Harrison Ford Palma d’Oro alla Carriera al Festival di Cannes

L’attore americano, interprete di film quali “Guerre stellari” di George Lucas, “I predatori dell’arca perduta” di Steven Spielberg, “Blade Runner”...

foto Laura Venezia/Agrpress

L’attore americano, interprete di film quali “Guerre stellari” di George Lucas, “I predatori dell’arca perduta” di Steven Spielberg, “Blade Runner” di Ridley Scott, “Witness – Il testimone” di Peter Weir, “Presunto innocente” di Alan J. Pakula, “Sabrina” e “Destini incrociati” di Sydney Pollack, “Le verità nascoste” di Robert Zemeckis e molti altri, ha ricevuto la Palma d’Oro alla Carriera al Festival di Cannes.

Al settantaseiesimo Festival di Cannes, dopo la standing ovation e la Palma d’Oro d’onore consegnata a sorpresa durante la première di Indiana Jones e il quadrante del destino, Harrison Ford ha incontrato la stampa.

Ottant’anni (ottantuno il prossimo luglio), di nuovo nei panni dell’archeologo avventuriero al quinto film della saga, H. Ford si è ripreso la sua età. «È stato molto bello essere giovane, ora potrei essere morto, invece sono solo vecchio!». Il personaggio di Indy ora va in pensione: «Mi sembra evidente. Ho bisogno di stare seduto e riposare un po», ha dichiarato. «Amo il lavoro, amo questo personaggio e amo cosa ha portato nella mia vita, ma l’età conta».

All’incontro con la stampa: «Il calore di questo posto, l’accoglienza che sto avendo è inimmaginabile, mi fa sentire molto bene». La sua altro non è che una data di nascita sui suoi documenti, la star di Blade Runner, Guerre Stellari,Indiana Jones e molti altri film è inossidabile. «Tutto il cast mi ha supportato per la mia anzianità. Le riprese del film sono state qualcosa di magico», afferma Ford con accanto il collega Mads Mikkelsen, il quale aveva appena detto: «quando uscì il primo Indiana Jones ero sì e no nato».

Ringiovanimento digitale . Nel film, un’avventura adrenalina in giro per il mondo, che sembra idealmente fare una sorta di crossover con James Bond tanto il personaggio somiglia allo 007 per eccellenza, Ford è stato ringiovanito con effetti speciali, un de-aging a cui l’attore non credeva granché fino a quando non ha visto il risultato. Il rischio di far qualcosa solo per accontentare il business richiamando ancora una volta sullo schermo uno fra i personaggi più popolari c’era eccome, ma «quando mi hanno fatto leggere la sceneggiatura non potevo trovare di meglio», racconta Ford. Il regista James Mangold (il quale sostituisce Steven Spielberg, che per la prima volta non dirige un Indiana Jones, sia pur rimanendo cumunque fra i produttori) parla delle «tante aspettative su questo titolo e sulla responsabilità che ha sentito maneggiando qualcosa che è leggendario nell’immaginario di tutti». «Ciononostante ho provato a fare qualcosa che potessi sentire anche mio». 

Insieme ad Harrison Ford sono saliti sul palco Antonio Banderas, Mads Mikkelsen, Phoebe Waller-Bridge e gli altri attori del cast, ed il regista James Mangold.

 

Nato a Chicago nel luglio 1942, Harrison Ford studia al Ripon College nel Wisconsin, dove frequenta un corso di arte drammatica. Esordisce interpretando vari ruoli secondari sia in serie televisive sia al cinema – Alle donne piace ladro(1966) di Bernard Girard,  Assalto finale (1968) di Phil Karlson, con Glenn Ford, Inger Stevens e George Hamilton, 7 volontari dal Texas (1968) di William Hale, con James Caan, Zabriskie  Point (1970) di Michelangelo Antonioni, L’impossibilità di essere normale (1970) di Richard Rush, American Graffiti (1973) di George Lucas, con Richard Dreyfuss e Ron Howard, La conversazione (1974) di Francis Ford Coppola, con Gene Hackman e John Cazale – e si sostiene economicamente facendo anche il carpentiere, il falegname ed il cameraman in vari concerti tenuti dai Doors nel 1968 alla Hollywood Bowl di Los Angeles ed al Santa Clara County Fairgrounds di San José.

Il successo arriva alla fine degli anni Settanta con il personaggio di Ian Solo in Guerre stellari (1977) di George Lucas, che riprende nel sequel L’Impero colpisce ancora (1980) di Irvin Kershner, in Il ritorno dello Jedi (1983) di Richard Marquand e, molti anni dopo, in Il risveglio della forza (2015) di J. J. Abrams.

