“Hotel Pasolini” di Alfredo Bini a “Letture d’estate” a Roma

Verrà presentato giovedì 19 luglio 2018 nell’ambito di “Letture d’estate” – Lungotevere Castello 50, in zona Castel Sant’Angelo – a...

Verrà presentato giovedì 19 luglio 2018 nell’ambito di “Letture d’estate” – Lungotevere Castello 50, in zona Castel Sant’Angelo – a Roma il libro di Alfredo Bini  “Hotel Pasolini” (il Saggiatore). Sarà presente Simone Isola, curatore del libro insieme a Giuseppe Simonelli. 

«Caro Alfredo, tu forse sai che, come scrittore nato idealmente dalla Resistenza, come marxista ecc., per tutti gli anni cinquanta il mio lavoro ideologico è stato verso la razionalità, in polemica coll’irrazionalismo della letteratura decadente. L’idea di fare un film sul Vangelo è invece, devo confessarlo, frutto di una furiosa ondata irrazionalistica. Voglio fare pura opera di poesia, rischiando magari i pericoli dell’estetica. Questo rimette in ballo tutta la mia carriera di scrittore, lo so. Tuo, Pier Paolo Pasolini» (Pier Paolo Pasolini, lettera ad Alfredo Bini, 1963)

Alfredo Bini è stato colui il quale ha reso possibile il cinema di Pier Paolo Pasolini. Tale autobiografia è la storia di uno fra i più grandi produttori cinematografici italiani ed il romanzo di una vita vissuta a rotta di collo, dall’infanzia sulle colline toscane alla guerra in Grecia ed in Albania, dalle “luci della ribalta” dei festival ad un inspiegabile ed amaro oblio. Un album fotografico in cui si incontrano i volti di Claudia Cardinale, Anna Magnani, Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni, Federico Fellini, Totò.

Alfredo Bini fondeva l’istito di un rabdomante con la convinzione nel fatto che un produttore fosse una sorte di “artigiano rinascimentale. Solo un uomo visionario e vorace come lui avrebbe potuto scommettere sul fatto che un grande scrittore, saggista e poeta sarebbe diventato anche un grande regista. E fu grazie a quell’azzardo che nacque il primo film di Pier Paolo Pasolini (Accattone – 1961) e videro la luce anche i successivi (Mamma Roma – 1962 -, RoGoPaG – 1963 -,  Il Vangelo secondo Matteo – 1964 -, Uccellacci e uccellini – 1966 -, Edipo re – 1967). Alfredo Bini e Pier Paolo Pasolini sfidarono la censura, litigarono, si presero a pugni, viaggiarono in Africa, e modificarono per sempre l’immaginario cinematografico collettivo italiano.

Quando il loro rapporto professionale terminò, Alfredo Bini lavorò con Robert Bresson e Claude Chabrol, e produsse b-movie “esotici ed erotici”, quasi a voler riaffermare l’innocenza dell’osceno di fronte all’apparente purezza del “normale”. La vita che aveva inseguito finì per travolgerlo, lasciandolo da solo ed in miseria in un albergo della Maremma laziale, dove venne accolto con generosità ed amicizia da Giuseppe Simonelli, con il quale trascorse i suoi ultimi anni.

In tale sorta di “Sunset Boulevard” sulla via Aurelia, un altro produttore, Simone Isola, si è messo sulle tracce di un uomo e di una grande stagione del cinema italiano, ricomponendo un memoriale che era affidato ad appunti, fogli volanti, articoli di giornale e nastri magnetici. Dal suo lavoro è nato il documentario Alfredo Bini, ospite inatteso (2015) ed il libro Hotel Pasolini che, come un film, è formato da parole ed immagini. Un’inedita soggettiva sul nostro passato, un rapinoso piano sequenza che insegue protagonisti, fallimenti e capolavori di un’intera epoca.   

Alfredo Bini (1926-2010) è stato un noto produttore cinematografico italiano. Oltre che con Pier Paolo Pasolini, ha lavorato con Mauro Bolognini (Il bell’Antonio – 1960 -, La viaccia – 1961 -, La corruzione – 1963), Robert Bresson (Lancillotto e Ginevra – 1974), Jean-Luc Godard (Il nuovo mondo – 1963 -, episodio di RoGoPaG), Roberto Rossellini (Illibatezza – 1963 -, altro episodio di RoGoPaG), Luigi Comencini (A cavallo della tigre – 1961), Giancarlo Zagni (La bellezza di Ippolita – 1962), Roberto Bianchi Montero (Notti calde d’Oriente – 1962), Ugo Gregoretti (I nuovi angeli – 1962 – e Il pollo ruspante – 1963 -, episodio di RoGoPaG), Mario Missiroli (La bella di Lodi – 1963), Claude Autant-Lara (Pelle di donna – 1965), Alberto Lattuada (La mandragola – 1965), Damiano Damiani (La strega in amore – 1966), Luciano Salce (El Greco – 1966), Terence Young (L’avventuriero – 1967), Ugo Liberatore (Bora Bora – 1968 -, Noa Noa – 1974), Gian Luigi Polidoro (Satyricon – 1969), Gianni Bisiach (I due Kennedy – 1969), Mario Bava (Reazione a catena, 1971), Peter Collinson (Lo chiamavano Mezzogiorno – 1973), Duccio Tessari (Gli eroi – 1973), Roger Vadim (Una vita bruciata – 1974), Juan Luis Bunuel (La ragazza con gli stivali rossi – 1974), e molti altri registi.

Hotel Pasolini. Un’autobiografia. Dietro le quinte del cinema italiano di Alfredo Bini, a cura di Simone Isola e Giuseppe Simonelli, pubblicato da il Saggiatore (Milano) nella collana “La Cultura”, è disponibile in libreria e online da marzo 2018.

 

 

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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