Il mondo in transizione del Fotogiornalismo: un appello alla valorizzazione della professione

Il fotogiornalismo, un tempo considerato un santuario di espressione artistica e documentazione storica per il nostro Paese, sta attraversando una svolta critica. In passato, i fotografi portavano personalmente le proprie opere nelle redazioni o si affidavano a piazzisti per proporle. Oggi, questa pratica è stata in gran parte sostituita dalle agenzie di distribuzione di immagini, che, prendendo spunto dai modelli di commercio online, hanno trasformato il lavoro di documentazione in immagini in una mera merce. Questo stravolgimento ha impatti significativi su un mercato già in crisi nel settore editoriale, compromettendo il valore delle immagini e minacciando la sostenibilità economica dei fotografi professionisti.

La riduzione del lavoro di documentazione e la trasformazione della creatività in prodotti standardizzati, talvolta simili a fotocopie, incidono direttamente sulla sostenibilità economica dei fotogiornalisti. Le tariffe irrisorie e la concorrenza sleale tra professionisti formati ed esperti, che investono in attrezzature costose e spesso lavorano senza assicurazione, mettono a repentaglio la sicurezza e il benessere della categoria. Mentre si discute a lungo su leggi che tutelino i “rider dell’informazione”, chi si impegna nel fotogiornalismo continua a essere trascurato.

Contemporaneamente, i social media sono diventati una piattaforma di condivisione di immagini, spesso utilizzate senza riconoscimento o compensazione adeguata. Le piattaforme lucrano attraverso scopi pubblicitari, fungendo da distribuzione gratuita di immagini per i media, senza considerare il lavoro dei professionisti dietro ogni scatto. È imperativo un giusto riconoscimento e una compensazione per questa categoria di professionisti che contribuiscono in modo significativo al patrimonio visivo della società.

Affrontare questa sfida richiede una riflessione collettiva sulla valorizzazione dell’arte della fotografia e del ruolo essenziale del fotogiornalismo nella documentazione della società. Le agenzie di distribuzione devono riconsiderare il loro approccio, garantendo un compenso equo ai fotografi professionisti e preservando il valore intrinseco delle immagini.

La metamorfosi della fotografia da espressione artistica a mero prodotto evidenzia la necessità di una discussione approfondita su come preservare l’integrità della professione del fotogiornalismo. Riconoscere il valore intrinseco delle immagini e garantire un compenso equo ai fotografi professionisti sono passi essenziali per preservare la ricchezza e la diversità del linguaggio visivo nella nostra società e assicurare un futuro alle nuove generazioni di fotogiornalisti che ogni giorno escono dalle scuole di fotografia sognando un lavoro straordinario.

Maurizio Riccardi: Fotografo, giornalista, direttore del Gruppo AGR, di cui fanno parte: l'agenzia fotografica AGR, il magazine online Agrpress.it, l'Archivio Riccardi, la sezione Audiovsivi / web e la sezione Comunicazione.Nasce a Roma nel 1960, si può dire nella camera oscura del padre, anche lui noto fotografo della "Dolce Vita".