Ancora nel genere “fantascienza” è protagonista del celeberrimo Blade Runner (1982) di Ridley Scott, con Rutger Hauer, e tratto dal romanzo di Philip K. Dick Il cacciatore di androidi.

La sua fama si consolida con il personaggio di Indiana Jones, interpretato nella fortunata serie di film d’avventura diretti da Steven Spielberg che comprende I predatori dell’arca perduta (1981), Indiana Jones e il tempio maledetto (1984), Indiana Jones e l’ultima crociata (1989), con Sean Connery, e Indiana Jones e il teschio di cristallo (2008).

Attore molto versatile, è spesso interprete di film d’azione e thriller come Witness – Il testimone (1985) di Peter Weir, con cui ottiene una Nomination all’Oscar come Miglior Attore Protagonista, Giochi di potere (1992) e Sotto il segno del pericolo (1994) di Philip Noyce, Il fuggitivo (1993) di Andrew Davis, L’ombra del diavolo (1997) di Alan J. Pakula, con Brad Pitt, Air Force One (1997) di Wolfgang Petersen, con Glenn Close e Gary Oldman, Destini incrociati (1998) di Sydney Pollack, con Kristin Scott Thomas, Le verità nascoste (2000) di Robert Zemeckis, con Michelle Pfeiffer, il dramma storico K-19 – The Widowmaker,  (2002) di Kathryn Bigelow, sull’incidente nei primi anni Sessanta del sottomarino russo omonimo, interpretato anche da Liam Neeson,  Firewall – Accesso negato (2006) di Richard Loncraine, ma anche di commedie come Una donna in carriera (1988) di Mike Nichols, con Melanie Griffith e Sigourney Weaver, Jimmy Hollywood (1994) di Barry Levinson, Sabrina (1995) di Sydney Pollack, con Julia Ormond, Greg Kinnear, Richard Crenna e Angie Dickinson, remake del celebre film omonimo (1954) di Billy Wilder interpretato da Audrey Hepburn Humphrey Bogart, William Holden e Martha Hyer, Sette giorni e sette notti (1998) di Ivan Reitman, con Anne Heche, Il buongiorno del mattino (2010) di Roger Michell, con Diane Keaton.

Fra gli altri film ricordiamo Forza 10 da Navarone (1978) di Guy Hamilton, con Robert Shaw (al suo ultimo film) e Edward Fox, Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola, con Marlon Brando, Martin Sheen e Robert Duvall, la commedia western Scusi dov’è il West? (1979) di Robert Aldrich, con Gene Wilder, Una strada, un amore (1979) di Peter Hyams, Mosquito Coast (1986) di Peter Weir, con Helen Mirren, Frantic (1988) di Roman Polanski, A proposito di Henry (1991) di Mike Nichols, Cento e una notte (1995) di Agnès Varda, con Marcello Mastroianni e Michel Piccoli, Crossing Over (2009) di Wayne Kramer, con Ray Liotta, 42 – La vera storia di una leggenda americana (2013) di Brian Helgeland, che narra le vicende di Jackie Robinson, il primo giocatore afroamericano ammesso, negli anni Quaranta, a giocare nella Major League Baseball, I mercenari 3 (2014) di Patrick Hughes, con Sylvester Stallone e Antonio Banderas.

In epoche più recenti è apparso in Adaline – L’eterna giovinezza (2015) di Lee Toland Krieger, Blade Runner 2049 (2017) di Denis Villeneuve, sequel del già citato film di Ridley Scott del 1982, Il richiamo della foresta (2020) di Chris Sanders, tratto dal libro omonimo di Jack London.

Attivo anche in televisione, è apparso in film tv – The Intruders (1970) di William Graham, Judgemet: The Court Martial of Lieutenant William Calley (1975) di Stanley Kramer, Dinastia (1976) di Lee Philips, I posseduti (1977) di Jerry Thorpe, The Star Wars Holiday Special (1978) di Steve Binder,-  ed in alcuni episodi di serie e miniserie – Il virginiano (1967), Ironside (1968),  Kung Fu (1974), Le avventure del giovane Indiana Jones (1993).

Harrison Ford è anche pilota – sia di aereo sia di elicottero – e, nel corso degli anni, è intervenuto personalmente in servizi di emergenza per il salvataggio di persone in difficoltà. È attivo nella difesa dell’ambiente, partecipa alla Board of Directors of Conservation International, ed è un convinto difensore dei diritti civili e della causa del Tibet.

 

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Redazione Agrpress

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