Lo hanno definito il divo hollywoodiano più europeo di tutti, ha 65 anni e pochissima voglia di fare bilanci, viene dal Kentucky ma è innamorato dell’Italia al punto da diventare ormai una presenza amica alla Mostra del Cinema, un famigliare illustre che arriva da lontano e mette d’accordo tutti, spettatori, giornalisti e fotografi, con cui gioca puntualmente ai photocall e sul red carpet.
George Clooney riceve il riconoscimento più importante della sua carriera dalla sfolgorante Laura Dern e racconta di un’America ferita che potrebbe trovare nelle elezioni di midterm di Novembre un punto di svolta. Difende la libertà di stampa ed esprime preoccupazione riguardo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Questo, in conferenza stampa.
Nel corso della cerimonia serale, dopo un red carpet ammorbato dai miasmi della calura lagunare ma comunque scintillante, Clooney si fa più intimista e racconta della propria carriera, della malinconia dell’età che avanza, dei figli e di Amal. La famiglia ha cambiato le sue priorità. E poi l’arte, “non ferma le guerre ma è un antidoto contro la paura.”
E ancora l’amore, i sentimenti e i sogni, che sono uguali in tutti noi. Se abbiamo tutti gli stessi sogni, non possiamo essere diversi come ci viene ripetuto. Parola di George.








