Oggi, 18 maggio del 1920, nasceva a Wadowice in Polonia, Karol Józef Wojtyła, divenuto Giovanni Paolo II con la sua elezione alla Sede Apostolica il 16 ottobre 1978.
Personaggio cardine della seconda metà del novecento, è stato protagonista politico e figura spirituale di riferimento sulla via del tramonto della Guerra Fredda e i nuovi assetti sociali conseguenti alla caduta del muro di Berlino.
È considerato, per via dell’incisività del suo pontificato su vari ambiti, nonché per la sua ampia popolarità, uno dei più importanti Papi della storia recente della Chiesa.
Il 27 aprile 2014, a meno di dieci anni dalla sua morte, è stato proclamato Santo insieme a Giovanni XXIII da Papa Francesco, acclamato come un gigante della fede che ha offerto con la sua vita una testimonianza indelebile di abnegazione al servizio di Dio.
Il suo pontificato ebbe inizio con lo storico pellegrinaggio in Polonia del giugno 1979, celebrando una messa davanti ad una folla oceanica e sotto gli occhi preoccupati dei servizi segreti sovietici. Molti ritengono che questa visita diede la spinta alla fondazione, mesi dopo, del celebre sindacato Solidarność (solidarietà), nato dopo lo sciopero nei cantieri navali di Danzica per opera di Lech Wałęsa e diventato il braccio dell’azione contro il blocco sovietico.
Nel 1981 sopravvisse ad un attentato in cui subì una grave ferita da arma da fuoco che compromise la sua salute negli anni a venire.
Negli anni in cui l’Europa sperimentava l’apertura verso Est e la caduta delle barriere nazionali, Giovanni Paolo II si concentrò sulle nuove generazioni fondando la Giornata Mondiale della Gioventù.
È stato uno dei Papi più giovani all’inizio del suo pontificato, salendo al soglio pontificio all’età di 58 anni. Il suo Pontificato è stato il secondo più lungo nella storia della Chiesa.
Foto di Maurizio Riccardi (Archivio Riccardi)


















