Il giardino dei ciliegi di Anton Čechov alla Sala Umberto

Debutterà martedì 21 marzo 2023 al Teatro Sala Umberto – via della Mercede, 50 – la pièce di Anton Čechov...

foto Laila Pozzo

Debutterà martedì 21 marzo 2023 al Teatro Sala Umberto – via della Mercede, 50 – la pièce di Anton Čechov “Il giardino dei ciliegi”, regia di Rosario Lisma ed interpretato da Milva Marigliano, Dalilas Reas, Eleonora Giovanardi, Tano Mongelli, R. Lisma e Giovanni Franzoni.

Il giardino dei ciliegi, diretto da Rosario Lisma e interpretato da Milva Marigliano, Dalilas Reas, Eleonora Giovanardi, Tano Mongelli, R. Lisma, Giovanni Franzoni, con la partecipazione in voce di Roberto Herliztka, è l’ultimo lavoro di un A. Cĕchov (1860-1904) malato e vicino alla morte; eppure, mai così attaccato alla vita, intesa come respiro, anima del mondo e speranza nel futuro. 

Nella sua ultima commedia – perché così egli la definì e la intese – esprime ancora più lucidamente la sua riflessione sulla goffa incapacità di vivere degli esseri umani. Il loro strabismo esistenziale sulla propria anima. 

Ljuba e suo fratello Gaev, un tempo lieti, da bambini, tornano nell’età matura nel luogo simbolo della loro felicità appassita. La stanza chiamata ancora “dei bambini”, da cui si intravede il loro giardino dei ciliegi, una volta motivo di vanto e orgoglio in tutto il distretto. Ora però i tempi sono cambiati. I ciliegi non producono più frutti commerciabili, sono solo l’ombra di un passato che non tornerà più. Così le speranze, la gioia, l’amore, tutto ciò che era connesso simbolicamente al giardino è andato perduto. Il declino economico accende brutalmente il declino della loro esistenza a cui non sanno (o non vogliono) porre rimedio. 

Ljuba, donna di forti sentimenti e capace di amore, ormai ha perduto il marito e l’ultimo amante. Da anni è segnata dalla perdita del suo amato figlio piccolo. Eppure, sopraffatta dai debiti, non si rassegna ad abbandonare il sogno: la nostalgia del suo luminoso passato dove risiede illusoriamente la sua armonia.  Bimba illusa nel corpo di una donna matura, che piange e ride allo stesso tempo. 

Così il fratello Gaev, adulto mai cresciuto da una condizione puerile fatta di giochi e lazzi spenti. Chiamato per una volta alla sua responsabilità di uomo di casa nella vendita all’asta del giardino, non riesce a combinare nulla. Debole e ingenuo. Struggente nel Lopachin, invece, nuovo arricchito, figlio del contadino, riuscirà a imporre la propria persona non solo con l’abilità degli affari, ma soprattutto con la lucidità inesorabile di chi è consapevole del proprio ruolo. Garbato ma ambizioso, è il contraltare perfetto dei due proprietari. Rampante e pragmatico. Vincente. Eppure, al contrario di Ljuba e Gaev, totalmente incapace di amare, di gestire la propria sensibilità. Tutt’altro che arido, ma ancora peggio: inabile ai sentimenti. 

Eppure rimane un’ultima speranza. I giovani che popolano la storia sapranno forse riscattare le incrostazioni dell’anima di chi li ha preceduti. Varja, figlia maggiore di Ljuba, fioca luce di armonia in una casa prossima al buio, delusa dall’insipienza amorosa di Lopachin, andrà a rifarsi una vita altrove.  Anja, la piccola di casa, dolce ragazza in fiore, seguirà Trofimov, eterno studente scombinato, ma insieme potranno guardare al futuro.

Il barlume di salvezza risiede nel finale, nei due ragazzi che si amano e che vedono nella distruzione del giardino venduto, non la fine, non la deriva, ma l’inizio di una nuova vita. 

Nella riduzione dell’opera vengono eliminati i personaggi minori, portando la compagnia ai sei elementi principali: Ljubov’ Andreevna Ranevskaja, proprietaria terriera; Anja, sua figlia, di diciassette anni; Varja, sua figlia adottiva, di ventiquattro anni; Leonid Andreevic Gaev, fratello della Ranevskaja; Ermolaj Alekseevic Lopachin, mercante; Petr Sergeevic Trofimov, studente.

I dialoghi sono rispettosi del testo originale, rispettando le sfumature poetiche dell’autore, e nello stesso tempo tradotti in modo efficace e contemporaneo.

 

Il giardino dei ciliegi, di Anton Cĕchov – regia: Rosario Lisma; interpreti: Milva Marigliano, Dalilas Reas, Eleonora Giovanardi, Tano Mongelli, R. Lisma, Giovanni Franzoni, con la partecipazione in voce di Roberto Herliztka; scene: Dario Gessati; costumi: Valeria Donata Bettella; luci: Luigi Biondi; produzione: Tieffe Teatro Milano/Teatro Nazionale Genova/Viola Produzioni; durata: 150’, compreso l’intervallo – sarà in scena al Teatro Sala Umberto fino a domenica 2 aprile 2023 (orario: da martedì 21 a sabato 25 marzo, ore 21.00; da martedì 28 marzo a sabato 1° aprile, ore 21.00; domenica 26 marzo e domenica 2 aprile, ore 17.00).

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Madia Mauro

Madia Mauro

Esperta di Comunicazione, promuove eventi culturali e scrive di attualità, arte, fotografia, musica e spettacolo.  

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