Giornata internazionale dei diritti delle donne: cosa leggere (e cosa no) l’8 Marzo

La festa della donna – per grazia nostra – è morta.  Al suo posto, troviamo La Giornata internazionale dei diritti...

8 marzo, Giornata internazionale dei diritti delle donne

La festa della donna – per grazia nostra – è morta. 

Al suo posto, troviamo La Giornata internazionale dei diritti delle donne.

Cos’è cambiato? Tutto. 

Possiamo tirare un – parziale – sospiro di sollievo. La presa di coscienza che vede l’8 Marzo finalmente come un giorno di lotta e non più come una manciata di ore concesse dal dominio patriarcale alle libertà femminili non può non essere visto come un grosso passo in avanti.

La letteratura, d’altronde, ha molto da dirci in proposito. Dare la vita, libro scritto dall’indimenticata scrittrice sarda Michela Murgia e apparso nelle librerie all’alba del 2024, parla proprio di questo: del percorso di una donna femminista in un mondo che di femminista ha ancora drammaticamente poco. Di un nuovo modo di intendere le relazioni, l’identità, la famiglia

Una persona femminista crede nella parità politica, sociale ed economica tra i sessi. Una persona femminista crede che le donne debbano essere pagate esattamente come gli uomini che fanno il loro stesso lavoro. Crede che la bellezza e l’avvenenza non siano i prezzi che le donne devono pagare per stare al mondo. E per essere rispettate.

Molti libri, nel corso dei decenni, hanno trattato questi argomenti. Dovremmo essere tutti femministi, breve testo scritto dall’autrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie, rimane un formidabile punto di partenza per chiunque voglia approcciarsi alle tematiche di genere. Scritto in modo chiaro e accessibile, il libro ripercorre alcuni episodi della vita dell’autrice per poi arrivare a discutere di temi più ampi, come l’importanza delle parole  e dell’educazione. 

D’altronde, come diceva l’attivista e critica Carla Lonzi, “il femminismo non è solo rabbia, denuncia, ma anche autocoscienza e liberazione”. E proprio attraverso i suoi testi è possibile vedere le battaglie femministe in un’ottica riflessiva, quasi filosofica. Nel famoso saggio Sputiamo su Hegel, l’autrice mette in evidenza la totale assenza della figura della donna nella maggior parte dei sistemi di pensiero esistiti fino a quel momento. Al centro del mondo che ci è stato raccontato ci sono stati sempre e solo uomini.

Ma in fondo – potrebbe dire qualcuno – non è forse vero che dietro ogni uomo vi è sempre una grande donna? 

Ebbene, No

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Chiara Cecere

Chiara Cecere

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