Goya e Caravaggio a confronto nella Pinacoteca Capitolina

Lo scorso 12 gennaio si è svolta a Roma, nella Pinacoteca dei Musei Capitolini, la presentazione del progetto espositivo dal...

Goya e Caravaggio ai Musei Capitolini

Lo scorso 12 gennaio si è svolta a Roma, nella Pinacoteca dei Musei Capitolini, la presentazione del progetto espositivo dal titolo “Goya e Caravaggio: verità e ribellione”. Un importante evento, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza ai Beni Culturali, che ha voluto mettere in risalto due grandi artisti dell’arte europea che furono tra i migliori interpreti della loro società, narrandola con dettagli ed eleganza, riuscendo a creare un linguaggio figurativo rivoluzionario, sia iconograficamente che stilisticamente.

Questa occasione, pone per la prima volta uno a fianco all’altro la “Buona Ventura” di Caravaggio, 1597 e “Il Parasole” di Francisco Goya, 1777, concesso in prestito dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, fino al 25 febbraio 2024. L’arrivo della prestigiosa tela, è frutto della politica culturale di scambi avviata già da tempo con importanti istituzioni museali italiane ed internazionali. Questo scambio è dovuto alla concessione fatta dai Musei Capitolini de “L’Anima Beata” di Guido Reni al Museo del Prado, in occasione della Mostra monografica su “Guido Reni”, allestita dal 28 marzo al 9 luglio 2023. 

Come ha detto il Sovrintendete capitolino Claudio Parisi Presicce alla presentazione, “si è scelto di accostare questi due dipinti perché essi, in qualche modo, hanno delle caratteristiche che possono essere ricordate in maniera parallela. Nonostante la distanza cronologica di ca 180 anni che li separa, “La Buona Ventura”, del 1597 e “Il Parasole”, del 1777, annunciano il passaggio ad una nuova era e ad un nuovo stile pittorico”.

Caravaggio, introduce una pittura “di genere”, con soggetti tratti dalla vita quotidiana, ben distanti da quelli religiosi proposti fino a quel momento e in quest’opera in particolare, si cimenta nel proporre una scena di seduzione e di inganno dove una bella zingara, mentre legge la mano ad un ricco giovane, gli sfila l’anello.

Stesso vale per Goya che propone anch’egli una “scena di genere” con un soggetto legato alla seduzione, dove una giovane maja, una donna del popolo, abbigliata a festa con abito alla francese è seduta per terra con un cagnolino in grembo  mentre guarda l’osservatore con aria un po’ civettuola, protetta dal sole grazie ad un giovane majo, in abiti madrileni, che galantemente la copre con un ombrellino. 

Le due opere, come detto dalla curatrice Federica Maria Papi, esprimono bene, attraverso le loro caratteristiche, due stili pittorici in divenire: quello di Caravaggio che aprirà la strada alla pittura moderna, del tutto affrancato dall’arte classica rinascimentale cinquecentesca e quello di Goya, che con le radici intrise nella pittura veneziana colorata e vibrante di Tiepolo – conosciuto alla corte spagnola -, supera lo stile rococò settecentesco in favore di uno romantico, pronto a sfociare con le sue opere più tarde e cupe del primo Ottocento.

Queste due tele documentano il momento iniziale del percorso artistico dei due artisti, una fase gioiosa e solare ben lontana dal dramma della loro fine, che entrambi hanno in comune. Altre interessanti somiglianze che possiamo riscontrare, sono gli stessi soggetti, un uomo e una donna ritratti nel quotidiano durante un sottile gioco di seduzione; i giochi di riverberi, di luci ed ombre a contrasto e la medesima tecnica di stesura del colore, posto direttamente sulla tela con la preparazione lasciata a vista.

Queste analogie, hanno indotto a supporre che possa essere verosimile che Goya abbia potuto ammirare “La Buona Ventura” di Caravaggio quando nel 1770-1771, frequentava a Roma la Scuola del Nudo capitolina, nella cui sede già era conservata l’opera caravaggesca. Con questo evento, perciò abbiamo l’occasione di confrontare due grandi maestri in un dialogo raro e prezioso mi visto prima. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e gli apparati didattici sono a cura di Federica Papi e Chiara Smeraldi. Organizzazione di Zetema, Progetto Cultura.  

Musei Capitolini – Palazzo dei Conservatori – Pinacoteca – Sala Santa Petronilla, Piazza del Campidoglio, 1. Orari tutti i giorni 9.30 – 19.30.

L’accesso è gratuito e consentito ai detentori del biglietto di accesso ai Musei Capitolini e ai detentori del biglietto per le esposizioni in essi ospitate.www.museicapitolini.org; www.museiincomuneroma.it

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Francesca Gianna

Francesca Gianna

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