I suoni degli ulivi, all’Olio Officina Festival 

Ascoltare la musica degli ulivi. Avete tempo fino a sabato 2 marzo per partecipare al concerto tenuto dalla “linfa armonica”...

Olio Officina Festival

Ascoltare la musica degli ulivi. Avete tempo fino a sabato 2 marzo per partecipare al concerto tenuto dalla “linfa armonica” delle piante di olivo. L’appuntamento è all’Olio Officina Festival a Milano, negli spazi della Fabbrica del Vapore. Dov’era l’area Ex Cisterne, Luigi Caricato propone da ormai tredici anni l’evento dedicato agli oli e ai condimenti (convegni, laboratori, degustazioni, arte, musica, libri). Ma come si può ascoltare gli ulivi? Attraverso una specifica tecnologia, gli spettatori del festival ascolteranno il suono degli olivi in presa diretta, mediante elettrodi applicati sulle foglie e sui rami della pianta. Di certo, la differenza tra una pianta sana di olivo ed una afflitta dal batterio Xylella fastidiosa balzerà alle orecchie di chiunque.

Con tecnologia Plants Play, l’olivo diventa il compositore che genera le note musicali, lo smartphone l’esecutore che trasmette le note generate dall’olivo, e l’essere umano assume il ruolo di direttore d’orchestra. Importante, per la realizzazione di queste esecuzioni musicali, l’apporto di Alberto Fachechi in collaborazione con la musicista Angela Trane: sono stati infatti prodotti degli spettrogrammi grafici a computer e tramutati in spartito musicale, facendo in modo di evocare il canto di questi alberi attraverso il suono di un violino e violoncello in dialogo tra loro. Da ascoltare: «Il brano Celebre liquido sonoro», ha affermato la violinista Pederielli «inizia in una tonalità viva, dove il dialogo tra gli strumenti è dinamico e affiatato, spostandosi e terminando in una tonalità più cupa e caratterizzata da uno scambio meno attivo che va ad acquietarsi del tutto. Questa evoluzione è stata ispirata dalle differenze tra le tracce sonore che riprendono ulivi sani e rigogliosi, e quelle che riprendono alberi secchi e sofferenti a causa del batterio Xylella. «In questo modo», precisa la Pederielli, «queste magnifiche piante millenarie non solo ci donano l’olio che tanto ‘vizia’ e seduce il nostro raffinato gusto e l’olfatto, ma evoca anche gli splendidi paesaggi che ammiriamo con occhi sempre meravigliati e che possiamo ‘sentire’ con la nostra sensibilità tattile (ad esempio cogliendo le olive ancora calde di sole dalla pianta) e uditiva. Infatti», conclude la giovane musicista «le nuove tecnologie ci permettono di ascoltare il suono del “celebre liquido”, oltre che il magico fruscio delle foglie nel vento».

E mentre è animato il dibattito sociale per l’aumento dei costi ha assottigliato la differenza tra prezzi civetta – al ribasso – e prezzi di prodotti premium, «Questa congiuntura negativa», spiega il direttore di Olio Officina Luigi Caricato, «può paradossalmente diventare l’occasione per avvicinare i consumatori agli oli di qualità, iniziandoli così alla straordinaria biodiversità olivicola italiana, che conta oltre cinquecent differenti olivigni (cultivar)».

Ingresso libero; degustazioni gratuite su prenotazione.

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Roberta Maresci

Roberta Maresci

Giornalista, scrittrice e fairplaymanager. Considerata la “Greta Thunberg romana”, il verde è di casa nel suo Fair Play Garden - «FairPlayGarden: semina gioia, raccogli salute» -, il Giardino delle Buone Maniere che omaggia Shakespeare (patrocinio CNIFP e EFPM).

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