“Il meglio di «Script». Per una diversa idea di cinema. Antologia di una rivista che veniva dal futuro”

In libreria da novembre 2023 Il meglio di Script. Per una diversa idea di cinema. Antologia di una rivista che veniva dal futuro (Dino...

Cover "Il meglio di Script"

In libreria da novembre 2023 Il meglio di Script. Per una diversa idea di cinema. Antologia di una rivista che veniva dal futuro (Dino Audino editore).

«Il fare un libro è men che niente se il libro fatto non rifà la gente»

«Sfogliando la raccolta di articoli, saggi, interventi che avete tra le mani vi renderete subito conto, sin dalle prime pagine, perché Script è “una rivista che viene dal futuro”. Se il primo volume si intitola Per una diversa idea di cinema è perché le idee che circolavano dentro Script erano davvero diverse rispetto a tutto quello che si leggeva e diceva nel mondo del cinema italiano di quegli anni. […] Ci trovo dentro cose mai lette prima: l’idea che la regia è un iceberg e la parte importante sta sotto, la convinzione che gli sceneggiatori sono i veri creatori del film […] che il cinema è uno sport di squadra e il film un prodotto pensato in funzione di un investimento e di un mercato, non il trastullo narcisistico di registi presuntuosi che giocano a fare Cassavetes con i fondi pubblici e così via. Sarebbe però riduttivo pensare a Script come a una rivista di critica cinematografica. In quelle pagine prendeva forma una precisa idea di politica culturale. C’erano diverse proposte concrete che ahimè all’epoca restarono lettera morta, salvo vederle messe in pratica poi un po’ ovunque, e ora inseguite anche qui, tra mille difficoltà e vecchie resistenze ancora fortissime, con il solito, tipico ritardo italiano, che non di rado diventa poi fatale» (Andrea Minuz, Introduzione a Il meglio di Script. Per una diversa idea di cinemaAntologia di una rivista che veniva dal futuro, Dino Audino editore, Roma 2023)

«Script inizia le sue pubblicazioni nel maggio del 1992 e chiude nel giugno del 2011 dopo cinquanta numeri. La sua cadenza era quadrimestrale, ma, dopo i primi due anni, non venne più rispettata. “Usciamo quando riusciamo”, ci dicevamo. E nella frase c’era tutto il clima di partecipata provvisorietà in cui si creava la rivista, per lo più nei ritagli di tempo ricavati dal lavoro di sceneggiatore – che il 90% degli autori praticava (mentre chi sta scrivendo era il direttore-editore). Furono pubblicati molti numeri doppi, sicché, nella sostanza, uscirono intorno ai trentacinque volumi per un totale di circa cinquemila pagine.

L’antologia che presentiamo ne raccoglie circa quattrocento suddivise in tre volumetti tematici. Poche pagine, poco prezzo, molto peso specifico (almeno si spera). Il pubblico che vorremmo raggiungere è prevalentemente quello degli studenti, lettori che forse non erano ancora nati ai tempi degli articoli. Ma noi, che venivamo dal futuro, oggi finiamo per essere loro coetanei e in tempi di Twitter o X, come si chiama ora, abbiamo pensato di accorciare pesantemente i nostri articoli per togliergli il “grasso in eccesso” e rendere più immediatamente evidente la sostanza delle argomentazioni. Del resto, per citare a memoria una battuta di Brad Pitt in Ocean’s Eleven, scritto da Ted Griffin, «Perché usare sette parole se puoi dirlo in quattro?». Certo, il rischio di raccontare Scriptattraverso un’antologia è che il lettore saltabecchi qua e là facendo zapping e pensando di cogliere impunemente fior da fiore. C’è da dire per fortuna che quando una rivista ha avuto una forte identità – una volta si sarebbe detto che era “di tendenza” – la cosa si fa memo problematica. E’ un po’ come un pezzo jazz, un tema centrale e tante variazioni che però prima o poi sempre tornano al tema. Come del resto avviene con una sceneggiatura quando è davvero buona.

Date queste premesse, Il meglio di Script non racconta la storia della rivista – non date, nomi, eventi del passato, glorie da ricordare o medaglie da lustrare – racconta invece la sua geografia. Per questo abbiamo raccolto gli articoli non in ordine cronologico ma logico, per aree di interesse, per grandi questioni che avevamo intuito sarebbero state importanti ancora oggi. E sono queste che abbiamo scelto di selezionare e di sottoporvi. Citando il nostro nume tutelare, Aristotele: Fermi, non mettete mano alla pistola – laddove la Storia si occupa delle “cose accadute”, il poeta “delle cose che potrebbero accadere”, lo storico si concentra sul “particolare”, il poeta ricerca “l’universale”, ovvero quell’universo dei possibili dentro cui può inverarsi l’azione umana. Ora non c’è dubbio che, in quanto sceneggiatori e quindi vicini ai drammaturghi-poeti di cui parla il filosofo, gli articoli che scrivevamo partivano sì dalla denuncia del presente, ma si proiettavano verso il futuro, verso le cose che auspicavamo potessero accadere. […]» (Dino Audino, Guida alla lettura in Il meglio di Script. Per una diversa idea di cinema. Antologia di una rivista che veniva dal futuro, Dino Audino, Roma 2023)

La rivista «Script», fondata nel 1992, era nata da un gruppo di sceneggiatori con l’ambizione di innovare e modernizzare il cinema italiano. Un cinema la cui presunta parte migliore – autori, critica, Università – era ancora immersa nelle acque della Nouvelle Vague. Quella “Nuova Onda” su cui avevano surfato i ragazzi degli anni Sessanta, spentasi nel resto del mondo, dopo trent’anni si era trasformata in una palude.

Il primo di tre volumetti che antologizzano un’esperienza – durata quasi vent’anni – che ha influenzato una generazione non solo di scrittori, ma, più in generale, di giovani professionisti del cinema. E non è da escludere che abbia fatto venire qualche dubbio e qualche ripensamento a chi ha gestito la fallimentare politica culturale e industriale del nostro comparto audiovisivo.

Il meglio di Script. Per una diversa idea di cinema. Antologia di una rivista che veniva dal futuro, pubblicato da Dino Audino editore (Roma) nella collana “Script”, Introduzione di Andrea Minuz, è disponibile in libreria e online da novembre 2023.

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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