Il 5 marzo del 1922 nasceva l’iconico intellettuale rivoluzionario Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini, intellettuale provocatorio e controverso, icona della cultura italiana, nato il 5 marzo del 1922, ha lasciato un’impronta...

Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini fotografato da Carlo Riccardi nel 1961 - © Archivio Riccardi

Pier Paolo Pasolini, intellettuale provocatorio e controverso, icona della cultura italiana, nato il 5 marzo del 1922, ha lasciato un’impronta indelebile attraverso poesie, romanzi, film e scritti critici, diventando un punto di riferimento nel dibattito culturale. Il suo stile “fuori dal tempo” e la sua lotta contro il conformismo sociale lo rendono ancora attuale.

Le provocazioni di Pasolini, dalle critiche sociali alle proposte audaci sulla legalizzazione dell’aborto, lo hanno reso un personaggio “fuori dal comune”. Il suo impatto è ancora evidente nei suoi scritti, ora raccolti in dieci volumi, che continuano a suscitare interpretazioni e riflessioni. Le sue analisi sulla società industriale, a distanza di 50 anni, risultano ancora profetiche.

Nel 2015, a 45 anni dalla sua scomparsa, l’Archivio Riccardi ha realizzato l’esposizione “I tanti Pasolini“, una mostra che offre una prospettiva unica sulla sua vita attraverso 26 fotografie inedite di Carlo Riccardi, mostrando l’uomo dietro l’artista. Questa mostra itinerante, organizzata in oltre 30 diverse occasioni in giro per l’Italia, svela aspetti mai visti del grande intellettuale italiano.

Nel panorama politico, Pasolini ha sfidato il sistema, oscillando tra partiti e subendo l’espulsione dal PCI. La sua diversità e il suo essere “inorganico” al mondo lo hanno reso un outsider, affrontando anche processi per “oscenità” e “apologia di reato”.

Gli incontri con figure come Moravia, Maria Callas e Adriana Asti, insieme alle sue relazioni con Laura Betti e l’amata madre Susanna, raccontano il lato umano di Pasolini. E anche in questo caso la mostra “I tanti Pasolini” offre uno sguardo intimo sulla vita di un uomo che ha scosso le fondamenta della cultura italiana.

Il 2 novembre 1975, la vita di Pasolini si spegne tragicamente quando viene barbaramente ucciso. Il suo contributo al cinema, con film come “Accattone” e “Mamma Roma”, rimane indelebile. Il suo ultimo e controverso lavoro, “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, ha lasciato un’impronta indelebile, tanto quanto la sua morte misteriosa a Ostia.

A quasi 50 anni dalla morte, Pasolini continua a essere una voce necessaria e attuale, testimone del nostro tempo. La mostra e il libro realizzati da Maurizio Riccardi e Giovanni Currado offrono testimonianze di coloro che l’hanno conosciuto, contribuendo, se mai ce ne fosse bisogno, a preservare viva la sua memoria.

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Alessandra Natola

Alessandra Natola

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