Gli “Alfabeti Segreti” di Carla Accardi in mostra a Roma alla Galleria Lombardi

Con il titolo “Alfabeti Segreti”, sabato 16 marzo alle ore 18.00, sarà inaugurata a Roma, nei locali espositivi della Galleria...

Alfabeti Segreti di Carla Accardi

Con il titolo “Alfabeti Segreti”, sabato 16 marzo alle ore 18.00, sarà inaugurata a Roma, nei locali espositivi della Galleria Lombardi, in Via di Monte Giordano 40, una antologica di Carla Accardi (Trapani 1926 – Roma 2014) indiscussa maestra dell’astrazione (ingresso libero fino al prossimo 20 aprile dal martedì al sabato dalle 11:00 alle 19:00).

La mostra, allestita a cura di Lorenzo e Enrico Lombardi  con una selezione di circa 25 opere eseguite da Carla Accardi a partire dagli anni ’50, intende ripercorrere l’intera carriera della pittrice, suggerendo una lettura inedita della sua ampissima produzione.  

Nel catalogo che accompagna la mostra, Guglielo Gigliotti scrive che “L’artista si siede sul pavimento dello studio, e inizia a vergare liberamente segni grafici su grandi carte. E tutto inizia a scorrere, e a rivivere rinnovato. Quei segni saranno il sistema circolatorio della sua pittura per i prossimi sessant’anni, arrampicandosi su tele gigantesche e piccole, attraversando, strutturati e leggiadri, superfici in lino e in sicofoil, rivestendo ambienti, frammentandosi e ricomponendosi all’infinito.” 

Con il medesimo sguardo nei confronti dell’individuo in rapporto allo spazio, l’esposizione antologica presenta i lavori storici e quelli più recenti in un confronto volto a sottolineare la coerenza e la fluidità della ricerca artistica di Accardi, nonché la varietà di linguaggi e gestualità operative, che dagli anni della “fondazione” di “Forma 1” – manifesto da lei firmato nel 1947 con Ugo Attardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Achile Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato – che, in polemica con il “realismo socialista” sanciva la nascita dell’astrattismo italiano, fino ai primi decenni del Duemila, hanno contraddistinto la realizzazione delle sue opere pittoriche. 

Le opere in esposizione tratteggiano i caratteri delle prime indagini sul segno (Bave d’erba, 1964), per poi passare agli esperimenti sui contrasti di colore con le tempere alla caseina (Rosso verde, 1970), le tinte viniliche (Nero bianco, 1992) e il sicofoil (Senza titolo, 1984), per arrivare alle tele di grandi dimensioni e alle installazioni, quindi alle riflessione degli ultimi decenni di produzioni incentrati sull’intensità della forma e dei cromatismi (Architetture, 2008). 

Valentina Di Luzio

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Valentina Di Luzio

Valentina Di Luzio

Laurea con lode in Mediazione Linguistica e laurea magistrale in Traduzione specialistica.

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