I 100 anni di Eva Marie Saint, l’ultima diva della Hollywood classica

La grande attrice americana, interprete di Fronte del porto di Elia Kazan, Un cappello pieno di pioggia di Fred Zinnemann,...

Eva Marie Saint
Eva Marie Saint in "Intrigo internazionale" di Alfred Hitchcock

La grande attrice americana, interprete di Fronte del porto di Elia Kazan, Un cappello pieno di pioggia di Fred Zinnemann, Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock, Exodus di Otto Preminger, E il vento disperse la nebbia e Gran Prix di John Frankenheimer, La notte dell’agguato di Robert Mulligan e Sognando l’Africa di Hugh Hudson, spegne cento candeline.

Nata a Newark – nel New Jersey – nel 1924, dopo gli studi universitari, a partire dalla fine degli anni Quaranta  lavora in radio ed in televisione – A Christmas Carol (1947), Lights Out (1949), Versatile Varieties (1949), Suspense (1949), One Man’s Family (1949), Actor’s Studio (1949/50), The Clock (1949/50), Cavalcade of Stars (1951), Man Against Crime (1952), The Trip to Bountiful (1952), ABC Album (1953), The Web (1953), Eye Witness (1953), Martin Kane Private Eye (1953), The Revlon Mirror Theater (1953), Omnibus (1954), General Electric Theater (1954), Producer’s Showcase  (1954).  

Bionda e di una bellezza molto delicata, esordisce al cinema interpretando la giovane partner di Marlon Brando nel celebre Fronte del porto (1954) di Elia Kazan, in cui recita anche con Karl Malden, Lee J. Cobb, Rod Steiger e Martin Balsam. Il film vincerà otto Oscar, fra cui quello all’esordiente Eva Marie Saint come Miglior Attrice non Protagonista.

Tuttavia, i film successivi, sia pur di alto livello, non riusciranno a far decollare come avrebbe meritato la sua carriera e solo pochi registi saranno in grado di sfruttare al meglio le potenzialità dell’attrice, il cui aspetto fisico ed il cui stile non era molto in sintonia con i canoni estetici e cinematografici della Hollywood dell’epoca.

È una ex fidanzata ancora innamorata in L’albero della vita (1957) di Edward Dmytryk, con Montgomery Clift ed Elizabeth Taylor un’affascinante spia nel celebre thriller Intrigo internazionale (1959) di Alfred Hitchcock, con Cary Grant, James Mason, Leo G. Carroll e Martin Landau (al suo secondo film), una coraggiosa infermiera nel kolossal Exodus (1960) di Otto Preminger, con Paul Newman e Lee J. Cobb, una donna abbandonata nel drammatico E il vento disperse la nebbia (1962) di John Frankenheimer, con Warren Beatty, Karl Malden e Angela Lansbury.

Fra gli altri film ricordiamo Quel certo non so che (1956) di Melvin Frank e Norman Panama, con Bob Hope e George Sanders, Un cappello pieno di pioggia (1957) di Fred Zinnemann, tratto dall’opera teatrale omonima di Tennessee Williams ed interpretato da Don Murray, Anthony Franciosa e Henry Silva, Le ultime 36 ore (1964) di George Seaton, Castelli di sabbia (1965) di Vincente Minnelli, con Richard Burton, Elizabeth Taylor, Charles Bronson e Robert Webber, Arrivano i russi, arrivano i russi (1966) di Norman Jewison, con Alan Arkin (al suo esordio cinematografico) e Brian Keith, Gran Prix (1966) di John Frankenheimer, con Yves Montand e James Garner, La notte dell’agguato (1969) di Robert Mulligan, con Gregory Peck, Loving – Gioco crudele (1970) di Irving Kershner, con George Segal e Sterling Hayden, Cancel My Reservation (1972) di Paul Bogart, Niente in comune (1986) di Garry Marshall, con un giovane Tom Hanks, Jackie Gleason (al suo ultimo film) e Hector Elizondo, Mariette in Ecstasy (1996) di John Bailey, Time to Say Goodbye? (1997) di David Hugh Jones), Sognando l’Africa (2000) di Hugh Hudson, tratto dal libro omonimo di Kuki Gallmann ed interpretato da Kim Basinger, Vincent Perez e Daniel Craig, Il mio amico a quattro zampe (2005) di Wayne Wang, Non bussare alla mia porta di Wim Wenders (2005), con Sam Shepard, Jessica Lange e Tim Roth, Superman Returns (2006) di Bryan Singer.

A partire dall’inizio degli anni Settanta dirada le sue apparizioni cinematografiche e passa alla televisione, dove appare in vari film tv – The First Woman President (1974), The Fatal Weakness (1977), Taxi!! (1978), Un Natale da ricordare (1978), Un posto per l’inferno (1979), The Curse of King Tut’s Tomb (1980), The Best Little Girl in the World (1981), Splendore nell’erba (1981) di Richard C. Sarafian, remake del film omonimo di Elia Kazan del 1961, Malibu (1983) Jane Doe (1983), Una luce nel buio (1984), The Last Days of Patton (1986), Breaking Home Ties (1987), Tornerò a Natale (1988), Il viaggio del terrore: la vera storia dell’Achille Lauro (1990) di Alberto Negrin, con Burt Lancaster, People Like Us (1990), Palomino (1991), In compagnia dell’assassino (1993), My Antonia (1995), After Jimmy (1996), Jackie’s Back (1998), Papa’s Angels (2000), Open House (2003 – ed in alcuni episodi di serie e miniserie come Alla conquista del West (1977), in cui recita con James Arness, Fionnula Flanagan, Bruce Boxleitner, Kathryn Holcomb, William Kirby Cullen e Vicky Schreck, e con cui, nel ruolo della caparbia Kate Macahans, vince un Emmy Award, Love Boat (1983), Fatal Vision (1984), A Year in The Life (1986), Moonlighting (1986 e 1988), American Masters (1988), Titanic (1996), Frasier (1998).

Attiva anche in età avanzata, dopo il 2010 appare in Storia d’inverno (2014) di Avika Goldsman e in Mariette in Ecstasy (2019) di John Bailey, girato in un convento. In tv presta la sua voce alla serie La leggenda di Korra (2012-14, cinque episodi), ed alle serie podcast The Pad Podcast (2020-21) e Radio Play Revival (2022).

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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