – e spesso diventa –  l’unico atto di potere possibile. Una lettura che invita a riorientare le politiche, dal sussidio dei “talenti” rientranti a quelle più strutturali, proprio come proposto nella piattaforma Ci siamo! Potere e libertà alle nuove generazioni.

«Con questo saggio mostriamo che il problema non sono le perturbazioni delle nuove generazioni ma gli ostacoli che impediscono a esse di tradursi in un moto collettivo di trasformazione sociale. Ci auguriamo che questo testo, insieme agli altri progetti e azioni del ForumDD, concorra a un confronto acceso, aperto, ragionevole e informato sia sull’interesse personale di ogni giovane, sia sul contributo collettivo delle nuove generazioni alla dura fase che, come altrove, vive la nostra democrazia. Dobbiamo lavorare per rimuovere gli ostacoli che si ergono su entrambi i fronti: un’apertura potente delle organizzazioni, delle associazioni della cittadinanza attiva e del lavoro, dei movimenti e dei partiti, al “disturbo” che viene da quelle nuove consapevolezze e preoccupazioni; un salto nella contesa del senso comune, con una chiamata convincente al ruolo di cultura, arti e nuovi media nell’alimentare la fiducia che un’alternativa è possibile e che mobilitarsi cambia le cose; una strategia di proposte concrete che non rimedi a valle con nuovi sussidi o esenzioni temporanee, ma tocchi tutti i campi – scuola, università, lavoro, cura, casa, spazi pubblici, cittadinanza – recependo la domanda di un migliore e più giusto modo di vita. Ne continueremo a discutere portando la piattaforma Ci siamo! in giro per il paese», dichiarano Fabrizio Barca e Caterina Manicardi.

Picture of Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi ed articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, convegni, presentazioni, fiere librarie, vernissages

Dalla Home

×