Il cinema di Refn torna in sala tra il cult di  “Drive” e l’Incubo di “Her Private Hell”

locandina "Refn Celebration"

Il cinema di Nicolas Winding Refn non è mai solo una semplice visione, ma un vero e proprio rito collettivo. Per celebrare il quindicesimo anniversario del memorabile cult Drive, le sale italiane si preparano a un evento speciale imperdibile in programma il 28 settembre 2026: si tratta di un’ipnotica maratona cinematografica che vedrà la proiezione restaurata in 4K dell’odissea notturna con Ryan Gosling, seguita immediatamente dalla proiezione della nuova, attesissima fatica del regista danese, Her Private Hell.

Questo doppio appuntamento permetterà agli spettatori di immergersi totalmente nell’estetica al neon dell’autore, culminando in un esclusivo collegamento in diretta streaming con lo stesso Refn al termine delle proiezioni.

A due giorni da questo formidabile evento di lancio, a partire dal 30 settembre, Her Private Hell sbarcherà ufficialmente e in pianta stabile nella programmazione dei cinema italiani grazie alla distribuzione di MUBI. Co-scritto insieme a Esti Giordani, il film segna il ritorno di Refn al lungometraggio con un thriller fantascientifico dalle tinte fortemente orrorifiche. A guidare il cast troviamo Sophie Thatcher nei panni della tormentata protagonista Elle, affiancata da Charles Melton, che interpreta un misterioso personaggio noto come Private K, impegnato in una disperata e violenta ricerca della figlia scomparsa. Come da tradizione per il cineasta, la trama rifiuta le convenzioni lineari per abbracciare l’eccesso sensoriale; l’odissea dei protagonisti si snoda attraverso un mondo allucinatorio popolato da esponenti della Yakuza, entità soprannaturali mutuate dal folklore giapponese (come le misteriose figure kitsune) e l’inquietante presenza di uno spietato assassino mascherato noto semplicemente come Leatherman. È una vera e propria discesa agli inferi in cui la macchina da presa indugia con spietata lentezza sulla violenza, sui corpi e su atmosfere oniriche, costringendo lo spettatore a sprofondare nello stesso inferno personale che dà il titolo all’opera.

Dietro le quinte di questo progetto radicale, girato interamente in gran segreto a Copenaghen nell’arco di soli cinquantasette giorni, si cela una collaborazione musicale d’eccezione: per la prima volta nella sua carriera, Refn ha infatti affidato la colonna sonora a Pino Donaggio, leggendario compositore italiano e storico collaboratore di Brian De Palma, le cui partiture aggiungono un inedito strato di tensione classica alle fredde luci al neon del film. Il risultato finale ha già dimostrato di essere estremamente polarizzante: se durante la sua anteprima mondiale al Festival di Cannes la pellicola è stata accolta da una trionfale standing ovation di dodici minuti, la critica d’oltreoceano si è letteralmente spaccata. Gran parte dei recensori ha elogiato senza riserve la sbalorditiva fotografia e la pura potenza visiva, ma ha duramente attaccato il ritmo frammentato del racconto.

Che lo si ami o lo si odi, il cinema di Refn continua a rifiutare qualsiasi compromesso commerciale: l’arrivo di Her Private Hell, introdotto dal glorioso omaggio al passato di Drive, rappresenta l’occasione perfetta per abbandonarsi al magnetismo di un autore che non ha paura di alienare il suo pubblico pur di restare fedele alla propria inconfondibile visione estetica attraverso un’esperienza allucinatoria, brutale e assolutamente indimenticabile.

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Edoardo Riccardi

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